Diario
by Anne Frank
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Il "Diario" della ragazzina ebrea che a tredici anni racconta gli orrori del Nazismo torna in una nuova edizione integrale, curata da Otto Frank e Mirjam Pressler, e nella versione italiana da Frediano Sessi, con la traduzione di Laura Pignatti e la prefazione dell'edizione del 1964 di Natalia Ginzburg. Frediano Sessi ricostruisce in appendice gli ultimi mesi della vita di Anna e della sorella Margot, sulla base delle testimonianze e documenti raccolti in questi anni.

zombie49's Review

zombie49zombie49 wrote a review
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Il diario più famoso del mondo
Come la sorella Margot, Anne Frank nasce a Francoforte sul Meno, ma, quando Hitler emana le leggi contro gli ebrei, suo padre si trasferisce ad Amsterdam con la famiglia. Nel 1940 l’esercito nazista invade l’Olanda e gli ebrei devono sottostare alle leggi razziali. Quando Margot riceve una convocazione dalle SS, la famiglia si trasferisce in un alloggio segreto nel retro di un ufficio. Con loro si nascondono i tre membri della famiglia Van Daan e il dentista Dussel. Nel 1942 Anne per il suo tredicesimo compleanno riceve in dono un diario, su cui per due anni annota gli eventi della sua forzata reclusione, fino al giorno dell’arresto con tutti i suoi compagni di sventura. Solo il padre sopravvive al campo di sterminio di Bergen Belsen. Il diario diventerà uno dei libri più letti al mondo, tradotto in tutte le lingue. Contiene riflessioni simili a quelle di tutte le adolescenti: i battibecchi con i familiari per futili questioni; l’impressione di non sentirsi compresa e il desiderio di esserlo; le osservazioni sugli adulti; gli studi scolastici; la prima cotta per Peter, il figlio dei Van Daan. Sullo sfondo, però, c’è, ben presente, la paura quotidiana che il rifugio sia scoperto; il terrore per il minimo rumore o voce dall’esterno; i bombardamenti alleati su Amsterdam. Colpiscono le riflessioni sulla fortuna di avere un nascondiglio sicuro, diversamente dagli ebrei deportati ogni giorno verso un ignoto e terribile destino, e i progetti per un dopoguerra che per Anne non ci sarà. Ho letto questo libro quando avevo circa l’età di Anne, e non mi aveva colpito molto; ora vedo la paura che traspare da ogni pagina. E’ difficile esprimere un’opinione su un libro che racconta eventi personali drammatici, perché il giudizio morale supera quello letterario. Se la conclusione fosse stata diversa e Anne si fosse salvata, forse il diario non sarebbe diventato famoso. Il libro non è un capolavoro né pretende di esserlo, ma è la testimonianza di una tragedia.
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Il diario più famoso del mondo
Come la sorella Margot, Anne Frank nasce a Francoforte sul Meno, ma, quando Hitler emana le leggi contro gli ebrei, suo padre si trasferisce ad Amsterdam con la famiglia. Nel 1940 l’esercito nazista invade l’Olanda e gli ebrei devono sottostare alle leggi razziali. Quando Margot riceve una convocazione dalle SS, la famiglia si trasferisce in un alloggio segreto nel retro di un ufficio. Con loro si nascondono i tre membri della famiglia Van Daan e il dentista Dussel. Nel 1942 Anne per il suo tredicesimo compleanno riceve in dono un diario, su cui per due anni annota gli eventi della sua forzata reclusione, fino al giorno dell’arresto con tutti i suoi compagni di sventura. Solo il padre sopravvive al campo di sterminio di Bergen Belsen. Il diario diventerà uno dei libri più letti al mondo, tradotto in tutte le lingue. Contiene riflessioni simili a quelle di tutte le adolescenti: i battibecchi con i familiari per futili questioni; l’impressione di non sentirsi compresa e il desiderio di esserlo; le osservazioni sugli adulti; gli studi scolastici; la prima cotta per Peter, il figlio dei Van Daan. Sullo sfondo, però, c’è, ben presente, la paura quotidiana che il rifugio sia scoperto; il terrore per il minimo rumore o voce dall’esterno; i bombardamenti alleati su Amsterdam. Colpiscono le riflessioni sulla fortuna di avere un nascondiglio sicuro, diversamente dagli ebrei deportati ogni giorno verso un ignoto e terribile destino, e i progetti per un dopoguerra che per Anne non ci sarà. Ho letto questo libro quando avevo circa l’età di Anne, e non mi aveva colpito molto; ora vedo la paura che traspare da ogni pagina. E’ difficile esprimere un’opinione su un libro che racconta eventi personali drammatici, perché il giudizio morale supera quello letterario. Se la conclusione fosse stata diversa e Anne si fosse salvata, forse il diario non sarebbe diventato famoso. Il libro non è un capolavoro né pretende di esserlo, ma è la testimonianza di una tragedia.