Dottor Niù
by Stefano Benni
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Come sta il mondo? Male. Malissimo. Sballano i governanti. Sballano igovernati. Le mucche, i mari, i climi, tutta la terra sballa. E, a maggiorscorno, avanzano globali e fatali, gli apostoli del nuovo. Del niù. Neweconomy, new holidays, new way of life. Anche la Storia, la vecchia Storia deis... More

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SvalbardSvalbard wrote a review
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Ritorno alle origini...
I primi contatti che ebbi con Stefano Benni furono le “opinioni sulla TV” che scriveva su Panorama. Poi lessi il suo primo libro, oggi del tutto dimenticato, “Non siamo stato noi”, una raccolta di corsivi usciti non so bene dove, pubblicato da Savelli, l’editore di Porci con le ali e di tanti altri libri di sinistra, editore di sinistra poi diventato di destra al cambio del vento.

Poi venne “Terra”, il suo primo romanzo, di ambito fantascientifico-distopico. Lo lessi e dissi: ehi, non male, l’umorista sa anche inventarsi delle storie. Pensavo che sarebbe rimasto un unicum, e invece.

Un po’ come Umberto Eco che tralasciò i suoi studi di semiotica, medievistica, linguistica, comunicazione eccetera per scrivere “Il nome della rosa”. Uno poteva dire: complimenti il romanzo intellettual-storico si fa leggere, pensando che la cosa sarebbe rimasta un episodico divertissement. E invece sia Benni che Eco si misero a scrivere romanzi a ripetizione. La differenza sta nel fatto che Benni, dopo l’esordio letterario, qualcosa di bello è ancora riuscito a centrarlo.

Solo qualcosa però. La qualità della sua letteratura è talmente altalenante che mi sono spesso chiesto se non faccia ricorso a ghostwriters giusto per ricordare al pubblico a intervalli regolari di esistere, mentre lui si occupa d’altro.

Questo libro, appunto, è un ritorno alle origini. Sono corsivi usciti su Repubblica negli ultimi anni Novanta, quando peraltro lui era già diventato uno Scrittore a tutti gli effetti (e secondo alcuni era già nella parabola discendente, al punto che l’endorsement di Pennac a suo favore venne accolto malamente in Italia).

Non sono male. A tratti fanno anche ridere. Ma mettono addosso parecchia tristezza, perché il male contro cui puntavano il dito è allora, ad oggi non è cambiato: corruzione, ladrocini, devastazione ambientale e quant’altro. All’epoca, un sorriso ottimista, che le cose avrebbero potuto cambiare dopo la trista stagione berlusconiana, era possibile. Oggi, nemmeno quello.

(Solo su una cosa discordo: sulla solita musica degli USA imperialisti e neocoloniali nei confronti dell’Italia, in particolare alla luce del conflitto jugoslavo. Se in generale è vero, la NATO una cosa giusta l’ha fatta: intervenire in Jugoslavia. Al netto di stragi di civili e di pattume lasciato in Adriatico, denunciato anche da Folco Quilici, con Adriano Sofri penso che se non fossero intervenuti loro, in Jugoslavia l’allegra macelleria sarebbe ancora in corso.)
IncipitmaniaIncipitmania wrote a review
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Jericho XVIIIJericho XVIII wrote a review
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