Due gradi e mezzo di separazione
by Domitilla Ferrari
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Quanti gradi di separazione ci sono tra te e la tua prossima avventura professionale? Quanto sei lontano da ciò che renderà la tua vita più interessante? Ognuno di noi è distante non più di tre gradi, forse due e mezzo, da chiunque altro nel mondo. Per entrare in contatto con chi può darti un consig... More

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CinziaCinzia wrote a review
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"Due gradi e mezzo di separazione" di Domitilla Ferrari
Le relazioni rappresentano una ricchezza fondamentale per ogni persona: siano esse gestite tramite la rete, o avvengano nella vita reale, vanno a costituire un vero e proprio “capitale sociale” a cui attingere non solo per il piacere che si prova nello stare in compagnia, ma anche per ricevere e dare sostegno e informazioni utili alla vita quotidiana. Le reti sociali sono sempre esistite: Internet non ha fatto altro che amplificare e facilitare ciò che era già possibile, sia pure con le limitazioni imposte dallo spazio fisico. Internet replica e moltiplica il mondo in cui viviamo: proprio per questo – afferma l’autrice, giornalista ed esperta di comunicazione social – non dobbiamo pensare alla nostra vita on line come staccata da quella offline. Tutte le dimensioni del vivere “si tengono” in un unico universo, all’interno del quale ciascuno di noi è chiamato a costruire e manutenere il proprio network di contatti, ponendosi generosamente in rapporto con gli altri, senza tenere conto dei debiti o dei crediti, ma mettendo a disposizione degli altri il proprio sapere, e traendo dalla relazione con gli altri l’occasione per accrescerlo e tenerlo attivo.

Da qui l’importanza di studiare, leggere, tenersi informati: “Le competenze sono l’unica moneta di cui puoi arricchirti in fretta e illimitatamente”, ci dice l’autrice. Ogni giorno cambia qualcosa: per questo i titoli di studio non sono più capaci di garantire per sempre l’adeguatezza della nostra preparazione. Bisogna rimanere continuamente aggiornati, alimentare la propria curiosità, accrescere continuamente le proprie competenze. E soprattutto fare tutto questo superando la logica della mera competizione (che evidentemente non funziona più come una volta), ma abbracciando la logica della condivisione: l’era della “mucca viola” (per riprendere la famosa immagine di Seth Godin) è passata. Nessuno può farcela da solo. Anzi, tutt’all’opposto, il successo dipende in misura cospicua dal sostegno e dalla collaborazione che si riesce ad ottenere.

Da qui l’importanza di gestire la propria identità professionale, sia digitale sia offline, con l’accortezza e la cura che deriva dalla consapevolezza del fatto che la reputazione personale è costruita e consolidata a partire dai giudizi che gli altri hanno maturato su di noi.

Un libro sul networking che è anche un libro sulla vita di tutti i giorni: sulle cose da fare (o non fare) a casa, in famiglia, con gli amici, nel condominio in cui abitiamo, nel bar dove prendiamo il caffè. Un libro che parla di social network, ma che parla anche della felicità che si prova nel fare un lavoro che si ama, fuori o dentro la rete. Divertente e coinvolgente, ma nel contempo serio e pieno di consigli utilissimi per affinare il proprio saper vivere on line e off line.

Domitilla Ferrari è una giornalista che ha lavorato in radio, tv e giornali, ha fatto la community manager e la social media strategist. Oggi lavora nel digital di Mondadori, gestisce egregiamente la propria presenza sul web (digitate il suo nome su Google e vedrete!), e si definisce – con l’arguzia che contraddistingue ogni pagina del suo libro – una “guru dell’ovvio”: in realtà le sue considerazioni e i suoi consigli sono tutt’altro che scontati. E anche per chi “è avanti” in fatto di competenze sui social network, vale la pena leggere un libro del genere, se non altro perché aiuta a trascorrere in allegria un paio d’ore, senza mai minimamente pensare di stare perdendo il proprio tempo.


Maria Stella (bibliotecaria, Biblioteca San Giorgio)
Marco ImprotaMarco Improta wrote a review
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Per una vita honn lain
Una mattina di dicembre, credo, mia zia mi diede una fotocopia. Cercavano del personale per l'Expo di Milano tramite un annuncio, su di una rivista di gossip, in un angolo, in fondo a destra. Il resto della pagina era occupato da un articolo dedicato ad una blogger, una certa Domitilla Ferrari. Letto l'articolo e incuriosito iniziai a navigare sul suo blog. Molto curato e fatto bene, articoli veloci e scritti decisamente bene; è stata una fonte d'ispirazione per il mio sito. La prima immagine fu molto positiva: appariva una ragazza molto vivace, simpatica e intelligente. Così, dopo una pausa di riflessione durata diversi mesi, decisi di comprare il suo libro.

Devo dire che mi aspettavo molto di più, viste le premesse. A differenza degli altri commenti qua presenti, non perché l'autrice parla di ovvietà dirette a persone con scarso buon senso. Anzi, quello credo sia l'unico punto di forza: spesso, anche persone iper-intelligenti e acculturate, accorte e precise, si dimenticano dei dettagli iniziali, o delle cose banali, o le si danno per scontate. Finendo a fare errori stupidi quando bastava una piccola riflessione precedente. In questo il libro aiuta bene, una breve e piccola introspezione di sé prima di accedere a Facebook o a Twitter. Ma siamo nel 2014, internet c'è da 20 anni ormai ed alcuni concetti possono sembrare superati a molti. Ma perché non mi è piaciuto?

Perché è alquanto confusionario. Quello che dovrebbe essere il primo capitolo, che parla delle prime difficoltà che si affrontano ad usare i social media, di quella renitenza nelle persone più "mature" in contrapposizione ai "nativi" di internet, di quell'ottica stereotipata che affronta ogni persona prima di accedere ad una piattaforma virtuale, me lo rilega a pagina 104. Domitilla offre l'idea, per tutto il libro, di non sapere cosa dire: ripete a noia semplici concetti, senza di molto uscire dal seminato. Ok, d'accordo, non è una professoressa in Psicologia, ma qualcosa in più lo poteva fare. Aggiungere qualche dato, qualche fumetto per alleggerire oppure qualche esperienza professionale in più, ad esempio. Oppure pensare meglio come "raccontare" la sua conoscenza. Se proprio non poteva aggiungere, allora, doveva togliere e rendere il libro più snello: 200 pagine circa a leggere i soliti due concetti non è piacevole.
Ma non solo, anche la scrittura è proprio diversa rispetto al blog. A leggere i suoi post o tweet su internet è un piacere, mentre leggere il suo libro ho fatto fatica.
Anche le frasi d'introduzione (e addirittura i nomi) dei capitoli, gli incipit, non sono una sorta di "breve descrizione" di quello che si andrà a leggere. Aforismi buttati a caso, se non per il fatto che sono vagamente inerenti alla tematica cui verrà discussa, non veri e propri riassunti concettuali. Tanto valeva non metterli.

A mio parere, l'autrice, non riesce a distinguere il suo libro da quella marea di titoli che -per moda o per chissà quale altro motivo- stanno uscendo in questi anni. Non trovo un valore aggiunto rispetto alla concorrenza e sicuramente Domitilla Ferrari è una persona ben più interessante e piacevole di persona (ed on-line) rispetto a quanto appare nel libro.
Federico BoFederico Bo wrote a review
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umbazarumbazar wrote a review
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