Delitto di mezza estate
by Henning Mankell
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Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l'assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.

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zombie49zombie49 wrote a review
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Un detective fallibile
A Ystad, nella Svezia meridionale, tre amici hanno deciso di celebrare la festa di mezza estate nei boschi del vicino parco naturale, travestendosi con costumi settecenteschi. Non sanno che, nascosto tra gli alberi, un assassino li sta aspettando. Isa, però, non è con loro: è rimasta a casa malata. I genitori dei giovani segnalano la loro scomparsa, ma alcune cartoline fanno pensare siano in vacanza all’estero. Le indagini sono affidate al commissario Kurt Wallander, divorziato con una figlia, Linda, ormai adulta. L’ispettore Svedberg è trovato morto nel proprio appartamento, ucciso da un colpo di fucile: la notizia sconvolge i colleghi. E i due casi sono collegati. Wallander è un poliziotto hard boiled, solitario e depresso, con problemi familiari, ma ha anche caratteristiche originali: sulla cinquantina, comincia a sentire il peso dell’età, è sovrappeso e soffre di astenia dovuta al diabete. Non è un uomo d’azione, ma risolve i casi con pazienza, ragionamento, logica. La storia è introspettiva nella descrizione psicologica dei protagonisti, accompagna a conoscerli nelle loro case e nella vita quotidiana. Wallander è, a mio avviso, il detective più simpatico e realistico della letteratura gialla: secondo la tradizione scandinava è riflessivo e introverso, ma non è afflitto dalle ossessioni e paranoie che tormentano i poliziotti di Indriđason e Nesser. A volte le sue osservazioni strappano un sorriso, senza scadere nella farsa come i personaggi di Manzini e Malvaldi. La storia è lenta, con alcune incongruenze: i poliziotti vagliano le ipotesi più improbabili prima di quelle logiche e non cercano risposte nella medicina legale. Forse Mankell vuole sostenere la lotta al diabete, ma il tormentone di Wallander che urina dappertutto è sgradevole. Sono interessanti le riflessioni su quanto poco si conoscano le persone che ci stanno vicino: forse la festa in maschera ne è l’allegoria. La conclusione thriller è emozionante e l’epilogo è amaro e sorprendente.
03
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Veramente bello....meglio del primo:-)

Dat titolo della recensione e dalle quattro stelle s'intuisce che mi è piaciuto più del primo:qua non ci sono pause nella narrazione,è un continuo evolversi della storia e si brancola nel buio a pensare chi potrebbe essere il "demente" che ammazza le persone solo perchè "sono felici".
Si parla anche molto della salute di Wallander(non ancora cinquantenne e messo male come un settantenne malato) e delle sue sfighe esistenziali.Leggendolo mi viene sempre in mente la faccia dell'attore svedese che lo ha interpretato.:-)
La storia sui vari delitti richiede un minimo di attenzione anche perchè i personaggi che s'incontrano sono tanti e i nomi svedesi sono un pò difficili da memorizzare,almeno lo sono per me.Anche in Svezia sono alle prese con decisioni prese dall'alto e assurde e le conseguenze si vedono in quello che accade.
Un appunto:dopo la scoperta della fine dei tre ragazzi i genitori di questi si lamentano perchè la polizia dopo due mesi dalla loro scomparsa non si era attivata.Avevano ragione al 100%,dei ragazzi spariscono per quasi due mesi e non fanno uno straccio di indagine???cartoline mandate dall'Europa (false) per rassicurare i genitori...ma ve la immaginate una situazione simile in Italia???le mamme si sarebbero incatenate fuori dalla caserma per chiedere SUBITO l'inizio delle ricerche dopo un giorno dalla
sparizione.In Svezia, invece, sembra normale che dei ragazzi di 18 anni prendano armi e bagali e se ne vadano in giro per l'Europa senza manco un saluto a chi li ha generati.....ragazzi che società di automi.
La società svedese (siamo verso la fine degli anni 90) aveva già preso una china discendente...credo che non si siano ancora fermati.società permissiva e mollacciona al massimo e si vedonoi risultati.
Finale un pò "aperto"e quello che mi lascia sempre un pò sorpresa è come persino un commissario se ne vada in giro senza pistola (la lascia in ufficio ) e il più delle volte dimentica il cell in macchina in situazioni dove il suo uso potrebbe salvare vite umane.
CateCate wrote a review
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E alla fine il commissario Kurt ti conquista. Anche se è normale, quasi banale, diabete e solitudine. Ma è un poliziotto senza armi, senza cinismo. La storia è intrisa di incomprensione per i tempi che cambiano, per le certezze (svedesi) che crollano. C'è movimento, intreccio, stai dalla parte di Kurt fino in fondo.
La Svezia che non riconosci