Due gradi e mezzo di separazione
by Domitilla Ferrari
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Quanti gradi di separazione ci sono tra te e la tua prossima avventura professionale? Quanto sei lontano da ciò che renderà la tua vita più interessante? Ognuno di noi è distante non più di tre gradi, forse due e mezzo, da chiunque altro nel mondo. Per entrare in contatto con chi può darti un consig... More

Marco Improta's Review

Marco ImprotaMarco Improta wrote a review
03
(*)(*)( )( )( )
Per una vita honn lain
Una mattina di dicembre, credo, mia zia mi diede una fotocopia. Cercavano del personale per l'Expo di Milano tramite un annuncio, su di una rivista di gossip, in un angolo, in fondo a destra. Il resto della pagina era occupato da un articolo dedicato ad una blogger, una certa Domitilla Ferrari. Letto l'articolo e incuriosito iniziai a navigare sul suo blog. Molto curato e fatto bene, articoli veloci e scritti decisamente bene; è stata una fonte d'ispirazione per il mio sito. La prima immagine fu molto positiva: appariva una ragazza molto vivace, simpatica e intelligente. Così, dopo una pausa di riflessione durata diversi mesi, decisi di comprare il suo libro.

Devo dire che mi aspettavo molto di più, viste le premesse. A differenza degli altri commenti qua presenti, non perché l'autrice parla di ovvietà dirette a persone con scarso buon senso. Anzi, quello credo sia l'unico punto di forza: spesso, anche persone iper-intelligenti e acculturate, accorte e precise, si dimenticano dei dettagli iniziali, o delle cose banali, o le si danno per scontate. Finendo a fare errori stupidi quando bastava una piccola riflessione precedente. In questo il libro aiuta bene, una breve e piccola introspezione di sé prima di accedere a Facebook o a Twitter. Ma siamo nel 2014, internet c'è da 20 anni ormai ed alcuni concetti possono sembrare superati a molti. Ma perché non mi è piaciuto?

Perché è alquanto confusionario. Quello che dovrebbe essere il primo capitolo, che parla delle prime difficoltà che si affrontano ad usare i social media, di quella renitenza nelle persone più "mature" in contrapposizione ai "nativi" di internet, di quell'ottica stereotipata che affronta ogni persona prima di accedere ad una piattaforma virtuale, me lo rilega a pagina 104. Domitilla offre l'idea, per tutto il libro, di non sapere cosa dire: ripete a noia semplici concetti, senza di molto uscire dal seminato. Ok, d'accordo, non è una professoressa in Psicologia, ma qualcosa in più lo poteva fare. Aggiungere qualche dato, qualche fumetto per alleggerire oppure qualche esperienza professionale in più, ad esempio. Oppure pensare meglio come "raccontare" la sua conoscenza. Se proprio non poteva aggiungere, allora, doveva togliere e rendere il libro più snello: 200 pagine circa a leggere i soliti due concetti non è piacevole.
Ma non solo, anche la scrittura è proprio diversa rispetto al blog. A leggere i suoi post o tweet su internet è un piacere, mentre leggere il suo libro ho fatto fatica.
Anche le frasi d'introduzione (e addirittura i nomi) dei capitoli, gli incipit, non sono una sorta di "breve descrizione" di quello che si andrà a leggere. Aforismi buttati a caso, se non per il fatto che sono vagamente inerenti alla tematica cui verrà discussa, non veri e propri riassunti concettuali. Tanto valeva non metterli.

A mio parere, l'autrice, non riesce a distinguere il suo libro da quella marea di titoli che -per moda o per chissà quale altro motivo- stanno uscendo in questi anni. Non trovo un valore aggiunto rispetto alla concorrenza e sicuramente Domitilla Ferrari è una persona ben più interessante e piacevole di persona (ed on-line) rispetto a quanto appare nel libro.
Marco ImprotaMarco Improta wrote a review
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Per una vita honn lain
Una mattina di dicembre, credo, mia zia mi diede una fotocopia. Cercavano del personale per l'Expo di Milano tramite un annuncio, su di una rivista di gossip, in un angolo, in fondo a destra. Il resto della pagina era occupato da un articolo dedicato ad una blogger, una certa Domitilla Ferrari. Letto l'articolo e incuriosito iniziai a navigare sul suo blog. Molto curato e fatto bene, articoli veloci e scritti decisamente bene; è stata una fonte d'ispirazione per il mio sito. La prima immagine fu molto positiva: appariva una ragazza molto vivace, simpatica e intelligente. Così, dopo una pausa di riflessione durata diversi mesi, decisi di comprare il suo libro.

Devo dire che mi aspettavo molto di più, viste le premesse. A differenza degli altri commenti qua presenti, non perché l'autrice parla di ovvietà dirette a persone con scarso buon senso. Anzi, quello credo sia l'unico punto di forza: spesso, anche persone iper-intelligenti e acculturate, accorte e precise, si dimenticano dei dettagli iniziali, o delle cose banali, o le si danno per scontate. Finendo a fare errori stupidi quando bastava una piccola riflessione precedente. In questo il libro aiuta bene, una breve e piccola introspezione di sé prima di accedere a Facebook o a Twitter. Ma siamo nel 2014, internet c'è da 20 anni ormai ed alcuni concetti possono sembrare superati a molti. Ma perché non mi è piaciuto?

Perché è alquanto confusionario. Quello che dovrebbe essere il primo capitolo, che parla delle prime difficoltà che si affrontano ad usare i social media, di quella renitenza nelle persone più "mature" in contrapposizione ai "nativi" di internet, di quell'ottica stereotipata che affronta ogni persona prima di accedere ad una piattaforma virtuale, me lo rilega a pagina 104. Domitilla offre l'idea, per tutto il libro, di non sapere cosa dire: ripete a noia semplici concetti, senza di molto uscire dal seminato. Ok, d'accordo, non è una professoressa in Psicologia, ma qualcosa in più lo poteva fare. Aggiungere qualche dato, qualche fumetto per alleggerire oppure qualche esperienza professionale in più, ad esempio. Oppure pensare meglio come "raccontare" la sua conoscenza. Se proprio non poteva aggiungere, allora, doveva togliere e rendere il libro più snello: 200 pagine circa a leggere i soliti due concetti non è piacevole.
Ma non solo, anche la scrittura è proprio diversa rispetto al blog. A leggere i suoi post o tweet su internet è un piacere, mentre leggere il suo libro ho fatto fatica.
Anche le frasi d'introduzione (e addirittura i nomi) dei capitoli, gli incipit, non sono una sorta di "breve descrizione" di quello che si andrà a leggere. Aforismi buttati a caso, se non per il fatto che sono vagamente inerenti alla tematica cui verrà discussa, non veri e propri riassunti concettuali. Tanto valeva non metterli.

A mio parere, l'autrice, non riesce a distinguere il suo libro da quella marea di titoli che -per moda o per chissà quale altro motivo- stanno uscendo in questi anni. Non trovo un valore aggiunto rispetto alla concorrenza e sicuramente Domitilla Ferrari è una persona ben più interessante e piacevole di persona (ed on-line) rispetto a quanto appare nel libro.