Cratere e caverna
by Clifford D. Simak, Irwin Ross, Poul Anderson
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LE ANTOLOGIE
In questo dittico di romanzi brevi che accomuna le firme prestigiose di Poul Anderson e Clifford D. Simak, futuro e preistoria convergono. La missione del tenente Flandry si svolge nel lontano futuro, e la sua penultima tappa è il cratere di una luna remota; nella storia del veggente de
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Anina e "gambette di pollo"'s Review

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Un racconto di Simak ed uno di Anderson.

Il primo secondo lo stile Simak, dove si analizzano aspetti mitici, religiosi; il secondo stile Anderson più prettamente fantascientifico, action e un pizzico d’ironia.

Daniels, reduce da un incidente in cui ha perso moglie e figlio, vive isolato nel bel mezzo dello Wisconsin. Un vicino becero, uno sceriffo saggio. Ma ciò che lo lega ancora di più a quel luogo è che di tanto in tanto il paesaggio vibra e muta: altre epoche, altri paesaggi. E poi c’è una presenza dolente all’interno di una caverna che lui avverte col pensiero. Si manifesta anche un’altra presenza, quasi un fumo, che apprezza la sua pietà verso quel qualcosa intrappolato nella roccia.
L’idea è stuzzicante, ma stavolta Simak sembra non averne tanta voglia. Non si applica.
Il finale del racconto non c’è.
Molti non sopportano i riepiloghi finali di Miss Marple o di Poirot, ma poi è questo che vogliono: una fine con tutte le spiegazioni. Qui la spiegazione c’è, ma solo quella.

Anderson invece imbastisce il classico di fantascienza con astronave, armi fotoniche e pianeti di tutte le misure ai confini della Galassia. Ma dato che è bravo ci riserva una sorpresa: quel pianetino abitato da un calcolatore in una miniera, entrambi abbandonati dall’uomo, invaso da animaletti metallici piuttosto aggressivi, comprende un reticolo complesso con altri robot. Flandry scoprirà che anche i calcolatori hanno bisogno di una sana distrazione per non impazzire di solitudine.

Quando ho bisogno di una pausa, vado in cantina e frugo nello scatolone Urania. Questo mi è ritornato alla memoria a mano a mano che leggevo.
Nonostante la mia simpatia per Simak, Anderson merita qualcosa in più.
Nel complesso però potevo lasciarlo nello scatolone dove andrò a rimetterlo.

03.12.2015
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Un racconto di Simak ed uno di Anderson.

Il primo secondo lo stile Simak, dove si analizzano aspetti mitici, religiosi; il secondo stile Anderson più prettamente fantascientifico, action e un pizzico d’ironia.

Daniels, reduce da un incidente in cui ha perso moglie e figlio, vive isolato nel bel mezzo dello Wisconsin. Un vicino becero, uno sceriffo saggio. Ma ciò che lo lega ancora di più a quel luogo è che di tanto in tanto il paesaggio vibra e muta: altre epoche, altri paesaggi. E poi c’è una presenza dolente all’interno di una caverna che lui avverte col pensiero. Si manifesta anche un’altra presenza, quasi un fumo, che apprezza la sua pietà verso quel qualcosa intrappolato nella roccia.
L’idea è stuzzicante, ma stavolta Simak sembra non averne tanta voglia. Non si applica.
Il finale del racconto non c’è.
Molti non sopportano i riepiloghi finali di Miss Marple o di Poirot, ma poi è questo che vogliono: una fine con tutte le spiegazioni. Qui la spiegazione c’è, ma solo quella.

Anderson invece imbastisce il classico di fantascienza con astronave, armi fotoniche e pianeti di tutte le misure ai confini della Galassia. Ma dato che è bravo ci riserva una sorpresa: quel pianetino abitato da un calcolatore in una miniera, entrambi abbandonati dall’uomo, invaso da animaletti metallici piuttosto aggressivi, comprende un reticolo complesso con altri robot. Flandry scoprirà che anche i calcolatori hanno bisogno di una sana distrazione per non impazzire di solitudine.

Quando ho bisogno di una pausa, vado in cantina e frugo nello scatolone Urania. Questo mi è ritornato alla memoria a mano a mano che leggevo.
Nonostante la mia simpatia per Simak, Anderson merita qualcosa in più.
Nel complesso però potevo lasciarlo nello scatolone dove andrò a rimetterlo.

03.12.2015

Comments

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La prossima volta pescherai meglio dallo scatolone Urania... anche se a me non sono sembrati malaccio dalla tua descrizione.
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La prossima volta pescherai meglio dallo scatolone Urania... anche se a me non sono sembrati malaccio dalla tua descrizione.
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Il primo è più quello che promette che quello che mantiene e l'altro deve piacere il genere un po' più action ....... Cosa vuoi quando peschi (senza ribaltare tutto il contenuto). devi sperare nella fortuna :-)))))
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Il primo è più quello che promette che quello che mantiene e l'altro deve piacere il genere un po' più action ....... Cosa vuoi quando peschi (senza ribaltare tutto il contenuto). devi sperare nella fortuna :-)))))
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Bene!! bene!! Niente lista d'attesa:):)
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Bene!! bene!! Niente lista d'attesa:):)
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Cara Asf ogni tanto faccio riposare la tua wl :-)))
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Cara Asf ogni tanto faccio riposare la tua wl :-)))