Fedeltà
by Marco Missiroli
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«Il malinteso», così Carlo e Margherita chiamano il dubbio che ha incrinato la superficie del loro matrimonio. Carlo è stato visto nel bagno dell'università insieme a una studentessa: «si è sentita male, l'ho soccorsa», racconta al rettore, ai colleghi, alla moglie, e Sofia conferma la sua versione. Margherita e Carlo non sono una coppia in crisi, la loro intesa è tenace, la confidenza il gioco pericoloso tra le lenzuola. Le parole fra loro ardono ancora, così come i gesti. Si definirebbero felici. Ma quel presunto tradimento per lui si trasforma in un'ossessione, e diventa un alibi potente per le fantasie di sua moglie. La verità è che Sofia ha la giovinezza, la libertà, e forse anche il talento che Carlo insegue per sé. Lui vorrebbe scrivere, non ci è mai riuscito, e il posto da professore l'ha ottenuto grazie all'influenza del padre. La porta dell'ambizione, invece, Margherita l'ha chiusa scambiando la carriera di architetto con la stabilità di un'agenzia immobiliare. Per lei tutto si complica una mattina qualunque, durante una seduta di fisioterapia. Andrea è la leggerezza che la distoglie dai suoi progetti familiari e che innesca l'interrogativo di questa storia: se siamo fedeli a noi stessi quanto siamo infedeli agli altri? La risposta si insinua nella forza quieta dei legami, tenuti insieme in queste pagine da Anna, la madre di Margherita, il faro illuminante del romanzo, uno di quei personaggi capaci di trasmettere il senso dell'esistenza. In una Milano vivissima, tra le vecchie vie raccontate da Buzzati e i nuovi grattacieli che tagliano l'orizzonte, e una Rimini in cui sopravvive il sentimento poetico dei nostri tempi, il racconto si fa talmente intimo da non lasciare scampo.

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Gauss74Gauss74 wrote a review
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Forse sono stato troppo severo, il libro davvero non è così orribile come la votazione farebbe sembrare, è che davvero ne ho abbastanza e da oggi in poi divento cattivo. Davvero la letteratura italiana con un anno e mezzo di pandemia alle spalle, con le catastrofi climatiche e quant'altro tutto quello che ha da offrire sono queste ormai squallidamente trite e ritrite saghe familiari? Non se ne può veramente più.

Come ho già avuto modo di dire per esempio su "Borgo sud" di Donatella di Pietrantonio, "Fedeltà" non ha niente, ma proprio niente di nuovo da dire. Con l'aggravante che l'ambientazione milanese trasuda insipido squallore (riuscirò mai a leggere a parte i Promessi Sposi un romanzo ambientato in Lombardia dove l'ambientazione sappia di qualcosa?) La storia di Carlo, eterno aspirante universitario semidisoccupato e raccomandato di buona famiglia, e Margherita, agente immobiliare semifallita, ma soprattutto dei loro tradimenti. Che ci si voglia voler bene è un aspetto che nel mondo di Missiroli sembra non sia previsto: un elenco di solipsismo, volontà di potenza e autosbrodolamenti alternati a scene da fight club all'italiana che col tema del libro non hanno proprio niente a che vedere. Del rapporto di un uomo ed una donna con i loro rispettivi tradimenti semplicemente non ho capito niente. Peraltro, se parliamo di persone che dialogano solo con se stesse e con i loro viaggi, Philip Roth ha scritto di più e meglio una quarantina di anni fa.

Le scene abbastanza violente a tinte forti di lotta tra cani o di combattimenti clandestini sono vissute da un personaggio secondario e non hanno niente a che vedere con il tema della fedeltà, ma quello che mi ha fatto venire veramente voglia di abbandonarlo è stata l'omosessualità buttata lì, così a casaccio, probabilmente perchè va di moda. Ancora. Ancora una dannata volta. Un tema tanto invasivo e tanto importante merita un'opera dedicata, meno che mai che lo si liquidi in poche pagine magari per allungare il brodo. O si scrive "Gli occhiali d'oro" di Bassani o si lascia perdere. Tutte tematiche forti e per certi versi facili, che sembra siano state buttate lì per allungare il brodo, appunto. Fa eccezione il personaggio della giovane studentessa circuita dal protagonista maschile, che qualche lampo di sorpresa o di originalità ogni tanto lo ha restituito.

Marco Missiroli mi ha dato l'impressione di partire con una idea magari buona e di essersi trovato all'improvviso senza sapere cosa dire, col blocco della pagina bianca. Un po' come se si deve allestire un negozio di vestiti nuovo e non arriva niente, e tu allarghi allarghi per dare l'idea che il negozio sia fornito. Sono arrivato all'ultima pagina (o per meglio dire all'ultimo minuto di audiolettura) perchè lo faccio sempre, e col gusto di sedermi pochi minuti a scrivere questa pagina spiegando per quel che posso perchè da ora per un po' tempo, se prendo un scrittore italiano e mi accorgo che sta scrivendo una saga familiare, cestino direttamente e senza passare dal via. Secondo me abitare a Vicolo corto del gioco del Monopoli drebbe più soddisfazione che vivere nella Milano degli scrittori del secolo ventuno, sia detto per inciso.
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Infedeli per tutta la vita
Marco Missiroli giunge alla sua sesta prova letteraria con “Fedeltà”, scritto in quattro anni di tempo e pubblicato da Supercoralli Einaudi, con il quale ha vinto il Premio Strega Giovani 2019 ed è arrivato finalista al Premio Strega 2019.
Nel mezzo dell’intreccio abbiamo anzitutto Carlo Pentecoste, professore part-time con aspirazioni da romanziere che ha un cedimento amoroso con un’alunna molto più giovane di lui. Sofia, riminese come Missiroli.
L’altro protagonista è Margherita, agente immobiliare e moglie di Carlo: venuta a sapere della probabile tresca di Carlo, sfrutta un’infiammazione al tendine per mettere alla prova la propria appetibilità matura e accende l’attrazione verso il suo fisioterapista, Andrea. Lui ha il background più interessante ed è portatore di una sessualità incerta.
Missiroli si affida a un unico flusso policentrico affinché i personaggi della storia, incrociandosi attraverso le vie multietniche e perfettamente centrate (fin troppo) di Milano, si passino l’un l’altro la palla del “punto di vista”. Una “migrazione di anime” che riflette la tesi di fondo: ogni anima è più fedele di ogni altra cosa al concetto stesso di “infedeltà”.
Il microcosmo è torbido e pruriginoso nella prima parte, più sentimentale ed esistenziale nella seconda, comunque sempre costellato di piccole bugie e grandi terremoti. Fra questi personaggi si interseca una rete sentimentale fatta di gelosie, fantasie e ossessioni, e che trova nell’infedele Milano la propria città d’elezione. Eppure queste affettività e spregiudicatezze vogliono superare i confini meneghini, dal momento che il tradimento, più che la fedeltà, viene esplorato in ogni suo aspetto universale, che sia esso reale o immaginario, sfiorato oppure evitato...
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carnaccarnac wrote a review
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ElisaElisa wrote a review
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