Der Mann, der ins KZ einbrach
by Denis Avey
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Denis Avey wollte mit eigenen Augen sehen, was hinter den Lagermauern geschah. Jahrzehntelang konnte er nicht darüber sprechen. Jetzt, am Abend seines Lebens, erzählt er gemeinsam mit dem BBC-Reporter Rob Broomby seine Geschichte.

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Italian and English Review!!
Il 27 Gennaio di ogni anno ricorre il Giorno della Memoria per ricordare le vittime dell'Olocausto della Seconda Guerra Mondiale.
Ho finito proprio ieri di leggere il libro "Auschwitz. Ero il Numero 220543" di Denis Avey.
Denis Avey è stato un militare dell'esercito Inglese partito volontario per aiutare le forze alleate.
Le sue memorie sono raccolte in questo libro (in cui si è avvalso della collaborazione del giornalista Rob Broomby) in cui racconta in prima persona delle sue esperienze dalla guerra in Africa fino alla prigionia ad Auschwitz.
Lì scopre la vera realtà dei campi di sterminio e degli abomini commessi dalle SS naziste ai deportati ebrei.
Racconta di come riesce ad introdursi nel settore riservato agli ebrei per poter vedere con i propri occhi ed essere testimone di quanto accadeva lì. Voleva raccontare al mondo intero quello che fino ad allora sarebbe stato inimmaginabile.
Questo libro non termina con il racconto e la denuncia, ma arriva fino ad oggi e ci fa scoprire anche le vite di altre persone che furono con lui in quell'inferno chiamato Auschwitz.
Sono passati più di settant'anni dalla fine di quella disgraziata guerra, ma non per questo i ricordi, i racconti e le esperienze di chi ha vissuto quegli anni appartengono solo al passato. Sono insegnamenti sempre attuali che devono rimanere impressi nella mente dell'umanità per far sì che il valore della vita non venga mai oscurato.

Le frasi che più mi hanno colpito di questo libro....
"Dovunque guardassi, vedevo muoversi lentamente strane figure: centinaia, no, migliaia. Indossavano tutti camicie e pantaloni logori, a righe, più simili a pigiami che ad abiti da lavoro. I loro volti erano terrei, le teste rozzamente rasate, appena coperte da minuscoli copricapi. Si aggiravano come ombre vaghe e indistinte, parevano destinati a dissolversi nel nulla da un momento all'altro. Non riuscivo a capire chi, o cosa, fossero...stentai a credere che in quel luogo la vita valesse così poco"

"Guardando il loro volti, con le guance scavate e le orbite infossate nel cranio, sembrava che di loro non fosse rimasto nulla. Erano stati privati di ogni emozione e sentimento con la violenza. Dovevo vedere con i miei occhi quale fosse la causa di tutto questo. E per farlo, dovevo andarci di persona."

"Dovevo scoprire a tutti i costi cosa stava trasformando quegli esseri umani in ombre."

"Quando ti rassegni, anche il dolore smette di farsi sentire. Ti hanno strappato ogni emozione, ogni sentimento. Loro erano così. Non avevano scelta".

"Non esisteva niente al mondo paragonabile ad Auschwitz III: era l'Inferno sulla Terra"

"Quanto accadeva là dentro era la cosa peggiore che si potesse fare a un uomo. Privarlo di tutto - i suoi averi, il suo orgoglio, la sua autostima - e poi ucciderlo. Era una lenta agonia. Dire che si trattava di un trattamento disumano non riusciva nemmeno lontanamente a descrivere tutto ciò."

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Every year on 27th January the world celebrate the Holocaust Remembrance Day to remember the victims of the Holocaust died in Second World War.

Yesterday I finished reading the book "The Man Who Broke Into Auschwitz" by Denis Avey. I read the Italian version.

Denis Avey joined the English Army to support the alleys.
His memories are kept in this book (in which collaborates the journalist Rob Broomby) and he tells his war experiences starting from desert Campaigns to his imprisonment in Poland in Auschwitz.
There he found out the truth about the extermination camps and crimes of the Nazi SS to jew prisoners.

He tells how he go into jews sector of Aushwitz to see himself and be witness for what was happening. He wanted to tell the whole world what was unimaginable until that moment.

This bookdoesn't end with the report and his memory, all this arrives noadays to let us know about other people lives that he met during his war years.

More than seventy years are gone since that war is over, but not for this reason the memories, the stories, the experiences of who lived those years only belong to the past.
Are always valid teachings that need to always stay impressed in humanity mind in vivid images, to let life value never be forgotten.

The phrases I want to keep from this book...

"I had to find out, no matter what, what was turning those human beings in shadows"

"When you give up, you not even feel the pain. When they took away from you every emotion, every feeling. They were like this. They had no choice."

"Nothing on earth was comparable to Auschwitz III: it was Hell on Hearth"

This book was released in England in 2011 and in Italy in 2012
MakedaMakeda wrote a review
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