El monarca de las sombras
by Javier Cercas
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Cit. pag. 15: “Il deserto dei tartari è uno straordinario romanzo di Dino Buzzati. Si tratta di una storia un po’ kafkiana in cui un giovane tenete, Giovanni Drogo, viene destinato a una remota fortezza assediata dal deserto e dalla minaccia dei tartari che lo abitano. Assetato di gloria e di battaglie, Drogo attende invano l’arrivo dei tartari, e in quell’attesa gli si consuma la vita. Ho pensato molte volte che questa storia senza speranza sia un emblema del destino di molti che avevano fatto le valigie. Come molti di loro, mia madre passò la giovinezza aspettando il ritorno, che era sempre imminente. Così trascorsero trentatrè anni. Come per alcuni di coloro che avevano fatto le valigie, per lei non furono così brutti: dopo tutto, mi padre aveva un lavoro e uno stipendio abbastanza sicuri, che era molto più di quanto avessero in molti. Credo, comunque, che mia madre, come molti che avevano fatto le valigie, non abbia mai accettato del tutto la sua nuova vita e, corazzata dietro il suo lavoro totalizzante di casalinga in una famiglia numerosa, abbia vissuto a Gerona facendo il possibile per non avvertire di vivere a Gerona, bensì nel posto in cui aveva fatto le valigie. Quell’impossibile illusione è durata fino a qualche anno fa. A quel punto le cose erano molto cambiate: Gerona era una città allegra e prospera, e la sua stazione un moderno edificio dalle pareti bianchissime e dalle immense vetrate; per il resto, alcuni dei nipoti di mia madre a stento capivano la sua lingua. Un giorno, quando nessuno dei suoi figli viveva più con le e non poteva più proteggersi dalla realtà dietro il suo lavoro totalizzante di casalinga, e pertanto non poteva nemmeno più schivare l’evidenza che, venticinque anni dopo, viveva ancora in una città che non aveva smesso di esserle estranea, le diagnosticarono una depressione, e per due anni l’unica cosa che fece fu guardare in silenzio nel vuoto, con gli occhi asciutti. Forse pensava anche, pensava alla sua giovinezza perduta e, come il tenente Drogo e come molti di coloro che avevano fatto le valigie, alla sua vita consumata in un’attesa inutile e forse anche – lei, che non aveva letto Kafka – al fatto che era tutto un malinteso e che quel malinteso l’avrebbe uccisa. Invece non la uccise, e un giorno in cui cominciava ormai a uscire dall’abisso di anni di depressione e stava andando con il marito dal medico, un signore le aprì una porta e cedendole il passo le disse: “Endavant”, in catalano. Mia madre gli rispose: “Dal medico”. Perché ciò che mia madre aveva capito era “Adonde van?” o forse “Ande van?” “Dove andate?” in castigliano. Dice mio padre che in quel momento ricordò la prima frase in catalano che, più di venticinque anni prima, mi aveva insegnato a pronunciare, e anche che capì di colpo che mia madre, perché capì che lei viveva da più di venticinque anni a Gerona come se non fosse mai partita dal luogo in cui aveva fatto le valigie.
“Alla fine de Il deserto dei tartari i tartari arrivano, ma la malattia e la vecchiaia impediscono a Drogo di realizzare il suo sogno rimandato di affrontarli: lontano dalla battaglia e dalle gloria, solo e anonimo nella stanza in penombra di una locanda, Drogo sente che la fine si avvicina e comprende che è quella la vera battaglia, quella che aveva sempre aspettato senza saperlo; allora si solleva un poco dal letto e si sistema la giubba, per accogliere la morte da uomo coraggioso. Io non so se quelli che avevano fatto le valigie torneranno mai; temo di no, fra le altre cose perché avranno già capito che il ritorno è impossibile. Non so nemmeno se qualche volta penseranno alla vita che hanno consumato nell’attesa, o al fatto che è stato tutto un terribile malinteso, o che si sono ingannati. Non lo so. Quello che sicuramente so e che tra poche ore, appena si alzerà, mia madre penserà o forse dirà la stessa frase che ripete da tretantrè anni in questo stesso giorno: “Bello scherzetto”
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Cit. pag. 15: “Il deserto dei tartari è uno straordinario romanzo di Dino Buzzati. Si tratta di una storia un po’ kafkiana in cui un giovane tenete, Giovanni Drogo, viene destinato a una remota fortezza assediata dal deserto e dalla minaccia dei tartari che lo abitano. Assetato di gloria e di battag... More