Di polvere e di altre gioie
by Giuseppe Truini
(*)(*)(*)(*)(*)(12)
C'è una trasmissione televisiva i cui concorrenti vengono puniti fisicamente; e c'è una serie di prostitute che vengono torturate e uccise barbaramente durante riti crudeli e cruenti. In mezzo a tutto ciò c’è Oscar Fiori –esperto di figure retoriche e di professione l'Operatore Sociale – che investiga

Zorba's Review

ZorbaZorba wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
i polvere e di altre gioie è un romanzo di Giuseppe Truini pubblicato da Ensemble nel Novembre 2014.

Oscar è laureato in lettere ma non fa il professore. Fa da supporto ad una ragazza, Edera, affetta da atrofia muscolare progressiva. Edera non è il suo nome, ma il nome che la nipote di Oscar le ha dato. Perché sua nipote vede dentro le persone, vede se sono pure o no e da loro il nome più adatto. Lavora per una cooperativa che non lo paga da un anno, vive con sua sorella Lucia (che rimane incinta essendo ancora vergine), sua nipote Silvia e suo nipote Matteo (che da quando ha vinto il premio di ragazzo più intelligente d’Italia non parla più ma comunica solo per rebus, equazioni e indovinelli scritti). Ovviamente loro sono i figli dell’altra sorella di Oscar, Elena, che fa l’avvocato per i diritti umani in Grecia. Sembra un libro strano ma tranquillo, finché una delle prostitute che abitano sotto casa di Oscar scompare. Da allora una serie di eventi precipiterà Oscar e la sua strana famiglia in una storia di potere e morte.

Questo libro è uno dei migliori romanzi di uno scrittore emergente che io abbia mai letto. Lo stile è perfetto, tutta la narrazione è in prima persona e il protagonista Oscar racconta la vicenda ad Edera, la ragazza che gli risponde tramite la voce sintetizzata di un computer come Stephen Hawking. Le situazioni che dipinge sono assurde, paranoiche, visionarie, ma sempre così credibili da essere li dietro l’angolo: come se il mondo senza senso che dipinge ci stia aspettando al varco. E non siamo così lontani. La scrittura mi ricorda molto Chuck Palahniuk, con i ritornelli e gli intermezzi del Vocabolario Sentimentale (tutte delle piccole perle, peraltro), ma senza quel velo di brivido, di scuro, di dark che caratterizza lo scrittore statunitense.

La scrittura di Giuseppe Truini è una carezza sulla guancia a un pazzo urlante sotto effetto di LSD. Come a dimostrare che in fondo basta rispetto e amore per dominare anche più becere e basse manifestazioni di potere.
ZorbaZorba wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
i polvere e di altre gioie è un romanzo di Giuseppe Truini pubblicato da Ensemble nel Novembre 2014.

Oscar è laureato in lettere ma non fa il professore. Fa da supporto ad una ragazza, Edera, affetta da atrofia muscolare progressiva. Edera non è il suo nome, ma il nome che la nipote di Oscar le ha dato. Perché sua nipote vede dentro le persone, vede se sono pure o no e da loro il nome più adatto. Lavora per una cooperativa che non lo paga da un anno, vive con sua sorella Lucia (che rimane incinta essendo ancora vergine), sua nipote Silvia e suo nipote Matteo (che da quando ha vinto il premio di ragazzo più intelligente d’Italia non parla più ma comunica solo per rebus, equazioni e indovinelli scritti). Ovviamente loro sono i figli dell’altra sorella di Oscar, Elena, che fa l’avvocato per i diritti umani in Grecia. Sembra un libro strano ma tranquillo, finché una delle prostitute che abitano sotto casa di Oscar scompare. Da allora una serie di eventi precipiterà Oscar e la sua strana famiglia in una storia di potere e morte.

Questo libro è uno dei migliori romanzi di uno scrittore emergente che io abbia mai letto. Lo stile è perfetto, tutta la narrazione è in prima persona e il protagonista Oscar racconta la vicenda ad Edera, la ragazza che gli risponde tramite la voce sintetizzata di un computer come Stephen Hawking. Le situazioni che dipinge sono assurde, paranoiche, visionarie, ma sempre così credibili da essere li dietro l’angolo: come se il mondo senza senso che dipinge ci stia aspettando al varco. E non siamo così lontani. La scrittura mi ricorda molto Chuck Palahniuk, con i ritornelli e gli intermezzi del Vocabolario Sentimentale (tutte delle piccole perle, peraltro), ma senza quel velo di brivido, di scuro, di dark che caratterizza lo scrittore statunitense.

La scrittura di Giuseppe Truini è una carezza sulla guancia a un pazzo urlante sotto effetto di LSD. Come a dimostrare che in fondo basta rispetto e amore per dominare anche più becere e basse manifestazioni di potere.