Cruel Beauty
by Rosamund Hodge
(*)(*)(*)(*)( )(130)
For fans of bestselling authors Kristin Cashore and Alex Flinn, this gorgeously written debut infuses the classic fairy tale with glittering magic, a feisty heroine, and a romance sure to take your breath away.

Tinotina's Review

TinotinaTinotina wrote a review
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(*)(*)( )( )( )
Confusionario e deludente.
La prima cosa che mi viene da dire se devo descrivere Bellezza Crudele è che questo libro è troppo. Troppi spunti per la trama, troppo lungo nelle descrizioni; sinceramente, è esagerato in tutto. Il libro, infatti, mescola insieme troppi elementi: abbiamo richiami a La Bella e la Bestia, abbiamo richiami a Barbablù, abbiamo richiami ai miti e alle divinità dell’antica Grecia. Il problema, nel mettere insieme tutti questi elementi, è che non vi è una spiegazione chiara che unisca tutti gli elementi. O almeno, io non l’ho trovata.
Quello che fa arrabbiare è il potenziale di una storia di questo tipo letteralmente buttato nello scarico del gabinetto. La Hodge, infatti, crea un mondo, a mio avviso, unico, uno tra i più particolari che abbia letto, ma – ed è un grande ma – non ne spiega il funzionamento. Tutto viene sfiorato, lasciato intravedere, ma non si arriva a capire fino in fondo cosa regge l’intera struttura: non si capisce! Ed è un errore grave. Se decidi di scrivere una saga fantasy, di ambientare la tua storia in un mondo altro, devi saperlo spiegare, devi saperlo descrivere, perché noi lettori non ne possiamo avere esperienza diretta. Non è come descrivere un college, ad esempio, che, bene o male, tutti ne hanno in mente un modello ideale.
Un’altra cosa che non mi ha fatto apprezzare il libro è che è di una lentezza assurda: per la prima metà del libro non succede nulla. Niente. Le uniche cose che vengono descritte sono i pensieri della protagonista che non variano mai. Ci ritroviamo a leggere per pagine e pagine sempre la stessa cosa. A volte dovevo controllare sul mio kindle di essere andata avanti con la lettura perché mi sembrava di essere ferma a un punto morto. Un libro talmente ripetitivo che, se anche avessi saltato gruppi di pagine non me ne sarei accorta. In questi casi, chi edita il manoscritto deve saper tagliare. Questa scelta avrebbe potuto, forse, salvare il romanzo almeno dal punto di vista stilistico, dato che la Hodge non scrive male.
In ultimo, i personaggi. Non sono riuscita ad affezionata a nessuno di essi e il motivo è molto semplice: la caratterizzazione. Tutti i personaggi hanno degli atteggiamenti assurdi. A-S-S-U-R-D-I! Iniziando dai personaggi che fanno da sfondo alla vicenda, troviamo un padre che anche solo attribuirgli questo ruolo mi pare una esagerazione. Mantiene verso la figlia che sacrifica al Signore Gentile, padrone di Arcadia, un’assoluta indifferenza. Non mostra un’emozione che fosse una: né pentimento, né dolore. Come se sacrificasse una capra. Io bo. La zia è un essere abominevole. Non voglio nemmeno spiegare i motivi, veramente. Una delle cose più oscene che abbia letto. La sorella che viene descritta inizialmente come una ragazzina ingenua, si trasforma nelle ultime pagine in una donna senza scrupoli. Un cambiamento così radicale di personalità che non viene spiegato affatto.
I protagonisti di questo libro, Nyx (?) e Ignifex (???) vengono presentati, rispettivamente, come una ragazzina addestrata per una missione suicida e un signore crudele. Se avete letto il libro e avete veramente trovato dei personaggi che rispecchiano queste descrizioni, mi congratulo con voi, perché io credo di essermi trovata davanti tutt’altro. E, soprattutto, la loro storia d’amore si basa sul nulla. All’inizio lei odia lui perché è crudele, ma essendo lei stessa un po’ crudele, allora i due all’improvviso si amano. Non ho mai letto un amore più debole di questo.
Il lieto fine, scontato, semplicistico, frettoloso e assolutamente deludente.
TinotinaTinotina wrote a review
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Confusionario e deludente.
La prima cosa che mi viene da dire se devo descrivere Bellezza Crudele è che questo libro è troppo. Troppi spunti per la trama, troppo lungo nelle descrizioni; sinceramente, è esagerato in tutto. Il libro, infatti, mescola insieme troppi elementi: abbiamo richiami a La Bella e la Bestia, abbiamo richiami a Barbablù, abbiamo richiami ai miti e alle divinità dell’antica Grecia. Il problema, nel mettere insieme tutti questi elementi, è che non vi è una spiegazione chiara che unisca tutti gli elementi. O almeno, io non l’ho trovata.
Quello che fa arrabbiare è il potenziale di una storia di questo tipo letteralmente buttato nello scarico del gabinetto. La Hodge, infatti, crea un mondo, a mio avviso, unico, uno tra i più particolari che abbia letto, ma – ed è un grande ma – non ne spiega il funzionamento. Tutto viene sfiorato, lasciato intravedere, ma non si arriva a capire fino in fondo cosa regge l’intera struttura: non si capisce! Ed è un errore grave. Se decidi di scrivere una saga fantasy, di ambientare la tua storia in un mondo altro, devi saperlo spiegare, devi saperlo descrivere, perché noi lettori non ne possiamo avere esperienza diretta. Non è come descrivere un college, ad esempio, che, bene o male, tutti ne hanno in mente un modello ideale.
Un’altra cosa che non mi ha fatto apprezzare il libro è che è di una lentezza assurda: per la prima metà del libro non succede nulla. Niente. Le uniche cose che vengono descritte sono i pensieri della protagonista che non variano mai. Ci ritroviamo a leggere per pagine e pagine sempre la stessa cosa. A volte dovevo controllare sul mio kindle di essere andata avanti con la lettura perché mi sembrava di essere ferma a un punto morto. Un libro talmente ripetitivo che, se anche avessi saltato gruppi di pagine non me ne sarei accorta. In questi casi, chi edita il manoscritto deve saper tagliare. Questa scelta avrebbe potuto, forse, salvare il romanzo almeno dal punto di vista stilistico, dato che la Hodge non scrive male.
In ultimo, i personaggi. Non sono riuscita ad affezionata a nessuno di essi e il motivo è molto semplice: la caratterizzazione. Tutti i personaggi hanno degli atteggiamenti assurdi. A-S-S-U-R-D-I! Iniziando dai personaggi che fanno da sfondo alla vicenda, troviamo un padre che anche solo attribuirgli questo ruolo mi pare una esagerazione. Mantiene verso la figlia che sacrifica al Signore Gentile, padrone di Arcadia, un’assoluta indifferenza. Non mostra un’emozione che fosse una: né pentimento, né dolore. Come se sacrificasse una capra. Io bo. La zia è un essere abominevole. Non voglio nemmeno spiegare i motivi, veramente. Una delle cose più oscene che abbia letto. La sorella che viene descritta inizialmente come una ragazzina ingenua, si trasforma nelle ultime pagine in una donna senza scrupoli. Un cambiamento così radicale di personalità che non viene spiegato affatto.
I protagonisti di questo libro, Nyx (?) e Ignifex (???) vengono presentati, rispettivamente, come una ragazzina addestrata per una missione suicida e un signore crudele. Se avete letto il libro e avete veramente trovato dei personaggi che rispecchiano queste descrizioni, mi congratulo con voi, perché io credo di essermi trovata davanti tutt’altro. E, soprattutto, la loro storia d’amore si basa sul nulla. All’inizio lei odia lui perché è crudele, ma essendo lei stessa un po’ crudele, allora i due all’improvviso si amano. Non ho mai letto un amore più debole di questo.
Il lieto fine, scontato, semplicistico, frettoloso e assolutamente deludente.