Drinking at the movies
by Julia Wertz
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Avere vent'anni. Trasferirsi a New York perché è la città in cui tutto è possibile. Realizzare i proprio sogni. Assolutamente no. L'acclamata fumettista statunitense Julia Wertz racconta in questo graphic novel autobiografico il suo primo anno a New York: quattro diversi appartamenti, sette terribili lavori, tragedie familiari, viaggi disastrosi e troppe bottiglie di whiskey. Un libro esilarante a tratti commovente, che smonta l'immaginario idilliaco di una generazione globalizzata che vede nella Grande Mela il paradiso delle occasioni che cambiano la vita.

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1
MaxxMaxx wrote a review
33
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Sono stato letteralmente “rapito” dalle storie di Julia Wertz, tanto da non riuscire quasi a smettere di leggerle. Ero, e sono entusiasta, per un bel mucchio di motivi. Il primo è perché questo fumetto è ambientato a New York. Non c’è nella da fare, quella città esercita un fascino quasi perverso, e faccio mie le parole di Julia “questa città è un enorme parco giochi per adulti”. Almeno, io l’ho vissuta così. Altro motivo è che in Julia mi rivedo. Lei lascia la sua città (San Francisco) per andare a vivere a New York, io ho lasciato varie città per vari motivi, fino a vivere dove vivo oggi, e alcune sensazioni da “trasferito” le ho sentite anch’io. Per questo le avventure di Julia mi sono più vicine, e anche più care. Il terzo motivo è che Julia è politically uncorrect all’ennesima potenza, e a volte lo sono stato anch’io pagandone lo scotto sulla pelle esattamente come lei. E poi i disegni che trovo straordinariamente efficaci. Potranno sembrare banali e brutti, personaggi senza anatomie corrette, tipo braccia prive di gomiti, mani a quattro dita (occhio che questo è un omaggio ai topi e ai paperi di Disney), occhi che sembrano dei numeri 6 e prospettive a volte improponibili. Ma tutto questo passa assolutamente in secondo piano ed è funzionale alla storia, che Julia riassume così in quarta di copertina: ”Nonostante questa sia la mia storia, è anche la storia di tutti coloro che se ne sono andati da casa e hanno affittato una stanza carissima in un buco d’appartamento, che sono stati assunti, licenziati, e sballottati di qua e di là senza intravedere l’ombra di una tregua”.
Una differenza tra lei e me? Non ho mai avuto i problemi con l’alcol che invece ha avuto Julia. Ma questa è una storia che si ripete ogni volta che leggo un libro o guardo un film o una serie ambientata negli USA: ma questi quanto bevono?
Il personaggio migliore di queste storie, oltre a Julia? Il suo portafogli…