Demoni amanti
by Shirley Jackson
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Asahi88Asahi88 wrote a review
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Spoiler Alert
L'ubriaco (Voto: +\-) Mentre i genitori festeggiano dall'altra parte della casa c'è la loro figliola con gli occhi spalancati, presumo, che spaventa un ospite dicendogli che sta scrivendo un libro sul futuro...o meglio di come immagina finirà il mondo. Allegria! (e fate fuori quella bimba, please). Apparte essere leggermente macabra la cosa di per sè, non mi ha lasciato niente.

Le diable amoureux (Voto: +\--) Apparte la stupidità della protagonista (chiedere a TUTTE le persone che gli capitano dove sia il suo futuro sposo e non pensare di essere stata un po' presa per culo è paradossale) ma poi il finale...io non l'ho capito...cosa vede lei, il suo sposo trasformato in un doberman a caccia di ratti? Boh!

Come la faceva mammà (Voto: +\-\+) Mi è piaciuta la parte in cui ci si cala nei panni di David e con la sua mania di perfezionismo (molto disturbante) mette in ordine una squisita cenetta (o era un pranzo?) ma mi ha irritato a morte lei...e il finale. Ma un po' di spina dorsale in più no, eh?

Giudizio per ordalia (Voto: +\-) Allora abbiamo una ragazza che vive in una pensione, mentre suo marito è al militare, scopre che qualcuno entra in camera sua e gli ruba delle cose (di poco conto, ma comunque la cosa irriterebbe chiunque) scopre di chi si tratta e quando viene sgamata a cercare prove del misfatto...niente, propina una scusa e se ne và... (ok, forse centra il fatto che lei e la vecchietta hanno gusti simili, stessa stanza, mariti entrambi che lavorano nell'esercito...insomma già qui dovrebbe puzzare qualcosa, ma sinceramente è una storia abbastanza inconcludente.)

Greenwich Village (Voto: --) Storia insignificante. Una ragazza che cerca dei mobili e ha preso appuntamento con una coppia che sta vedendo i suoi. Entra come se niente fosse dentro casa loro, la padrona gli ha lasciato un biglietto dove c'è scritto che ritornerà subito. E lei aspetta, guardando la casa - che a quanto sembra fa schifo è dire poco - risponde a telefono (spiegando perchè è lì) e riceve gente sconosciuta facendo finta di esserne la padrona, per poi stancarsene di aspettare e lasciare un biglietto con su scritto che i mobili sono troppo cari per le sue tasche e se ne va. Fine. IL NULLA + TOTALE!

La mia vita da Macy (Voto: ?) Ok...forse l'ho capita. No, forse no.

La strega (Voto: +\-) Non ci sono più i vecchi di una volta...no a dire il vero la storia l'ho trovata divertente (per quanto incontrare un vecchio che racconta a un bambino di 4 anni di avere serviziato la propria sorellina possa essere allegra)

Il rinnegato (Voto: +)

Dopo di te, mio caro Alphonse (Voto: \) Boyd Boyd Boyd...vuoi qualcosa da mangiare Boyd? Dei vestiti Boyd? Solo perchè sei un piccolo bambino negro Boyd io ti vedo soltanto come un povero bambino africano...capito Boyd?

Charles (Voto: -) Banalità...portami via! Andiamo chi NON aveva capito che il figlio era Charles? Eh?

Pomeriggio tra i lini (Lasciata)

Il bel giardino fiorito (Lasciata)

Dorothy, la nonna e i marinai (Voto: +\--)

A colloquio (Voto: ?) Racconto striminzito che lascia con qualche perplessità.

Elizabeth (Voto: +\-)

Una ditta solida, antica (Lasciata)

Il pupazzo (Voto: ...)

Sette tipi di ambiguità (Voto: Lasciata)

Danza con me in Irlanda (Voto: -)

Naturalmente (Voto: +\-)

Come una statua di sale (Lasciata)

Uomini con gli scarponi (Voto: -)

Il dente (Voto: -) Non penso di averla capita.

Una lettera di Jimmy (Voto: -) Questa storia un senzo non ce l'ha...voglio sperare...*comincia a cantare Vasco*

La lotteria (Voto: +\-) E io che non vedevo l'ora di leggere questo fantomatico racconto. Se non fosse il fatto che avevo già capito che la lotteria non nascondesse nulla di buono. Ahimè, piuttosto scontata come storiella.

opinione scritta il 20\11\13
ღ▪ℇℓℓiє☆ღ▪ℇℓℓiє☆ wrote a review
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SJ inconfondibile!
Ero un po' in difficoltà riguardo al voto da assegnare a questa raccolta di racconti: lo stile è quello puro di SJ,inconfondibile! Quell'inquietudine che aleggia per tutto il tempo,quelle narrazioni che sembrano rimandare,inizialmente, a situazioni banali e poi eccolo! Il dettaglio che ti fa sobbalzare XD Non sai come ma ti ritrovi con una serie di brividi che ti passeggiano lungo la schiena.
Il lato interessante di questa raccolta è certamente la varietà dei temi trattati: si và dal razzismo alla considerazione della figura femminile in quanto moglie,amante,donna in carriera fino ad arrivare alla ricerca dell'identità personale che il mondo moderno sembra ostacolare in maniera decisamente ostinata riducendo gli uomini e le donne a numeri,codici. Ne emerge un quadro decisamente inquietante anche se non in tutti i racconti è presente il "dettaglio" chiarificatore di cui ho parlato poc'anzi.
Come ho detto all'inizio sono stata indecisa fino all'ultimo riguardo al numero di stelline da accendere...alla fine ho optato per una media tra i voti dei vari racconti (ed essendo una raccolta qualcosa di eterogeneo penso che sia stata la soluzione migliore XD):

L'ubriaco 3
Le diable amoreux 3+
Come la faceva mammà 3-
Giudizio per ordalia 2
Greenwich village 2 +
La mia vita da Macy 4
La strega 4
Il rinnegato 4
Dopo di te mio caro Alphonse 3+
Charles 5
Pomeriggio tra i lini 4
Il bel giardino fiorito 4+
Dorothy,la nonna e i marinai 3+
A colloquio 3+
Elizabeth 3
Una ditta solida,antica 3-
Il pupazzo 3
Sette tipi di ambiguità 3
Danza con me in Irlanda 3+
Naturalmente 4
Come una statua di sale 4
Uomini con gli scarponi 4
Il dente 2
Una lettera di Jimmy 3
La lotteria 5

vOTO TOTALE:3 STELLINE E MEZZO (E QUALCOSA DI PIU'!)
ClaudioLXXXIClaudioLXXXI wrote a review
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Spoiler Alert
Antologia di racconti, che nell’originale si chiamava The Lottery (la storia più famosa di SJ), e che l’editore italiano, forse nella speranza che il potenziale acquirente pensasse che il libro descrive copule tra angeli caduti, ha pensato bene di rinominare come sopra giocando sul fatto che c’è un racconto che si chiama Le diable amoureux (ovviamente non parla di coiti). Cosa questo dica sul mercato editoriale italiano, può essere oggetto di speculazione.
Si tratta di racconti realistici, folgoranti, che sovente portano i propri personaggi in situazioni stranianti e poi li lasciano lì, la storia termina e il lettore resta a chiedersi cos’è successo dopo e io che farei al posto suo eccetera.
Esempio: nel racconto Charles, una madre descrive preoccupata la cattiva influenza che suo figlio subisce dal compagno di classe Charles. Ogni giorno il figlio torna dall’asilo e racconta con tono inquietantemente ammirato le birichinate di Charles. La mamma è proprio curiosa di incontrare la donna che ha generato un tale discolo. [SPOILER] Un giorno la narratrice si reca a un incontro genitori-insegnanti e nomina Charles; il pover’uomo la guarda perplesso e dice in classe non c’è nessun Charles. Fine.
Poi c’è il racconto finale, La lotteria (Adelphi lo mette a disposizione qui, per chi volesse leggere).
adelphiana.it/pdf/jackson.pdf
È l’unico racconto non strettamente realistico e metterlo alla fine e senza preavviso è un ulteriore colpo per il lettore ignaro (io non lo ero, ne avevo letto citazioni in almeno cinque o sei opere, ma me lo sono goduto lo stesso), proprio perché uno ha letto tanti racconti di un certo tipo e si aspetta che lo sia anche l’ultimo e invece si becca la mazzata psicologica. La storia è semplice, in un villaggio innominato ogni anno si tiene una lotteria. La data è il 27 giugno, cioè si usa il calendario gregoriano, e i personaggi hanno nomi comuni, buoni vecchi nomi americani tipo Joe o Bill: tutte cose che aumentano la sensazione di realismo e familiarità, e dunque lo shock finale quando la medesima è distrutta. SJ descrive brevemente i preparativi, la tranquillità con cui gli abitanti si preparano all’evento di routine. Il sorteggio è diviso per famiglie e ci sono dei tiratori designati che tirano per la propria, pescando un foglietto da una cassetta nera. Il lettore comincia a percepire qualcosa di strano quando esce la famiglia sorteggiata e la moglie, [SPOILER] anziché esultare, protesta. Ma la lotteria va avanti, adesso devono pescare i membri della famiglia, padre madre e tre figli. Il bambino piccolo è orgoglioso di partecipare alla cosa dei grandi. I cinque tirano ed è la moglie a pescare il foglio con il cerchio nero, dopodiché “anche se la gente del villaggio aveva dimenticato il rituale e perso la cassetta originale, sapeva ancora come si usavano le pietre”, le pietre che i bambini avevano raccolto all’inizio della novella e ammucchiato in un angolo della piazza senza che il lettore capisse perché, e la donna “era adesso in mezzo a uno spazio vuoto, e tendeva disperatamente le braccia mentre la gente del villaggio avanzava verso di lei. — Non è giusto — protestò ancora. Una pietra la colpì sulla tempia. — Non è giusto, non è giusto — gridò ancora, e poi tutti calarono su di lei.”.
Pare che quando il racconto fu pubblicato nel 1949, molti lettori scrissero alla rivista pensando che fosse un fatto vero, e volevano sapere dove succedeva e se si poteva assistere.
Non c’è nessuna delucidazione del perché si tenga la lotteria. La cosa che più si avvicina a una spiegazione è quando un tizio dice che in un villaggio vicino non la fanno più, e un vecchio protesta sostenendo che la lotteria c’è sempre stata e che a interromperla si attirano guai. La storia sembra dunque essere una messa in guardia contro la tradizione, o meglio la degenerazione della stessa, laddove per degenerazione intendo “facciamo così perché abbiamo sempre fatto così” al posto di “facciamo così perché ci hanno insegnato che è giusto”.
Qui si aprirebbe un discorso molto interessante sul concetto di tradizione, che è innanzitutto traditio ovvero consegna, passaggio di idee di generazione in generazione, e della differenza tra un concetto statico e uno dinamico di tradizione (Tolkien la descriveva come un albero), eccetera, ma il discorso diventa troppo lungo perciò mi limito a dire ANDATE A LEGGERE IL RACCONTO.
rabbitrabbit wrote a review
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traduzione riccardo valla