Ender's Game
by Orson Scott Card
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L'ultimo attacco alla Terra da parte degli alieni risale a ottant'anni fa, tuttavia la guerra non è finita. Per scongiurare la possibilità che, un giorno, la razza umana venga cancellata da una nuova e ancor più devastante invasione, sono state costruite armi sempre più potenti e ideati vari sistemi di difesa. Inoltre, per sfruttare le straordinarie capacità di alcuni bambini, è stata creata una Scuola di Guerra, destinata a formare un'elite di geni militari. Ed è in questo luogo altamente competitivo, in cui si simulano al computer azioni belliche di ogni tipo e si elaborano tattiche e strategie di grande complessità, che viene portato Andrew "Ender" Wiggin: ha soltanto sei anni e lo aspetta un addestramento feroce in un ambiente spietato, ma lui è un genio tra i geni, nato con le doti di un superbo comandante. Ed è l'unico in grado di vincere tutte le "partite" combattute nella Sala di Battaglia. Ma qual è il prezzo da pagare per essere davvero il migliore? E dove finisce il gioco e comincia la realtà?

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SUN50SUN50 wrote a review
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I didn’t love it (con TRADUZIONE)
I simply could not read this book with great enthusiasm. It took me forever, reading a few pages at night to help me fall asleep. It read like a space-war play book. And that, apparently, is not my thing. My hopes rose slightly when the story switched back to Ender's siblings. Their political play on the nets piqued my interest for a chapter. But it just wasn't enough to get me fully engrossed. Especially since what they wrote, was never included in the text, only alluded to what they were up to. That is frustrating to the reader! I also decided I was rooting for the Buggers at the end.
I know this is sci-fi and not meant to be anything but fictional entertainment. But it came across as a scenario that I could actually visualize happening in our Earth's future. That's what turned me against us in the end. If our humanity is to take a similar course as to what is portrayed in these pages, I fear our humanity is lost forever. I don't want any part of it.
Here's a partial rundown on what I found so disturbingly parallel to our own present reality here on Earth:
- Parents who are extremely disconnected with their children
- Limiting the number of children allowed in a family
- Mind manipulation
- People in power behaving as if they are God
- Ender going along with all of this manipulation and never truly rebelling in a proportionate fashion
- And too close to our present reality: Kids treated like expendable robots
- The psychological torture of children for the sake of their makers scheme/plan
- Not accepting Peter into the program because of his maniacal behavior but then submerging Ender into an environment where many of the other kids were maniacal
- Willingly giving birth to a child you know will be taken from you, for the supposed greater good of mankind. On top of which, you willingly opt to withhold any loving bond with the child.
- Bullying allowed, simply for observing victim's reaction
In closing:
I will say that I think the questions this book poses would definitely make for worth-while conversation with one's children, family and friends. I do enjoy thought provoking questions and this book definitely provides much for discussion.

TRADUZIONE

Non sono riuscita a leggere questo libro con grande entusiasmo. Mi ci e' voluto un’eternita', qualche pagina alla sera prima di addormentarmi. Si legge come un libro di giochi di guerra spaziale. E questo, a quanto pare, non e' il mio genere. Le mie speranze sono aumentate leggermente quando la storia è passata ai fratelli di Ender. Il loro gioco politico sulle reti ha attirato il mio interesse per un capitolo. Ma non e' bastato per farmi innamorare completamente. Soprattutto dal momento che ciò che hanno scritto, non è mai stato incluso nel testo, solo alluso a ciò che avevano in mente. Questo è frustrante per il lettore! Tanto che alla fine mi stavo schierando per i Buggers. So che si tratta di fantascienza e che non vuole essere altro che intrattenimento immaginario. Ma mi è sembrato uno scenario che potevo effettivamente visualizzare e che potrebbe accadere nel futuro della nostra Terra. È questo che alla fine mi ha messo contro di noi. Se la nostra umanità deve seguire un percorso simile a quello descritto in queste pagine, temo che sia persa per sempre. Non voglio averci niente a che fare. Ecco un riassunto parziale di ciò che ho trovato così inquietantemente parallelo alla nostra realtà attuale qui sulla Terra: Genitori che sono estremamente scollegati con i loro figli; limitare il numero di bambini ammessi in una famiglia; manipolazione mentale; persone al potere che si comportano come se fossero Dio; Ender che asseconda tutte queste manipolazioni e non si ribella mai veramente in modo proporzionato; e troppo vicino alla nostra realtà attuale: bambini trattati come robot sacrificabili; tortura psicologica dei bambini per il bene dei loro creatori di schemi/piani: non accettare Peter nel programma a causa del suo comportamento maniacale ma poi immergere Ender in un ambiente dove molti degli altri bambini erano maniacali; dare alla luce un bambino che sai che ti sarà portato via, per il presunto maggior bene dell'umanità. Oltre a ciò, si opta volentieri per negare un legame d'amore con il bambino; Il bullismo è permesso, semplicemente per osservare la reazione della vittimaIn chiusura: dirò che penso che le domande che questo libro pone sarebbero sicuramente utili per la conversazione con i propri figli, la famiglia e gli amici. Questo libro offre sicuramente molto di cui discutere.
Carlo MenzingerCarlo Menzinger wrote a review
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ENDER, IL PADRE DI HARRY POTTER
Leggendo “Il Gioco di Ender” (1985) di Orson Scott Card la sensazione è stata di ritrovarmi nei medesimi meccanismi narrativi che hanno portato al successo la saga di Harry Potter della Rowling.
Ma non pensiate che Orson Scott Card abbia in qualche modo emulato le imprese del maghetto di Hogwarts. Si tratta, infatti, di un romanzo del 1985, che riprende un racconto addirittura del 1977, mentre la pubblicazione della saga della Rowling parte nel 1997 e si conclude nel 2007.
Che cosa hanno in comune queste due storie? Innanzitutto il protagonista. Ender, come Harry è un bambino che lascia la sua famiglia, dove viene maltrattato, per finire in una scuola molto speciale, dove, sebbene sia l’ultimo arrivato, si distingue subito come il migliore. Entrambi hanno il destino segnato, Harry da una profezia e una maledizione, Ender perché è già stato individuato, per le sue doti, come il potenziale comandante di tutta la flotta aerospaziale terrestre. Nessuno dei due riesce ad ammettere del tutto di essere eccezionale. Entrambi devono salvare il loro mondo da una minaccia che appare assai più grande di loro (Voldermort per Harry, gli Scorpioni alieni per Ender). Entrambi affrontano grandi difficoltà a scuola, con compagni e insegnanti ostili. Entrambi si fanno grandi amici in entrambe le categorie. E le somiglianze non finiscono qui. Le battaglie a gravità zero di Ender somigliano alle partite di Quidditch di Harry. Nella Scuola di Guerra i ragazzi sono divisi in orde con nomi di animali, a Hogwarts in Case con nomi di maghi famosi ma che ricordano quelli di animali. La competizione è centrale in entrambe le storie. La magia di Hogwarts è sostituita dalla tecnologia della Scuola di Guerra. La telepatia non è centrale ma ha la sua importanza.
Entrambi sono romanzi di formazione. Entrambi creano una fortissima empatia con il lettore.
Le ambientazioni della Rowling sono forse più ricche, ma le battaglie spaziali di Scott Card, pur non essendo allo stesso livello, hanno una buona dose di spettacolarità.
Come in Harry Potter, anche ne “Il Gioco di Ender” assistiamo a una lotta tra Bene e Male, ma scopriamo che quel che pare Bene ha in sé un po’ di male e viceversa.
In entrambe le storie troviamo la morte, la paura, il dolore, il rimorso. In entrambe c’è un po’ di introspezione e psicoanalisi (ma senza esagerare, senza disturbare l’avventura).
In entrambi ci sono certe ripetitività degli eventi, che rivelano però sempre delle sorprese. In entrambi ci mistero e scoperta. In entrambi ci sono ribaltamenti dei caratteri di alcuni personaggi.
Anche il “Il Gioco di Ender” fa parte di un ciclo (di cui non ho ancora letto i volumi successivi). È il primo volume, ma fu scritto in funzione del secondo, come romanzo in cui si presenta il personaggio Ender Wiggin, protagonista de “Il riscatto di Ender”.
La Rowiling avrà letto “Il Gioco di Ender”? Lo avrà amato. Io credo proprio di sì.

Ultimamente avevo letto due o tre romanzi di fantascienza che mi stavano quasi facendo perdere l’amore per il genere. “Il Gioco di Ender” è, invece, uno di quei romanzi che ti ravviva l’amore per la fantascienza e per la lettura in genere.
Una storia tutto sommato semplice, ma sempre piena di sorprese e rivolgimenti, abbinamento quanto mai raro e prezioso. Come “La mano sinistra delle tenebre” della Le Guin, che ho appena letto e mi ha profondamente deluso, anche “Il Gioco di Ender” ha vinto sia il premio Hugo che il Premio Nebula, scelta che, questa volta condivido in pieno. Dunque, se non sempre i premi letterari sono assegnati a opere che apprezzo, altre volte riescono a rispettare i miei gusti.
In conclusione, direi che questo forse è il miglior romanzo che ho letto in questa prima metà del 2018 e di certo potrò immaginare di collocarlo piuttosto in alto nella classifica dei miei romanzi preferiti.

CymonCymon wrote a review
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Nonostante si tratti di un romanzo dell'85 (e di un racconto ancora precedente), nel Gioco di Ender si ravvisano diversi elementi dei più moderni Young Adult che però si espandono in una più corposa riflessione abbastanza in linea col genere della "speculative fiction" (o anche solo fantascienza-quella-bella) a cui il libro decisamente appartiene.

Lo spunto più interessante è indubbiamente quello della competizione come manipolazione. Il chirurgico lavoro operato da Graff per forgiare letteralmente Ender come arma definitiva è ovviamente spinto al limite, ma rappresenta un meccanismo che possiamo vedere applicato anche nella vita reale.
Se vogliamo, finisce con l'essere una bizzarra versione "negativa" dell'Hogwarts di Harry Potter che col sistema delle case, a suo modo, mantiene il controllo sugli studenti. E, naturalmente, per estensione, una critica a un certo mondo didattico di stampo anglosassone.

La parte più cupa del libro, quella su Eros, è una chiusa degna perché inasprisce ancor più il confronto di Ender, ragazzino ormai scollato dalla realtà, col mondo feroce dell'esercito, così come il distorto lieto fine riesce quantomeno a dare pace al lettore.

Il lavoro di Orson Scott Card, in generale, risulta raffinato dall'inizio alla fine, con una serie di personaggi che rendono ottimamente il diabolico meccanismo esposto dall'autore e, allo stesso modo, si dimostrano rappresentanti abbastanza caratteristici della razza umana così come la viviamo anche nella nostra realtà.