Ernesto
by Umberto Saba
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L'educazione omosessuale di un adolescente nella Trieste di fine Ottocento. Saba scrisse questo romanzo autobiografico, ma lo lasciò incompiuto e inedito. Sarà la figlia Linuccia a curarlo e pubblicarlo nel 1975. Ora, però, il testo viene rivisto integralmente sulla base dell'autografo, conservato presso il Fondo manoscritti dell'Univesità di Pavia. Le differenze con il testo del '75 riguardano soprattutto l'impronta dialettale, molto forte nelle intenzioni originarie, che Linuccia aveva ritenuto di mitigare. Saba stesso scriveva alla moglie: "La non publicabilità del racconto non sta nei fatti narrati quanto nel linguaggio che parlano i personaggi. E tutta la novità, tutta l'arte, tutto lo stile del racconto sta proprio qui".

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Enrico SapienzaEnrico Sapienza wrote a review
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Su ali di colomba

“Rivoluzione su ali di colomba”

Mi è rimasta impressa questa frase che Saba ha usato per descrivere “quel mascalzone” che rischia di ammazzargli il canzoniere -altra frase potente. 

La rivoluzione in questione dovrebbe essere delicata ed aggraziata, bianca -con buona pace di Melville- come le cose pure, non come quelle spaventose. Forse per questo gli avvenimenti che si depositano con la lentezza e la leggerezza della polvere son quelli che si sedimentano più tenacemente, che inesorabilmente apportano cambiamenti: Ernesto diventerà poeta, ecco la rivoluzione.

Serviranno “molte esperienze e molto dolore”, di cui si tace, ma si può immaginare di quale tipo saranno, per il povero, ma eletto, Ernesto. 

Affinché la rivoluzione sia una colomba, però -o almeno immagino che (e adesso che ho scoperto che anche Saba ne faceva uso mi sto divertendo con l’abbondanza di incisi)- occorre che anche il suo attore sia aggraziato e bianco, in una parola, innocente. 

Mi pare proprio che lo sia, che tutte le caratteristiche di Ernesto possano essere ricondotte all’innocenza che è mancanza di malizia, onestà, purezza nel senso ottico di trasparenza, senza superfetazioni o filtri: è la caratteristica dello sguardo del poeta, dopotutto, o di chi lo diverrà. 

Quindi Ernesto diventa caro, tutto ciò che fa è caro, ha la grazia dell’innocenza e manca di tutte quelle virtù volpine che lo avrebbero involgarito e che, forse, avrebbero reso questo un libro scandaloso. 

Ernesto mi è caro.


Ho letto e anche riletto la prefazione di Maria Antonietta Grignani, che ho trovato poco chiara prima, decisamente antipatica dopo, anche un po’ bruttina. 

Non sono d’accordo con lei riguardo alcune osservazioni, mi pare solo un presuntuoso sfoggio di erudizione senza alcuna necessità. 

Aggiunge poco o niente al chiaro -lui sì, ma anche nel senso coloristico- Ernesto. 



Alessandro RinaldiniAlessandro Rinaldini wrote a review
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Alessandro RinaldiniAlessandro Rinaldini wrote a review
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