Fausto e Anna
by Carlo Cassola
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"...erano dieci anni che, prima di leggere questo romanzo, non avevamoricevuto più un'emozione altrettanto genuina e certa."Dall'introduzione di Mario Luzi.

valeria's Review

valeriavaleria wrote a review
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Pubblicato nel 1952, è stata la prima volta che in narrativa si raccontava cosa fosse stata la resistenza, spazzando via il velo ideologico e la retorica con cui fino ad allora si era auto-rappresentata. Ed infatti il romanzo suscitò ampie polemiche soprattutto all'interno della sinistra che accusava l'autore di diffamazione. Lo scopo di Cassola non era, credo, questo, ma è indiscutibile che dalle sue pagine emerge una pesante condanna alla violenza fine a se stessa. Soltanto più tardi, con “La ragazza di Bube” (1960), Cassola medierà il proprio giudizio, tentando di trovare spiegazione a quella violenza.
Giuseppe De Robertis, sulla quarta di copertina della mia edizione, afferma che la scrittura di Cassola, mancando di implicazioni psicologiche o espressionistiche, è unidimensionale e che il suo sistema linguistico, scevro da contaminazioni dialettali e esterofile, si configura come un esempio di monolinguismo. Come contraddire il Professore?! Eppure 'unidimensionale' e 'monolinguismo' non mi suonano come termini del tutto positivi...