Etzel Andergast
by Jakob Wassermann
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Nella Repubblica di Weimar, prostrata dai debiti di guerra e sconvolta dalla marea montante dell’odio nazionalsocialista, un ragazzo sbandato, intelligente e pronto a tutto incontra un medico la cui solitaria ricerca – che nella malattia del corpo vede una volontà di declino dell’anima – l’ha reso p... More

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AdrianaT.AdrianaT. wrote a review
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«Io non sono qui per tingere il mondo di bei colori.»
«Un evento di tale importanza non bisogna lasciarlo affondare nella coscienza. Ogni tanto bisogna farlo riemergere, 'sine ira', come una cosa inerte, per assodare che ci si è liberati dal suo influsso e che non contiene più nessun veleno.»

E di suggerimenti di buon senso, in questo romanzo, ce ne sono parecchi; diciamo che va piuttosto nel profondo nell'analisi degli animi e delle dinamiche nei rapporti umani in tutti gli ambiti fondamentali dell'esistenza.

«Un uomo che ha tempo nel momento stesso in cui la mancanza di tempo lo mette alle strette, che è sempre lì quando ci si augura segretamente che arrivi, che non è semplicemente 'di passaggio' ma si trattiene: tranquillo, senza guardare l'orologio, tutto intero con armi e bagagli, per così dire, con una generosità vicino allo sperpero, capace di fare di cinque minuti un'ora e di ogni ora un rigoglio di vita. Era meraviglioso, le dava la sensazione di essere un’eletta.»

Psicoanalitico, spirituale, astratto e speculativo, non è il massimo della scorrevolezza, (come il precedente "Il caso Maurizius" d'altronde), e si entra un po' a fatica in questa seconda parte della trilogia, però non è un libro che viene voglia di abbandonare, anche se il ritmo non è battente, anche se macina lento, ma a questa lentezza proustiana ci si adegua volentieri quando è scritta così bene. E, una volta dentro, la plumbea Berlino ai tempi della Weimar diventa un luogo affascinante, pur nella sua cupezza.