Fausto e Anna
by Carlo Cassola
(*)(*)(*)(*)( )(553)

Miyu's Review

MiyuMiyu wrote a review
01
(*)(*)(*)(*)( )
Questo è uno di quei libri che mi manda in crisi al momento di decidere che valutazione dare. E’ come se fosse diviso in due tronconi netti. Nella prima parte Cassola descrive magistralmente l’incontro di fausto ed Anna e lo sviluppo della loro storia. Nella seconda invece si dilunga nella descrizione della guerra partigiana e devo dire che l’ho trovata fredda e confusa. Insomma la seconda parte non mi è piaciuta. Ancora una volta Cassola crea in Anna una figura femminile di spicco che svetta sotto ogni punto di vista di fianco ad un irritante e supponente pseudo intellettuale quale è Fausto. Tanto lei è matura, decisa e forte per quanto giovane, tanto lui è pieno di sé, fragile e immensamente “piccolo” nel suo tentativo di essere “grande”. La forza di Anna è la grande forza di una donna che sa arrendersi all’amore senza mai per questo risultare debole e sottomessa. Anzi, sotto questo punto di vista è quasi “anacronistica” rispetto all’epoca in cui si svolge la storia. Lui invece è la figura classica di un piccolo uomo spaventato dai propri sentimenti e proprio per questo tanto tanto fragile. Ed è molto triste come Cassola descrive lo sbocciare di questo amore tra due anime che si cercano e si sfiorano senza mai riuscire veramente ad incontrarsi, quando invece basterebbe tanto poco…solo un piccolo gesto che nessuno riesce mai davvero a fare. Questa prima parte è davvero bellissima e coinvolgente. Altrettanto non si può dire della seconda parte dove troviamo un Fausto partigiano che non fa altro che perpetuare nell’esperienza della guerra tutti i meccanismi che aveva messo in atto nella storia con Anna. E’ un uomo che tenta inutilmente di ricondurre ogni situazione ad un livello “intellettuale” e per questo, come se non volesse riconoscere la propria “umanità”, appare tanto più “piccolo” di tutti gi altri uomini, anche i più semplici che gli ruotano accanto. Dai compagni partigiani fino al marito di Anna. E verso la fine, quando si intuisce che forse c’è una speranza per l’amore di Fausto ed Anna che non aveva trovato terreno adatto per crescere in gioventù, quando speri con tutte le tue forze che finalmente anche Fausto sia davvero “cresciuto” e si prenda con tutta la forza di un uomo innamorato la sua Anna ….ancora una volta questo piccolo uomo demorde e cade. Ancora una volta Anna svetta in tutta la sua superiorità e grandezza. Anche nella scena finale…nel suo voltarsi indietro…”e fuori non c’era nessuno”.
MiyuMiyu wrote a review
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Questo è uno di quei libri che mi manda in crisi al momento di decidere che valutazione dare. E’ come se fosse diviso in due tronconi netti. Nella prima parte Cassola descrive magistralmente l’incontro di fausto ed Anna e lo sviluppo della loro storia. Nella seconda invece si dilunga nella descrizione della guerra partigiana e devo dire che l’ho trovata fredda e confusa. Insomma la seconda parte non mi è piaciuta. Ancora una volta Cassola crea in Anna una figura femminile di spicco che svetta sotto ogni punto di vista di fianco ad un irritante e supponente pseudo intellettuale quale è Fausto. Tanto lei è matura, decisa e forte per quanto giovane, tanto lui è pieno di sé, fragile e immensamente “piccolo” nel suo tentativo di essere “grande”. La forza di Anna è la grande forza di una donna che sa arrendersi all’amore senza mai per questo risultare debole e sottomessa. Anzi, sotto questo punto di vista è quasi “anacronistica” rispetto all’epoca in cui si svolge la storia. Lui invece è la figura classica di un piccolo uomo spaventato dai propri sentimenti e proprio per questo tanto tanto fragile. Ed è molto triste come Cassola descrive lo sbocciare di questo amore tra due anime che si cercano e si sfiorano senza mai riuscire veramente ad incontrarsi, quando invece basterebbe tanto poco…solo un piccolo gesto che nessuno riesce mai davvero a fare. Questa prima parte è davvero bellissima e coinvolgente. Altrettanto non si può dire della seconda parte dove troviamo un Fausto partigiano che non fa altro che perpetuare nell’esperienza della guerra tutti i meccanismi che aveva messo in atto nella storia con Anna. E’ un uomo che tenta inutilmente di ricondurre ogni situazione ad un livello “intellettuale” e per questo, come se non volesse riconoscere la propria “umanità”, appare tanto più “piccolo” di tutti gi altri uomini, anche i più semplici che gli ruotano accanto. Dai compagni partigiani fino al marito di Anna. E verso la fine, quando si intuisce che forse c’è una speranza per l’amore di Fausto ed Anna che non aveva trovato terreno adatto per crescere in gioventù, quando speri con tutte le tue forze che finalmente anche Fausto sia davvero “cresciuto” e si prenda con tutta la forza di un uomo innamorato la sua Anna ….ancora una volta questo piccolo uomo demorde e cade. Ancora una volta Anna svetta in tutta la sua superiorità e grandezza. Anche nella scena finale…nel suo voltarsi indietro…”e fuori non c’era nessuno”.