Cuore
by Edmondo De Amicis
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Il diario di Enrico, un bimbo torinese di terza elementare, ci conduce permano giorno dopo giorno attraverso le diverse tappe di un anno scolasticodenso di avvenimenti gioiosi e tristi. Lo scrivano fiorentino, la maestrinadalla penna rossa, il severo maestro Perboni, il buon compagno Garrone, ilpovero figlio del carbonaio sono tra i piccoli grandi protagonisti dell'Italiarisorgimentale che in questo libro prende vita ancora oggi, a oltre cento annidalla pubblicazione. Straordinarie storie di eroismi quotidiani capaci diimprimersi nel cuore dei lettori odierni come di quelli di un secolo fa,lasciando un ricordo indelebile.Età di lettura: da 11 anni.

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_chiarapanda__chiarapanda_ wrote a review
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Leggere Cuore per la prima volta a 30 anni è controproducente; un po’ come leggere Piccoli Brividi, Piccole Donne e altri libri che non hanno necessariamente “piccol*” nel titolo. Tuttavia, mentre gli ideali e gli insegnamenti di Piccole Donne restano un po’ tediosi ma pur sempre attuali, quelli di Cuore risentono di tempi ormai andati e assetti politici troppo diversi dai nostri. Il valore eroico, il sacrificio per la patria, il forte nazionalismo suonano ai nostri orecchi come richiami fascisti, più che risorgimentali. Morire per l’Italia non sarà mai per noi motivo di vanto e di grande ardore, perché viviamo in tempi che – sebbene avulsi alla guerra – non riflettono più princìpi morali di patriottismo e coesione popolare. La nostra è diventata una cultura individualista ed egocentrica, il che mi dimostra come gli insegnamenti di Cuore non abbiano mai funzionato, neppure nelle epoche prossime alla sua stessa stesura. Un libro, insomma, che invecchia proprio male e che diventa sempre più obsoleto man mano che passano gli anni.  

In questi libri per ragazzi c’è sempre tanto buonismo didattico e un indottrinamento moralistico che irrita e spazientisce: l’intento di formare questi ragazzi con spirito di sacrificio, ubbidienza, partecipazione attiva e rigore poteva anche essere positivo, ma la pratica lo ha rovinato a tal punto da renderlo subdolo e propagandistico. D’altronde questo è il rischio che corrono un po’ tutti i vecchi romanzi educativi, che suonano ormai come civettuoli, rigoristi e ipocriti. 

Questo è il motivo per cui non me la sono sentita di terminare la lettura di questo libro, ho troppi anni per poterlo apprezzare e troppo vissuto per poterlo reputare quantomeno valido. 
Pio Francesco TartagliaPio Francesco Tartaglia wrote a review
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carlo albertocarlo alberto wrote a review
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GeorgeGeorge wrote a review
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