Fan-Tan
by Donald Cammell, Marlon Brando
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Hong Kong, 1927. Anatole "Annie" Doultry si trova al fresco per una partita d'armi contrabbandate illegalmente, e deve scontare sei mesi di pena nel carcere di Victoria. A dispetto del nome, Annie è un uomo imponente e minaccioso, rotto a tutte le intemperie e ai rovesci di fortuna, un americano d'origini scozzesi che da anni solca i mari del sud con la sua goletta, la Sea Change, e vive di espedienti. Pochi giorni prima del rilascio, Annie decide di salvare la vita a un altro detenuto, un vecchio cinese di nome Hai Sheng. Il suo è un colpo di testa, un azzardo, ma ben presto cambierà il corso della sua vita. A tempo debito, infatti, una donna potentissima, madame Lai Choi San, chiederà di incontrarlo. Madame Lai è bella, ricca, determinata. E pericolosa. Comanda un'intera flotta di giunche da guerra, e dispone di un esercito di pirati fedeli. Non vuole soltanto ringraziare Annie per aver strappato uno dei suoi uomini alla forca, ma intende offrirgli un ruolo chiave nel suo prossimo colpo, l'assalto a una nave inglese. In un crescendo d'intensità, tra patti di sangue e scorrerie, riti d'iniziazione e di vendetta, dalle pagine di questo romanzo emerge la figura di un uomo solo e ferito ma ancora pieno di risorse, un istrione geniale e capriccioso: l'alter ego perfetto di Marlon Brando. Nato da una sua idea per un film d'avventura, Fan-Tan è il frutto della travagliata collaborazione tra lo stesso Brando e il regista londinese Donald Cammell ed esce oggi nella sua veste originale.

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CescaperCescaper wrote a review
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Franco LeggoFranco Leggo wrote a review
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Anatole “Anne” Doultry marinaio avventuriero in Indocina agli inizi della rivoluzione cinese, appena uscito da una prigione di Hong Kong, si lega sentimentalmente ad una famigerata comandante di pirati, Lai Choi San, e decide di partecipare al più grosso e pericoloso colpo mai tentato dai banditi.

Il capitano Doultry è uomo maturo ed esperto, è un uomo che “non gioca d'azzardo” tranne poi scommettere sulle corse degli scarafaggi in prigione, sulla sua percentuale nella rapina in una giocata a Fan-tan e precedentemente sulla vita di un cane, per non parlare della partita d'armi importata illegalmente che lo ha fatto finire in galera o dell'azzardo che sarà l'assalto alla nave inglese.
Insomma Anne è uno che affronta la vita come un'eterna scommessa, perdere tutto o raddoppiare fino alla giocata finale, che anche con una vittoria non sarà mai comunque l'ultima: -E' così che finisce il gioco, ogni volta. E' sempre stato così-.

C'è molto di Brando in Anne, da come ci appare nei suoi film o da quello che voleva essere, duro, vissuto, sensuale, anche sensibile ed eclettico: Anne è un mago del telegrafo e suona meravigliosamente il pianoforte.
Ma forse c'è molto più di Cammell che scrisse effettivamente il romanzo: l'idealizzazione del personaggio Anne/Brando modello di eroe negativo, la visione cinica della vita come una scommessa da affrontare giocandosi tutto, la tensione sessuale nella relazione tra il protagonista e la bella pirata, culminante in una scena degna di De Sade, che diventa motivo dominante della storia.

Veloce e gradevole anche se l'azione lascia spesso spazio alla descrizione dell'ambiente, inteso anche come sfondo storico geografico e culturale, quasi fosse la costruzione di un set cinematografico nel quale svolgere la vicenda.
Questo regala molte curiosità interessanti, le regole del Fan-tan ad esempio, il gioco d'azzardo che da il titolo al romanzo.
Un'introduzione e delle note raccontano la vicenda editoriale del romanzo e della sua stesura.