Esche vive
by Fabio Genovesi
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Fabrizio BiuzziFabrizio Biuzzi wrote a review
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Esche vive. Da dove comincio? Dal paese. Muglione. L'ho pure googlato su Maps, ma mi dà come risultato della ricerca o un paesino in Corsica oppure il passo del Muraglione. Immagino quindi sia un nome inventato. Infatti a pensarci bene sembra un posto da fiaba. Da fiaba decadente. E scegliere di ambientare una storia lì è anche una bella sfida perché se rimani a corto di idee non è che le cose che (non) ci sono nel paese ti possono aiutare a riempire le pagine. Tutto ciò che di vuoto c'è, allora lo devi colmare con fatti, sentimenti, stati interiori dei personaggi, che piano piano questo paese lo animano, gli danno colore e vita e lo fanno diventare un posto anche bello dove abitare (anche se si capisce alla fine del libro, e forse non dipende dal posto ma dal modo in cui lo guardi).
La seconda cosa è lo sport. E qui l'amore per le pagine non ha faticato tanto a farsi largo in me, in quanto il ciclismo è una cosa che mi è molto familiare, e roba tipo gare, allenamenti, dietro-macchina le ho masticate fin da piccino.
Poi c'è la cosa più bella. La serie dei personaggi. Giuro che per tutti i primi tre quarti del libro mi sono venuti in mente quelli di Pinocchio. Così come quelli di Collodi anche i personaggi di Genovesi hanno un che di fantastico e di surreale: il protagonista, a cui più che una mano manca la capacità di credere in se stesso; gli amici, improbabili geni di internet ma sconclusionati nella vita... idealisti contro tutto e tutti votati al non-uso delle magliette e con questa band che sembra che spacchi il mondo e poi non spacca proprio nulla; il padre, sognatore malinconico che cerca negli altri quello che lui non ha mai potuto raggiungere; il campioncino in erba, tanto micidiale in bici quanto indifeso nella vita; e la protagonista, romanticaidealistainsicuradeterminatateneraeunmucchiodialtrecoseinsieme (su di lei apro una parentesi: credo sia molto difficile creare un personaggio femminile che rimanga impresso nel lettore e fare in modo che questo se lo ricordi anche molto dopo che ha letto il libro. A me è successo con pochi scrittori, forse una volta o due con De Carlo, ma credo che Tiziana possa andare tranquillamente a inserirsi tra le figure-femminili-trovate-in-un-libro-di-cui-mi-ricorderò-a-lungo). Tornando al paragone tra Esche vive e i libri di fiabe, il primo fa una cosa che questi ultimi non possono fare, in quanto sono appunto libri di fiabe: a un certo punto fa uscire i personaggi dalla loro dimensione fiabesca per farli crescere e evolvere. Ed è questa la parte più bella più interessante, e anche più emozionante da leggere di questa storia. Perché evolvere, diventare migliori di come siamo, è un procedimento che - anche se meraviglioso e ineluttabile - spesso è faticoso, a volte doloroso... E a chiunque di noi è costato qualche lacrima in un paio di occasioni o tre, oltre a un po' di rinunce, e constatazioni di verità. Proprio come ai personaggi del libro. Ma questa è la vita. Se ha la fortuna di non finire in bocca a un pesce, un bigattino prima o poi diventa mosca.
arman dofranciaarman dofrancia wrote a review
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Arianna CurciArianna Curci wrote a review
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covadongacovadonga wrote a review
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