Don Chisciotte a Palermo
by Corrado Bologna, Demetrio Paparoni, Roberto Alajmo
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[premessa]
..era settembre del 2008, l’inizio d’un autunno cercato a Palermo. Quel giorno Palermo era stata la pioggia sulle foglie delle piante tropicali nel patio del museo archeologico (le metope di Siracusa!), era stata il teatro Massimo che c’aveva regalato riposo e i loghi bellissimi della stagione teatrale, i miei bracciali usati per far giocare quei due bambini biondi, era stata la notte prima in stazione a Messina dopo il concerto di Guccini a Taormina, gli scogli con i dadi alla fine del lungomare di Italo Rota, le candele alla ricotta, i cappuccini ad ogni ora, e la mostra al palazzo sant’Elia-finalmente-aperto sull’arte spagnola.

[poi]
Lo ricordo, ma non solo: accanto ho il taccuino di quei due giorni, abitudine che avrei voluto prendere, quella di fermare i fatti in degli schizzi. Dopo i disegni delle opere bellissime, fra tutte quelle di Munoz, i disegni di Mimmo Paladino.
Sì, che nelle sale dell’ex cavallerizza, e fu la sorpresa di quel giorno, la mostra degli acquerelli e delle acqueforti realizzate da Paladino per il suo libro d’artista su Don Chisciotte.

[quindi]
Lì a Palermo alcuni dei suoi lavori, e dei frames del lavoro che ci fu dietro: il libro d’artista, le sessanta incisioni, acqueforti, acquetinte e collages, la rilettura per acquerelli, 35 su 150, poi l’installazione a Napoli, lo spettacolo teatrale, il corto ed il lungometraggio, la poesia inedita di Edoardo Sanguineti

archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2006&mese=09&file=05CUL24a

e quelle scritte appositamente da Giuseppe Conte


abbiamo tutti mulini a vento nella mente
mulini dalle pale altissime. come palme,
mulini che trasformano in energia ogni corrente
mulini che sconvolgono, scardinano
mulini che intorbidiscono le acque calme

abbiamo tutti sogni ricorrenti, ossessioni
motori interiori malvagi o buoni
motori che ci fanno alzare in perpendicolare
e ci portano a sorvolare il mare

abbiamo tutti questa ingannevole, oscura
benedetta passione per la verità
che non è vera se non è neanche sogno.
vogliamo inventare una futura
era di bellezza e di libertà.

siamo umani, contraddittori, divaricati
da spinte che vanno in direzioni opposte
l’una sempre dall’altra differente.
abbiamo tutti mulini a vento nella mente.


E poi i cavalli, quelli di Mimmo Paladino, i suoi bellissimi cavalli neri che nascono dal fuoco, come quelli di Gibellina, ma che qui diventano, come pure il suo Don Chisciotte, un lungo grafismo magro come una lettera, emerso direttamente dallo sbadiglio dei libri.

teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=5381

Questo catalogo è solo una breve anteprima del preziosissimo libro d’arte, edito da Editalia in solo cento copie..
Qui le parole di Paladino, giustamente, a che servono se ci sono disegni come questi?!, non ci sono.
Nel taccuino trovo alcuni suoi pensieri:

Credo che il sogno di Don Chisciotte alimentato dalla fantasia dell’immaginario, sia l’unico mondo possibile. È l’utopia vincente. Il folle in realtà non è folle. La pazzia è altrove. Don Chisciotte smetterà di far il cavaliere “perché in questo mondo di bombe e di spingarde non c’è più posto per la cavalleria”. Più attuale di così. Ma la mia speranza è che la sua follia sia davvero contagiosa. M.P.