Flatlandia
by Edwin A. Abbott
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Il potenziale romanzesco della geometria come di ogni altra disciplina rigorosa, è enorme. Il reverendo e pedagogo Edwin Abbott Abbott (1838-1926), che per molti tratti è avvicinabile al suo contemporaneo Lewis Carroll, ne ha dato una dimostrazione memorabile in questo racconto. Mondo bidimensionale abitato da segmenti, triangoli, quadrati, poligoni vari e sublimi circoli, la Flatlandia (o Paese del Piano) ci viene descritta con perizia etnologica e candido humour da un suo abitante, un eccellente Quadrato.

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A Romance of Many Dimensions
Opera fondamentale per quanto poco conosciuta dal grande pubblico, "Flatlandia" è un romanzo fantastico-fantascientifico e una rappresentazione allegorica letteraria, oggetto di culto nel corso degli anni e pubblicato addirittura nel lontanissimo 1884. L'autore è Adwin Abbott Abbott, appunto "Abbott al quadrato" (A. Square, il padre e la madre erano cugini primi), autore di opere teologiche, saggi letterari, manuali scolastici e di questo incredibile romanzo, ma sarebbe riduttivo definire forse in questa maniera un'opera come "A Romance of Many Dimensions" che si muove in effettivamente in un campo molto ampio e che raccoglie temi intanto fantascientifici e scientifici, specialmente di natura matematica e geometrica, ma si spinge oltre e anticipa temi nel campo dello studio delle dimensioni che saranno sviluppati negli anni; secondariamente è un'opera che ha contenuti di tipo speculativo e anche teologico, ma pure di tipo sociale, si riscontra una evidente critica dissacratoria nei confronti della società vittoriana e sotto molti aspetti le vicende fanno pensare a quelle che possono essere state le vicende ad esempio di Galileo Galilei. Flatlandia è un mondo a due dimensioni, la prima parte del romanzo ce lo descrive per mezzo di una voce narrante, uno dei suoi abitanti, un quadrato. Gli abitanti del mondo si muovono su un piano, sono delle figure geometriche e per farla breve, lascio poi la descrizione delle varie "figure" alla lettura del testo, sottolineerei principalmente questi tre aspetti: gli uomini sono sostanzialmente dei poligoni, dei poligoni regolari (ci sono anche poligoni irregolari, ma questa è un'altra storia e riguarda sempre aspetti di critica e riflessione di carattere sociale), più sono i lati, maggiore è il rango del poligono, fino alla figura perfetta, che poi sarebbe il cerchio, che occupa le posizioni principali in seno alla società e svolge un ruolo che è allo stesso tempo simile a quello di un monarca che di un capo religioso. Le donne sono invece semplicemente delle linee rette, hanno solo due lati, un angolo pari a zero, gli si riconosce la sola emotività e il loro ruolo all'interno della società è marginale. Le riflessioni su quello che riguarda l'accoppiamento sono molto semplici, in effetti le figure sono destinate a salire di rango generazione dopo generazione grazie all'aggiunta di un "lato". Ma gli aspetti su cui riflettere anche sul piano matematico e geometrico sono veramente tanti. Fatto sta che dopo avere avuto la visione di un mondo a una dimensione durante un sogno, il quadrato riceve la visita di una "sfera" proveniente da Spacelandia, il mondo a tre dimensioni, che prima gli dimostra e poi gli mostra la realtà del suo mondo e l'esistenza quindi di una terza dimensioni, dopodiché gli affida quello che si potrebbe definire come un compito evangelico, cioè di diffondere la verità della terza dimensione nel suo mondo. Ovviamente il quadrato fallirà nel suo intento scontrandosi con la ottusità di un mondo a due dimensioni che non è peraltro lontana da quella di Spacelandia: durante uno dei dialoghi con la "sfera" (interessanti le riflessioni sulla interazione tra la sfera e il piano a due dimensioni, si parla di galleggiamento, mi ripeto, i temi sono veramente tanti che elencarli in poche righe è del tutto impossibile) è proprio il quadrato a parlare di quarta, quinta, sesta dimensione, porta a suo sostegno il metodo delle analogie e si produce in congetture con dimostrazioni di carattere matematico e geometrico, ma ogni suo tentativo in questo senso viene assolutamente rifiutato dalla sfera. Forse è questo il passaggio più interessante e il vero testamento anche spirituale dell'opera, tanto sul piano scientifico quanto su quello che riguarda l'individuo e il suo processo di consapevolezza. L'invito a spingersi oltre, persino a osare nella speculazione e lo studio, fino a letteralmente "elevarsi", il riferimento alla terza dimensione e a pensare a quello che viene giustamente definito come "alto" invece che nord in contrapposizione al sud è oltre che giustificato matematicamente e geometricamente, proprio fisicamente e sul piano dimensionale, anche considerato in un senso proprio spirituale e simbolico. Il libro, come dicevamo, è stato variamente ripreso negli anni tanto in campo scientifico quanto da parte di altri autori nel genere fantascientifico che vi hanno voluto ambientare altre e nuove storie. È quello che definirei un vero e proprio classico per il campo fantascientifico e un testo che suggerirei come vero e proprio sussidiario nelle scuole superiori e come materiale "basico" nel campo tanto matematico e geometrico quanto filosofico. Il grande rimpianto è proprio quello di averlo scoperto così tardi e non poterne fare regolare uso di studio e speculazione. Cioè, questo non è affatto escluso, ma uno studio metodico ritengo sarebbe qualche cosa di sano nella formazione di ognuno in età scolastica.