Donne che non perdonano
by Camilla Läckberg
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«È vero, stava per uccidere un uomo, ma avrebbe anche liberato una donna. La somma algebrica delle sue azioni sarebbe stata uguale a zero. E poi un'altra persona avrebbe liberato lei». Tre donne: Ingrid, Birgitta e Victoria. Umiliate, offese, disprezzate dai loro compagni ma costrette a vivere al di fuori delle mura domestiche una vita «normale», come se niente fosse. Sullo sfondo una Svezia che sembra guardare distrattamente l'onda del movimento #MeToo, anche se avrebbe molto su cui interrogarsi, come sostiene la stessa Camilla Läckberg in una intervista rilasciata a D - la Repubblica: «La gente crede che la Svezia sia una società egualitaria. Certo stiamo meglio che da altre parti, ma ancora oggi ci sono il pay gap, molto sessismo e violenza. Una vera vergogna! Nessuna classe sociale è esonerata. La sopraffazione è questione di potere». "Donne che non perdonano" parte da qui, da queste tre donne che si sono stancate di subire e hanno il desiderio di vendicarsi. Ingrid è la moglie di un famoso direttore di giornale: ha sacrificato la propria carriera per quella del marito che, oltretutto, la tradisce. Victoria è una donna russa a cui hanno ucciso l'ex compagno gangster davanti ai suoi occhi e che ora si ritrova prigioniera di un ubriacone obeso che la tratta «come una bambola gonfiabile capace anche di cucinare e tenere pulita la casa». Infine c'è Birgitta, la dolce maestra apprezzata da tutta la comunità che deve combattere contro una malattia trascurata a causa delle violenze costanti del marito.

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Giogio53Giogio53 wrote a review
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I gialli sono sempre belli? - 12 lug 20
Inauguriamo con un nome solido una nuova collana, questa volta del Corriere, dedicata al Noir. O meglio, come dice il titolo della collana al “Profondo Nero”. Peccato che il nome solido sia molto legato alla sua fortunata serie dei delitti di Fjällbacka, con le godibili gesta investigative della coppia Erica Falk e Patrik Hedström. Che appunto qui si prende una parantesi per praticare una strada nera, che però non riesce a gestire con le dovute abilità che il genere comporta. La trama è flebile e scontata, risente anche di una lettura, anche se non molto digerita, di “Sconosciuti in treno” di Patricia Highsmith. Certo, come hanno detto critici autorevoli, ci vuole coraggio per affrontare una strada diversa da quella solita, e ben asfaltata, che si conosce. Come detto, anche se si affronta un tema che anche nella serie principe di Camilla è spesso presente, cioè quello della violenza domestica, il risultato è scarso. Aspettiamo solo di capire quando i nodi verranno al pettine, perché di sicuro verranno, e se lo scioglimento avrà una sua fine all’altezza delle premesse. La storia segue le vicende di tre donne, tutte con dei grossi problemi. Il racconto corale ci fa passare dall’una all’altra, anche se a volte non con la stessa intensità. Eccoci allora alla ricerca di chi siano Victoria, Ingrid e Brigitta. Victoria è una giovane ragazza russa dal passato misterioso: il suo primo amore è stato ucciso in circostanze sospette e lei è costretta a lasciare il paese. È così che accetta di diventare la ‘moglie per corrispondenza’ di Malte, svedese e ubriacone, che la tiene prigioniera in una fattoria. Ridotta a schiava, Victoria trascorre lunghe, estenuanti e tristi giornate a spezzarsi la schiena con i lavori in casa, mentre di notte è ridotta a puro oggetto sessuale. Ingrid aveva un brillante futuro come giornalista, ha sacrificato tutto per sposare e star dietro a suo marito, accudendolo e amandolo mentre lui pensava alla sua carriera e diventava direttore di un quotidiano. Ingrid scopre a soli due mesi dalla gravidanza il primo tradimento del marito. Nonostante la decisione di perdonarlo, di continuare la vita insieme, in Ingrid nasce il dubbio e la preoccupazione che l’episodio non abbia natura isolata. Ed in effetti il marito la tradisce di continuo, inoltre, si spende per coprire e scusare suoi collegi che molestano le donne. Brigitta, una maestra di scuola elementare, è una donna matura ed è abituata da tempo alle percosse e alla violenza di suo marito, Jacob. Cerca di nascondere i lividi delle botte inferte dal marito aggressivo, eppure, fin controllato nella sua rabbia data l’attenzione a non picchiarla mai in punti visibili, decidendo anche di rimandare degli esami medici molto importanti per non far scoprire la sua condizione. Senza particolari speranze di uscire dalla loro condizione, e sapendo che direttamente non potrebbero risolvere i rispettivi problemi, le tre si affidano ad una strana risorsa in rete, che le mette anonimamente in contatto. Così ognuna di loro programma la vendetta verso il proprio marito, affidandone l’esecuzione ad una seconda donna della catena. Con un po’ di trepidazione, dopo aver visto la violenza degli uomini sulle donne, seguiamo il percorso delle tre vendicatrici, domandandoci se riusciranno nel loro intento. E se sia giusta una tale tipologia di vendetta. Certo, si tratta di maltrattamenti sulle donne. In due casi violenze fisiche. Nel terzo, per alcuni versi più subdolo, il tradimento colpisce ben tre donne: la figlia, l’amante e la moglie, anche se solo l’ultima è realmente cosciente della violenza. Anche perché Tommy come direttore del giornale copre anche gli abusi sessuali dei suoi dipendenti maschi verso le poche malcapitate giornaliste del quotidiano stesso. Sembra scontato pensare a questo punto che forse un tale libro non sarebbe uscito se non ci fosse l’ondata #metoo a sorreggerlo ed a farci pensare intorno all’argomento. Un romanzo scorretto allora. Di certo, ma è un romanzo e quindi può impegnarsi a rispondere per le rime, violenza con violenza. Un romanzo contro tutti i machismi ed i maschilismi di questo mondo. Dove le donne non solo possono ma devono rispondere a tono, diventando a loro volta aggressive e, se serve, omicide. Detto questo, che cioè non sono scandalizzato dal messaggio, ritorno alla forma. Che non è molto soddisfacente. Sin dall’inizio, e dal titolo, cerchiamo di capire solo quando e come si svolgerà la ribellione annunciata. Anche perché il titolo originale sembra meno esplicito, che dovrebbe essere tradotto con “Donne senza pietà”. Gli editor italiani si sono spinti un po’ avanti, scoprendosi forse un po’ troppo. Ma presto torneremo agli ultimi capitoli della saga maggiore e ne riparleremo.
B LillyB Lilly wrote a review
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