Country Dark
by Chris Offutt
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Tucker è appena tornato nel suo Kentucky dopo aver partecipato a una delle guerre più sporche e dimenticate della storia americana, quella di Corea. Ha combattuto in condizioni estreme, non ha esitato a uccidere, come se fosse la cosa più naturale al mondo, è un reduce senza medaglie e senza rimorsi. Vuole solo ricongiungersi alle terre aspre e isolate nelle quali è cresciuto, costruirsi una famiglia e vivere in pace, anche se per farlo deve lavorare alle dipendenze di un contrabbandiere di alcol. Ma quando il suo fragile equilibrio e i suoi affetti più cari vengono messi in pericolo non ha la minima titubanza: riprende in mano le armi, che sa usare come pochi, e si prepara a difendere ciò che ama nell’unico modo che conosce. Dopo il grande successo di critica e di pubblico che ha ricevuto la sua raccolta d’esordio, Nelle terre di nessuno, Chris Offutt ci riporta in Kentucky, regalandoci un romanzo potente e teso come una corda di violino: una storia di violenza e vendetta che appassiona come un noir e illumina i lati più nascosti e oscuri del sogno americano.

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LilliLilli wrote a review
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Due cose riempiono l'animo di ammirazione sempre nuova e crescente: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me...che c'entra Kant con Chris Offutt?
Poco forse, ma proprio di oscuri cieli stellati di campagna e di quanto oltre può andare la forza morale di un uomo è pieno “Country dark” e il suo protagonista Tucker.
Tucker è bravo a leggere costellazioni nel cielo oscuro di campagna; boschi, torrenti, terra, foglie, pietre sono i suoi elementi naturali. Tucker è un inconsapevole poeta, che segue la naturale poesia delle cose che gli stanno intorno, come un filo dentro un labirinto. Tucker non desidera altro che ritornare alla natura dopo le atrocità della guerra, lontano dagli esseri umani, tutti imprevedibili e nemici, mostri approssimativi.
Tuttavia, l'inaspettato risveglia in lui il soldato piccolo e temibile che è stato e lo riporta in una guerra infinita contro infiniti nemici: un vecchio che fugge dalla sua vecchia, uno zio pronto a violentare la nipote, un burocrate troppo zelante, un infido contrabbandiere voltagabbana.
Ma dentro la brutalità istintiva e vigile di Tucker, dimora qualcosa di profondamente umano, che rasenta la compassione e lo salva dall'oscurità della sua stessa ferocia.
Così come dentro la sua sfortunata famiglia di figli imperfetti, dove le speranze tremolano e il dolore lancia secchiate di grigio sull'ideale di una famiglia arcobaleno, c'è un'inesauribile fonte di amore. Troppo amore, come un antica forza della natura, a cui aggrapparsi e per cui combattere ancora e ancora.
Dentro Tucker, il dolore sedimenta e diventa vendetta, che è sinonimo di giustizia per una famiglia "sfortunata come un inverno, quando non solo piove, ma il vento ti soffia anche l'acqua in faccia".
Sferzante la scrittura: come colpi di frusta, le parole di Offutt ti tagliano per farti bruciare a fondo l'emozione. Non immedesimarsi col personaggio è impossibile con una penna così chirurgica, precisa. I continui salti di prospettiva ti mettono sempre in mezzo all'azione, al punto vivo del racconto. Gli sbalzi temporali di Offutt sembrano fatti apposta per sottolineare l'assenza di un tempo reale che “non scorre” in “non luoghi” dove tutto è più antico di come dovrebbe essere secondo il calendario.
Spietato e inquietante, umano e crudele, zuppo di sangue e inaspettatamente compassionevole, tenero persino.
Country dark ci insegna che ci sono persone innocenti con un destino agghiacciante come una sentenza definitiva, puntata nella direzione esattamente contraria ai sogni. Ma che il vento può cambiare direzione.
BeatriceBeatrice wrote a review
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Nel paese desolato
Con questo libro si viaggia nel paese dimenticato dove si muove un’umanità diversa di cui la sventura rappresenta il destino inevitabile. Nel descrivere questa società di reietti in cui il male campeggia, l’autore in realtà ci parla di vittime di violenze e sopraffazioni che vivono nel solo modo che la paura concede loro: la difesa armata. Ne scaturisce un racconto d’azione, serrato in cui la tensione si mantiene fino alla fine. Nonostante tutto, a mio avviso, è mancata la forza narrativa che interessa ed appassiona. Offut dà l’impressione di non entrare nelle tipologie umane, manca quel lavoro che potrebbe arricchirle di profondità e renderle vicine a chi legge. I personaggi si muovono in superficie, non c’è scavo: poco dialogo interiore. Dalle pagine dovrebbe arrivare qualcosa di più che crei quasi una reciprocità tra chi scrive e chi legge. Il libro, quindi, è un po’ bello ed un po’ brutto, come i protagonisti. Tucker è duplice, allo stesso tempo l’eroe buono ed il giustiziere solitario, anche i suoi occhi sono di colore diverso l’uno dall’altro a rappresentare i suoi due volti. Rhonda, sua moglie, è indefinibile: ingenua, sprovveduta, fragile, lascia che il mondo le giri attorno, accetta la sofferenza fino a farla diventare parte integrante della sua vita. In un mondo brutale, in cui l’imperativo è salvare la pelle, Tucker non ci pensa due volte: combatte come ha imparato a fare in guerra, pronto ad annientare il nemico, chiunque sia, finanche l'Istituzione. “La guerra e la prigione gli avevano insegnato che non si può evitare di schierarsi, che tutti alla fine si ritrovano in mezzo a qualcosa.” (cit.)
Il quadro che si dipinge è quello di un paese spietato, duro, selvaggio che fa da controcanto all’America della libertà, del progresso, delle grandi possibilità. Offut ci conduce in un universo oscuro: il buio è nella terra desolata in cui Tucker fa ritorno dalla guerra di Corea, è nel suo cuore che ha temuto la morte ed in quello della sua giovane moglie Rhonda che fugge dallo squallore morale della propria famiglia ed, ancora, il buio sembra essere la prospettiva che li attende quando la scelta dell'illegalità sarà il loro unico, possibile modo di vivere. Ma in questa condizione, che appare come la negazione assoluta, c'è il valore incrollabile degli affetti: una casa povera, con all’interno una famiglia “imperfetta”, che genera legami indissolubili nella quale Tucker ritrova una dimensione di pace e di amore. La speranza della sua rivincita sulla vita è riposta in un bisogno elementare: difendere il suo nido oltre ogni limite.
Mi sarei aspettata di più dalla rappresentazione di questo “white trash” in cui ogni deviazione dalla normalità ha la sua legittima ragione ed avrebbe potuto avere il suo giusto peso nel racconto. Invece mi è rimasta la sensazione che si sia trattato di una storia semplice scritta in modo fin troppo scorrevole per lasciare una traccia significativa dell’esperienza di lettura.
GabrieleGabriele wrote a review
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