Easter Parade
by Richard Yates
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Easter Parade, uscito originariamente nel 1976 e ora pubblicato per la prima volta in Italia, è un romanzo esemplare della sensibilità di Yates: una saga familiare senza concessioni al romanticismo, un limpido ritratto di esistenze borghesi in bilico fra la mediocrità e le aspirazioni. Le protagoniste

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saintsetsaintset wrote a review
01
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AK-47AK-47 wrote a review
322
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due vite, due diverse vie alla solitudine e all'infelicità
Ancora una volta, in questo suo quarto romanzo, Yates racconta una storia di fallimenti personali, di vite che, pur nella loro diversità, si concludono sfociando nell'infelicità e nella solitudine. Le due sorelle Grimes, Sarah ed Emily, di diverso temperamento, scelgono, da adulte, due vie diverse per la propria realizzazione: Sarah sposa un bell'uomo di origine inglese, mette al mondo tre figli, e fa la casalinga apparentemente felice e appagata in una grande casa di campagna: soltanto a poco a poco al lettore si rivela la squallida realtà quotidiana celata dietro la facciata rispettabile: Tony, il marito, è un uomo brutale, ignorante, che maltratta la moglie sia moralmente sia fisicamente, lei si lascia andare all'alcol e morirà ancora giovane di un male incurabile. Anche Emily, dal carattere più indipendente e determinato, finirà con l'esssere sola e infelice: si laurea brillantemente, passa da un uomo all'altro senza mai trovare la stabilità sentimentale e ogni volta illudendosi e poi disilludendosi amaramente, fino a inaridirsi precocemente nell'animo (memorabile l'accesso finale di rabbia contro il nipote Peter e la sua famigliola perfetta con casetta linda e ordinata e le gite domenicali in bicicletta). E' un romanzo per molti versi simile agli altri che ho letto di Yates (Revolutionary Road e Disturbo della quiete pubblica), ma diverso, più intimista, più concentrato sul dramma personale delle due protagoniste e, forse proprio per questa sua infelicità più contenuta, meno esplosiva, oltre che per la quasi assenza di critica contro la società del benessere (c'è anche qui, ma è molto implicita), l'ho trovato meno incisivo, apprezzandolo leggermente meno degli altri due. Un cenno a Pookie, la madre delle sue sorelle, donna superficiale, vanitosa ed egoista, pure lei dedita all'alcol (un leitmotiv dei personaggi di yates) e che non farà neppure lei una bella fine e nella quale Yates ha messo molto di autobiografico, della propria madre.
Una lettura comunque da non sottovalutare, un tassello importante nell'opera di questo grande narratore del conflitto individuo-società e della classe media americana del ventesimo secolo.
CristinaCristina wrote a review
11
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Spoiler Alert
“Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori”
Partiamo bene! E poi non stupitevi se mi butto su libri dal valore letterario pari a una sottiletta.

Ok, sono combattuta. Il libro è scritto molto bene, ma la storia di queste due donne che tra gli anni '30 e i '70 del Novecento cercano, vivendo in maniera diametralmente opposta, di smarcarsi dal peso di una madre intollerabile e di un padre assente non è riuscita a prendermi.
E questa cappa di infelicità cui nessuna delle due sfugge e che azzera ogni evento lieto di questo libro ha ammazzato qualsivoglia entusiasmo la lettura di un libro ben scritto e profondo potesse incutermi.
Il racconto segue prevalentemente Emily, la sorella minore. Sarah c'è, ma è la sorella "regolare", quella bella che si sposa e sforna figli, e quindi la parte del leone nel racconto lo fa Emily, quella cui in sorte tocca di essere la promiscua.
Entrambe cercano invano di smarcarsi dalla pesante figura materna e di conquistare l'approvazione dei padre assente (prima per il divorzio, poi per morte). Ovviamente nel farlo incorrono nel disastro più totale che pagano con infelicità, morte prematura e solitudine e con la caduta negli stessi identici vizi autodistruttivi della madre.
Il racconto, pur ben strutturato, è a senso unico. Eppure la vita, normalmente, non lo è. Sì, ti tira addosso un sacco di palta, ma anche qualcosa di buono. E qualcosa di buono c'è anche nelle vite di queste due: Sarah sposa un imbecille, ma i tre figli qualcosa varranno, no? E Emily, che è una donna intelligente (lo sono entrambe in verità) è vero che infila uno sfigato dietro l'altro, ma riesce a laurearsi, per buona parte della sua vita è indipendente, viaggia (con l'uomo sbagliato, ma almeno lo fa).
Eppure nulla di quanto di buono accade loro ha valore, tutto va a rotoli. L'uomo che a Sarah sembra Lowrence Olivier si rivela un ubriacone, traditore e manesco. Tutti gli uomini di Emily sono pieni di problemi (e devo dire che la carrellata, di suo, è involontariamente ridicola con il bisessuale bellissimo -l'unico sereno, tutto sommato- che la molla per un uomo, quello che ha altre donne, quello che si sente inferiore, il complessato, il poeta fallito, quello che non dimentica la moglie e via discorrendo, in una serie di sfigati che a metterli in fila tutti farebbero il campionario dell'uomo sbagliato) e neanche ci pensano a cercare di aiutare lei. E nemmeno potrebbero, probabilmente.
Yates ci avvisa, sin da subito, di tutta sta infelicità, ma alla fine ci si arriva stremati.

Quindi leggetelo, è bellissimo, ma fatelo se state bene o se pensate di poter reggere tutta l'infelicità distillata da queste circa 250 pagine.

La lettura, secondo me, vale anche solo per la conversazione in cui Sarah e Emily parlano del padre e della madre, una conversazione sincera, tra sorelle. Uno sprazzo di verità in mezzo a tutte le menzogne che si raccontano a vicenda per sopravvivere.
cris56cris56 wrote a review
18
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Leggendo la tetra prefazione di Nick Laird - infarcita di spoiler - ero tentata di chiudere il libro e rinunciare. Invece Easter Parade mi è piaciuto molto e non ho provato il deprimente sentimento di disperazione e di nullità che aleggia in molti romanzi americani, in cui i personaggi sin dalla nascita sono schiacciati da vite misere, violente e schiave dell'alcool. Per carità, Yates non crede al lieto fine, ma le storie di questi fallimenti sono collocate in un ambiente piccolo borghese in cui sembra esistere la possibilità di studiare, di amare, di fare carriera, di migliorare la propria vita. Pookie, la madre sventata e ambiziosa (e abbandonata) che è la fotocopia della madre dell'autore (Dookie) ambisce ad una vita borghese per le sue figlie, e si ingegna con cadenza ossessiva a trovare sistemazioni abitative che permettano loro di inserirsi in ambienti più "distinti". Delle due sorelle la maggiore sposa quello che sembra "un buon partito" e va ad abitare a Long Island, l'altra si laurea con una borsa di studio e trova un buon lavoro e una buona sistemazione a New York. Yates percorre tutto l'arco della vita di Sarah ed Emily, ne descrive le speranze e le disillusioni. Di loro sapremo moltissimo, anche degli incontri segreti tra Sarah e il padre, che dopo molti anni ingelosiscono la sorella, esclusa da quella intimità. L'ottimismo e l'entusiasmo di Sarah però nascondono una tragedia familiare, che Emily vive da lontano, timorosa di doversi impegnare e perdere la sua libertà. Dopo la morte della sorella, ridotta all'ombra della splendida e vitale giovane donna immortalata da un fotografo durante la Easter Parade, anche Emily si trova a fare i conti con la solitudine e in breve tempo tutte le sue certezze crollano. Eppure la frase con cui si conclude il libro per me rappresenta un'esile speranza per il futuro, la possibilità di una mano tesa.
E' un libro ben scritto, con un buon ritmo, con molti particolari e molti fatti, con personaggi non banali e molto ben delineati. Quello che mi ha colpito molto è il risentimento devastante che l'autore esprime per la madre calandola nei panni di Pookie, descrivendone le fragilità, l'alcolismo, le piccole manie di perbenismo: nessuna pietà nemmeno per la demenza finale, utilizzata per un ulteriore dileggio della donna che in Istituto sostiene di essere la suocera del Presidente.
tzatzikitzatziki wrote a review
05
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MorganaMorgana wrote a review
06
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"Quando avrebbe imparato a smetterla di dire 'ho capito' a proposito di cose che non capiva affatto?"
Easter Parade è uno dei romanzi più famosi di Richard Yates, scrittore americano apprezzatissimo e particolarmente conosciuto come uno degli autori che seppe descrivere, e in un certo senso dare voce, alla classe media statunitense del XX secolo. Il suo romanzo più famoso è sicuramente Revolutionary Road, da cui è stato tratto anche un film con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. Io non avevo letto nulla finora di Yates e ho deciso di iniziare con Easter Parade, pubblicato per la prima volta nel 1976. Easter Parade è una storia familiare, precisamente è la storia delle sorelle Grimes, Sarah ed Emily. La storia delle due sorelle, e di riflesso quella della loro famiglia, copre ben cinquant'anni e si sviluppa avendo sullo sfondo un'America in continua evoluzione. Mentre Sarah, la più solare delle due, si sposa molto giovane e finisce per fare una vita piuttosto convenzionale che forse rispecchia esattamente il suo carattere, Emily invece, più giovane e indipendente, decide di studiare e diventa una correttrice di bozze molto apprezzata presso un'importante agenzia pubblicitaria. Sarah ed Emily non potrebbero essere più diverse, il loro rapporto è sempre costellato da una certa rivalità, da una voglia di voler primeggiare sull'altra che spesso si riflette nelle scelte che fanno.
Yates le dipinge agli antipodi: Sarah, la moglie fedele e dedita alla famiglia che nasconde però un terribile segreto ed Emily, che invece finge un'indipendenza e una libertà che le appartengono solo per finta, intrappolata in una serie di relazioni da cui non uscirà mai appagata nè felice. A fare da contorno alle due protagoniste ci sono poi tutti gli altri personaggi della famiglia, i genitori separati, un padre spesso lontano ed emotivamente distante, una madre che le costringe a trasferirsi continuamente e che fatica già solo a badare a sè stessa, il marito di Sarah, Tony e i suoi figli.
Devo ammettere che non sapevo bene cosa aspettarmi da questo romanzo, l'ho trovato bello, raffinato. Yates ha uno stile molto incisivo che riesce a dare voce facilmente ai sentimenti dei suoi personaggi. E' un romanzo amaro però, duro come pochi, privo di felicità e di gioia, doloroso e in un certo senso disilluso. Il rapporto tra Sarah e Emily è la parte più corposa e interessante del romanzo, nonostante prendano due strade molto diverse il loro rapporto resterà sempre uguale, un misto di affetto e di rivalità, di finzione e di sincero interesse l'una per l'altra.
In realtà sono proprio le illusioni a farla da padrone, le illusioni di Sarah ed Emily che fanno scelte che dovrebbero portarle a raggiungere quella tanto agognata felicità, ma che alla fine non fanno altro che renderle sempre più infelici e più sole. Il romanzo ha una forte impronta autobiografica, rispecchia in molti aspetti quella che è stata la vita dello scrittore. La storia è fatta di famiglie infelici, crisi domestiche e violente, personaggi profondamente soli, esistenze profondamente infelici. Non c'è lieto fine, perchè non è certo questo l'obiettivo di Yates. Lui racconta quello che è, non lo abbellisce, non lo addolcisce, lo mette nero su bianco così com'è. Ed è forse questo uno dei migliori pregi del romanzo, non ci sono illusioni nè mezze verità nè tanto meno bugie. E' un ritratto di una famiglia tra altre famiglie, famiglie che a detta di Yates "sono tutte infelici e lo sono tutte allo stesso modo". La ricerca della felicità resta il fulcro del racconto, una felicità mai raggiunta però, sempre lontana e mai a portata di mano. Sicuramente splendido dal punto di vista narrativo, Easter Parade è però una drammatica discesa verso la solitudine e il dolore.
TatuTatu wrote a review
02
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