Fate
by Alan Lee, Brian Froud
(*)(*)(*)(*)(*)(885)
Gli autori di questo libro, magistralmente illustrato, hanno svolto uno studio attento e minuzioso, depurando la realtà dalla superstizione e ci rivelano che ci sono fate assai diverse fra loro: ci sono quelle delle acque, quelle dei fiori e quelle degli alberi e ci sono elfi, folletti verdi e coboldi. Di tutte queste creature meravigliose vengono descritti i modi di vivere, le dimore, i passatempi, i capricci, gli scherzi. Un libro che ci fa entrare nel mondo incantato di magiche e incredibili creature.

All Reviews

114 + 5 in other languages
Jessica Jessica wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
HollypennyHollypenny wrote a review
05
(*)(*)(*)(*)(*)
I testi ricordano le fiabe irlandesi di W.B. Yeats: le prime affascinano, poi l'attenzione va scemando e vira verso la noia.
Solo che le illustrazioni...sono così ancestrali e immersive!
Anche se lo sfogliaste per la prima volta, avreste un effetto di déjà-vu.
Vado a spanne, ma quasi tutto il fantasy visivo degli ultimi decenni arriva da qui: dal signore degli anelli alle rappresentazioni degli elfi sotto forma di statuetta che trovate sulle bancarelle. Penso si sia ispirato a quasi tratti anche il fumettista Corrado Roi (alcuni Dylan Dog e Brendon).
Le raffigurazioni non sono mai dolci. I visi sono spigolosi, nello sguardo c'è sempre un che di demoniaco e malandrino. Alcune immagini sono addirittura inquietanti e sembrano uscite fuori dai peggiori incubi.
E poi, come dicevo più su, viene afferrato qualcosa di ancestrale che abbiamo tutti nel dna e che viene meccanicamente legato alla paura e al pericolo. Come negli horror o thriller (The Ring, Le verità nascoste, American horror story 1 e tanti altri), l'acqua è pericolosa e abitata da una sorta di mostro del lago. Ha fattezze di donna, verde e squamata, capelli lunghissimi e bagnatissimi, le movenze lente, invece, dal disegno le intuisci e basta.
Le betulle le ho sempre trovate inquietanti, soprattutto d'inverno. Pensavo di essere stata influenzata dall'overture del Dottor Zivago con il boschetto di betulle, il funerale della madre nella steppa russa e quel ramo furioso nella notte che gratta il vetro della finestra come una strega maligna. Qui scopri che le betulle portano pazzia e morte e un'immagine potente ti fa vedere (sempre con l'occhio dell'immaginazione) chi ci poteva essere fuori dalla finestra del piccolo Zivago.
Lo so, sembrano poco più che vaneggiamenti =) ma quando dico che questo libro fa galoppare la fantasia, non dico il falso ;-).
barbarabarbara wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)(*)