Fausto e Anna
by Carlo Cassola
(*)(*)(*)(*)( )(553)

AK-47's Review

AK-47AK-47 wrote a review
08
(*)(*)(*)(*)( )
Esistenziale e resistenziale
Siamo all'inizio degli anni '30. Fausto, giovane intellettuale romano di estrazione piccolo borghese, durante una vacanza a Volterra conosce Anna, giovane e semplice ragazza proletaria, dalla cui freschezza e gioia di vivere è subito rapito e se ne innamora perdutamente, venendo da lei ricambiato. Anna vede è affascinata dalla retorica di Fausto, dalla sua cultura universitaria e dal fatto che viene dalla grande città, mentre lui è irresistibilmente attratto da quella che lui vede come la purezza della ragazza. Una volta che Fausto torna a Roma, però, la tensione e le incomprensioni, complice anche l'esagerata gelosia di Fausto, portano infine alla rottura tra i due,che si perderanno di vista per diversi anni. Anna sposerà Miro, un brav'uomo che l'ama sinceramente è per il quale lei prova affetto,anche se diverso dalla passione travolgente che sentiva per Fausto. Quest'ultimo a poco a poco si distacca dalle convinzioni fasciste dei genitori, e, arrivato l'armistizio dell'8 settembre, inizia a fare politica, arruolandosi dapprima con i partigiani comunisti, poi, inorridito da alcuni episodi di violenza gratuita sui prigionieri tedeschi e dai ragionamenti cinici dei capi, si accosta al socialismo democratico e libertario del Partito d'Azione. Poco prima della liberazione del grossetano, Fausto e il suo gruppo arrivano a San Ginesio, dove Anna si è rifugiata con il marito e la figlia. I due si ritrovano e la passione tra i due, mai veramente spenta del tutto, divampa nuovamente, ma, prima che succeda l'irreparabile, Anna sceglie di continuare a essere la serena e felice madre di famiglia che ormai è diventata e si allontana da Fausto. La prima parte, fino alla prima rottura tra i due innamorati merita cinque stelle piene: Cassola, con la sua prosa piana, pacata, semplice al limite dello scarni è riuscito a restituire, come nessun altro prima di lui, tutta la poesia, il candore, l'entusiasmo, l'ingenuità e le goffaggini dell'amore vissuto a vent'anni. Nella seconda parte tenta di fondere il tema esistenziale con quello resistenziale e tutto diventa meno magico, più ordinario è simile a tanta letteratura di quel periodo, pur con alcune pagine molto belle e un atteggiamento antiretorico che fanno onore a Cassola (non era facile dire certe cose nel pieno dell'esaltazione e della retorica partigiana) e che però, tutto sommato tolgono qualcosa al romanzo. Bellissime descrizioni della campagna maremmana, evocata con pochi tratti. Cassola mi piace sempre di più.
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08
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Esistenziale e resistenziale
Siamo all'inizio degli anni '30. Fausto, giovane intellettuale romano di estrazione piccolo borghese, durante una vacanza a Volterra conosce Anna, giovane e semplice ragazza proletaria, dalla cui freschezza e gioia di vivere è subito rapito e se ne innamora perdutamente, venendo da lei ricambiato. Anna vede è affascinata dalla retorica di Fausto, dalla sua cultura universitaria e dal fatto che viene dalla grande città, mentre lui è irresistibilmente attratto da quella che lui vede come la purezza della ragazza. Una volta che Fausto torna a Roma, però, la tensione e le incomprensioni, complice anche l'esagerata gelosia di Fausto, portano infine alla rottura tra i due,che si perderanno di vista per diversi anni. Anna sposerà Miro, un brav'uomo che l'ama sinceramente è per il quale lei prova affetto,anche se diverso dalla passione travolgente che sentiva per Fausto. Quest'ultimo a poco a poco si distacca dalle convinzioni fasciste dei genitori, e, arrivato l'armistizio dell'8 settembre, inizia a fare politica, arruolandosi dapprima con i partigiani comunisti, poi, inorridito da alcuni episodi di violenza gratuita sui prigionieri tedeschi e dai ragionamenti cinici dei capi, si accosta al socialismo democratico e libertario del Partito d'Azione. Poco prima della liberazione del grossetano, Fausto e il suo gruppo arrivano a San Ginesio, dove Anna si è rifugiata con il marito e la figlia. I due si ritrovano e la passione tra i due, mai veramente spenta del tutto, divampa nuovamente, ma, prima che succeda l'irreparabile, Anna sceglie di continuare a essere la serena e felice madre di famiglia che ormai è diventata e si allontana da Fausto. La prima parte, fino alla prima rottura tra i due innamorati merita cinque stelle piene: Cassola, con la sua prosa piana, pacata, semplice al limite dello scarni è riuscito a restituire, come nessun altro prima di lui, tutta la poesia, il candore, l'entusiasmo, l'ingenuità e le goffaggini dell'amore vissuto a vent'anni. Nella seconda parte tenta di fondere il tema esistenziale con quello resistenziale e tutto diventa meno magico, più ordinario è simile a tanta letteratura di quel periodo, pur con alcune pagine molto belle e un atteggiamento antiretorico che fanno onore a Cassola (non era facile dire certe cose nel pieno dell'esaltazione e della retorica partigiana) e che però, tutto sommato tolgono qualcosa al romanzo. Bellissime descrizioni della campagna maremmana, evocata con pochi tratti. Cassola mi piace sempre di più.