Dio di illusioni
by Donna Tartt
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Ed. dal 2003 al 2006 pag. 535

Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra

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eddy64eddy64 wrote a review
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una sorta di fiera delle vanità dei campus americani...

Romanzo complesso, nonostante l'apparente semplicità della trama, e difficile da classificare: thriller anche se delitto e colpevoli sono abbastanza chiari fin dalle prime pagine? Romanzo di formazione per le scelte e non scelte che i protagonisti si ritrovano a dover fare? Sfugge alle etichette (per gli amanti dei sottogeneri è anche un "Dark academia"...); alla fine lo definirei una sorta di fiera delle vanità dei campus americani, con tutti i loro eccessi e ipocrisie.


La storia ruota attorno a un gruppo di cinque studenti che in un piccolo e raffinato campus del Vermont partecipano a un corso molto elitario di cultura classica. Ricchi e viziati, oggetto di invidia e di ammirazione, si muovono in gruppo, apparentemente invincibili: Henry il leader, studioso colto e maniacale, con gli occhialini, il completo, le ghette e il bastone (siamo tra la fine anni 70 e l'inizio anni 80...), Frances un dandy eccentrico, Charles e Camilla due gemelli affascinanti e Bunny spavaldo e scroccone, il tira e rompi palle della compagnia. Le lezioni sono tenute da Julian, professore ed esteta cultore del bello, molto selettivo nella scelta degli alunni, che si considerano una cerchia ristretta di eletti con il proposito di vivere al di fuori di schemi e regole.

Richard, la voce narrante che rievoca le sue esperienze a distanza di qualche anno, è invece uno studente squattrinato che arriva dalla California ed è immediatamente attratto dal gruppo; con qualche sotterfugio riesce a farsi ammettere alle lezioni di Julian e diventa il sesto membro del gruppo.

La storia fin qui potrebbe ricordare, anche se lontanamente, l'attimo fuggente: niente di più falso. Henry, Frances e i gemelli, affascinati dai culti dionisiaci degli antichi greci, li rievocano di notte nei boschi intorno al campus e ci scappa prima l'incidente col morto, un contadino della zona e poi un secondo, delitto premeditato, per tappare la bocca a chi potrebbe parlare troppo. La solidità del gruppo viene meno, nessuno si fida più nessuno, emergono rancori e gelosie, liti e paranoie. Mancano invece i sensi di colpa per aver ucciso chi fino al giorno prima era inseparabile amico, rimane e tanta la paura di affrontarne le conseguenze. Una lento inabissarsi tra ipocrisie e vanità, droghe e alcool in un mondo che non sembra essere molto migliore di loro.

Donna Tart insiste molto nei particolari, nelle descrizioni di personaggi e situazioni. Ne risulta una storia molto ben sviluppata ma a tratti prolissa e ridondante, lenta nelle parti iniziali, che prende più ritmo dopo il delitto. Cinquecento e passa pagine sono forse troppe, anche se abbastanza scorrevoli, ogni tanto non dico proprio uno sbadiglio, ma un "diamoci una mossa..". Tre stelle e mezzo.

Eleonora ScarsoEleonora Scarso wrote a review
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Cristina & VittorioCristina & Vittorio wrote a review
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Spoiler Alert
AnnaritaAnnarita wrote a review
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Il romanzo delle illusioni
Chi è il Dio di illusioni? E’ un’immagine concreta che rimanda alle divinità del lontano mondo classico o piuttosto un chiaro riferimento ai modelli offerti dalla nostra società troppo preoccupata dai contenitori per occuparsi anche del contenuto?
Questo è il romanzo delle illusioni.
Illusione è la scelta della quasi totalità degli studenti dell’Università del Vermont di affrontare la vita mediati dal supporto dell’alcool e delle droghe.
Illusione è la fuga di Richard il più lontano possibile dalla sua disfunzionale famiglia, fuga che non potrà comunque soddisfare il suo profondo bisogno di riconoscimento e appartenenza. E tanto più forte è questo bisogno tanto maggiore sarà il rischio di morire di illusioni.
Illusione è il fatto che l’ammissione di Richard nella ristretta ed elitaria cerchia di studenti del carismatico professore di lettere classiche possa cambiare la sua vita e spalancare per lui le porte su un futuro sereno e risolto. Henry, Francis, Charles e Camilla e Bunny e Richard hanno storie familiari simili, i loro genitori non esistono o non svolgono il loro ruolo e l’insegnante che eleggono a loro mentore – una delle tante illusioni del romanzo - sarà solo uno dei tanti adulti egocentrici ed autoreferenziali, coinvolto unicamente dal culto estetico di un mondo astratto e perciò incapace di un reale incontro e confronto con quegli studenti che è invece chiamato a formare.
Illusione è anche credere che essere messo a parte del terribile segreto dei suoi ricchi ed eccessivi compagni di corso significhi amicizia, affetto e l’appartenenza al loro gruppo.
Illusione è infine l’idea di dare risposta ai dubbi, risolvere il disorientamento e individuare il proprio ruolo semplicemente ricalcando le orme di quegli antichi greci la cui consacrazione è fuori di dubbio.
E così la somma delle loro tante illusioni li condurrà inesorabilmente al confronto duro con la responsabilità personale, con il senso di colpa, con la colpa reale nei confronti della propria vita e all’ingresso inevitabile nel mondo adulto che ciascuno declinerà a seconda delle proprie risorse.