Crepuscolo
by Kent Haruf
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Alcuni protagonisti di Canto della pianura ritornano, come i fratelli McPheron che, ormai invecchiati, stanno imparando a vivere senza Victoria Roubideaux, la madre single che avevano preso ad abitare con loro e che ora ha lasciato il ranch per iniziare il college. Ma si affacciano sulla scena anche volti nuovi, come quello di un ragazzo solitario che si prende cura stoicamente di suo nonno. Dietro esistenze apparentemente banali, ritroviamo la maestria di Haruf nel rendere universali i temi della solitudine e della sofferenza. Attraverso vite che si intersecano, Crepuscolo ci svela il lato più profondo degli esseri umani: la loro fragilità e resistenza, il loro egoismo e la bontà, e la loro capacità di costruire legami solidi e intimi, oltre la famiglia.

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ThalitaThalita wrote a review
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Lilium 🌺Lilium 🌺 wrote a review
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Holt la città immaginaria...
Dopo il tramonto il crepuscolo, il cielo è buio ed io vago nelle stradine di Holt in attesa dell'alba. L'estate è quasi finita, ancora qualche mese e pure la mia vacanza terminerà. Sono arrivata nella fattoria dei fratelli McPheron, calpesto il loro vialetto sterrato, salgo i pochi scalini fino alla veranda e senza farmi vedere scruto attraverso i vetri e scorgo i due fratelli Harold e Raymond, Victoria Roubideaux e la piccola Katie nel vecchio tavolo di legno massiccio mentre consumano la colazione e discutono del viaggio fino a Fort Collins, dell'università di Victoria, della bambina, della vecchia casa che ripiomberà nel silenzio dopo due anni...
E poi mi imbatto in Rose Tyler, l'assistente sociale che si occupa di famiglie instabili, di genitori incapaci di accudire i propri figli come Luther e Betty che vivono in una roulotte decrepita, sgangherata, parcheggiata fra alte erbacce, circondata da immondizie. Un degrado che prosegue nel suo interno con mucchi di vestiti vecchi e lerci ad ogni angolo, pile di piatti sporchi nel lavatoio, confezioni vuote di cibo surgelato un po' dappertutto...
Dj e il nonno anziano che vivono appoggiandosi l'un all'altro, Mary Wells abbandonata dal marito con due bambine da crescere, depressa e inabile nel superare l'assenza del coniuge fino ad una svolta importante, di Hoyt Raines, nullafacente e alcolizzato arrivato a Holt per creare scompiglio, violento con i figli di Betty e con chi per sbaglio si trova al suo fianco; la morte di Harold e l'amore fra Raymond e Rose. Lacrime salate e dolci, personaggi tratteggiati di pura fantasia che non hanno nulla di irreale che commuovono; bambini che stringerei fra le braccia e adulti che scrollerei, sveglierei dal loro tepore per indurli a risolvere i problemi a ricominciare daccapo. Questo dipinto vivace e pallido è Holt la città immaginaria di Kent Haruf, una vacanza lunga tre romanzi, gradevole che ripeterei senza alcun dubbio o perplessità.
Tornerò a Holt alle sue origini con “Vincoli” e proseguirò con “La strada di casa”...
IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
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