Frankenstein
by Mary Shelley
(*)(*)(*)(*)(*)(9,500)
L'angosciante storia di uno studente che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. L'opera più celebre della Shelley (1797-1851).


All Reviews

219 + 575 in other languages
RaflesiaRaflesia wrote a review
14
(*)(*)(*)(*)(*)
"Ma io sono un albero incenerito, il fulmine mi è entrato nell'anima."
Dopo "la ragazza invisibile" ho riletto il suo massimo capolavoro, uno dei miei romanzi preferiti, colui che ha fatto nascere in me il mio grande amore per i romanzi gotici.
Victor Frankestien ha dato la vita a una creatura, come qualsiasi altro essere umano, ma purtroppo non l'ha rivestita di grazia, condannandola così a una vita di emarginazione e solitudine.
Perché ha fatto tutto ciò? Una creatura chiede di essere messa al mondo? Con quale diritto un essere umano, con tutti i suoi difetti e le sue debolezze può innalzarsi al ruolo di Dio?
Sono alcuni dei tanti interrogativi che mi sono posta dopo la sua lettura.
Non sono mai riuscita a dare una risposta a queste mie domande, né sono mai riuscita a dare una vera interpretazione a questo romanzo.
Un libro dalle mille sfaccettature, dai mille significati, che ognuno può cogliere e interpretare secondo la sua personalità, il suo modo di vivere e di pensare, una parabola dell’uomo che vuole innalzarsi a creatore, che vuole sostituire un’entità divina e che viene punito nel modo peggiore con la rivolta del suo essere imperfetto, che da lui chiedeva soltanto amore e affetto come qualsiasi figlio al proprio padre.
Quella creatura, quell’essere così orribile, ripugnante, non è diversa da noi che ci reputiamo esseri “normali”, come noi cerca comprensione, cerca accettazione in un mondo che non lo vuole, che lo rifiuta senza una ragione valida, solo perché ha un aspetto diverso dal nostro, cerca qualcosa che lui non potrà mai suscitare negli altri, l’affetto, l’amore, l’amicizia.
E’ il destino di chiunque si senta non all’altezza degli altri, di chiunque soffra di una profonda mancanza di autostima che lo porta, a volte, anche a farsi del male.
È quell'essere orribile il mostro o colui che l’ha creato senza assumersi le responsabilità del suo gesto?
È legittimo per un uomo dare la vita a un altro essere, pentirsene e scappare?
I temi che questo romanzo porta avanti sono molteplici e l'autrice non ci da una risposta, lascia a noi lo spazio per riflettere, per domandarci perché ancora oggi certi aspetti come la diversità ci terrorizzino a morte.
E non sanno quanto male fa il sentirsi rifiutati.

"Perché ogni uomo, gridò, ha una moglie da amare, e ogni animale una compagna, e io devo restare solo? Io ho nutrito sentimenti d'affetto, che mi sono stati ripagati con odio e disprezzo. Uomo! Tu puoi odiare, ma attento! Le tue ore si consumeranno nel terrore e nella disperazione, e presto cadrà il fulmine che ridurrà in cenere la tua felicità. Perché tu dovresti essere felice mentre io giaccio bocconi nel pozzo della sventura? Puoi annientare ogni mia passione, ma la sete di vendetta, quella resisterà! Vendetta, d'ora innanzi più cara della luce o del cibo! Posso morire, ma prima, tu, mio tiranno e mio aguzzino, maledirai il sole che illumina la tua infelicità. Attento, perché io non ho paura di niente e perciò sono molto potente. Spiero' le tue mosse con l'astuzia di un serpente per colpirli al momento opportuno col mio veleno. Uomo, ti pentirai delle ferite che infligge."
francisfrancis wrote a review
01
(*)(*)(*)( )( )
RossellarossiRossellarossi wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)(*)
carlo albertocarlo alberto wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Dex, Books & Rock'n'RollDex, Books & Rock'n'Roll wrote a review
12
(*)(*)(*)(*)( )
Ok, i classici Horror mi confondono. Cosa vi viene in mente subito se vi chiedono di nominare due personaggi dell'orrore? Io sparerei subito Dracula e Frankenstein. Ora, dal primo è uscito un bellissimo film d'Amore con la A maiuscola... ma ok è una trasposizione, nel libro di Bram Stoker non era esattamente così. Ma Frankenstein, di Mary Shelley, è uno dei libri più tristi che abbia mai letto.

Erroneamente ci riferiamo alla creatura col nome Frankenstein, ma Frankenstein è in realtà solo il suo creatore. Il "Mostro", è una creatura così sfigata che non ha neanche un nome.

Victor Frankenstein, anche se, giudicando dallo svolgersi della sua storia, non brilla particolarmente per intelletto o intuito, è ossessionato dal sapere e vuole andare oltre i confini della scienza e della natura, e dopo notti passate a riesumare cadaveri, riesce nel suo intento di ricreare la vita dalla morte.
Solo che a opera ultimata si accorge che è gigante e orribile a vedersi e quindi... lo rinnega e lo abbandona a se stesso e quasi quasi se ne dimentica. Ma Victor, non è che un gigante alto due metri e con la forza di 100 uomini, forse è meglio tenerlo un po' d'occhio invece di farlo incazzare? No, no lo scienziatino non è sveglissimo.

Insomma se non si è capito, io sto dalla parte della creatura.
E la parte in cui la creatura prende parola e ci racconta la sua storia è quella che ho preferito.
La creatura nonostante il suo aspetto è molto umana, ha un grande cuore e non cerca altro che un po' di amore. Si scontra però con un mondo insensibile e che non sa rapportarsi col "diverso", un mondo crudele che finirà per farlo diventare, suo malgrado, un mostro.

Non sono stata granchè seria in questa "recensione", e non vi ho raccontato molto del libro, ma che posso dire di un super classico del genere?

A me, con qualche riserva (davvero. le azioni di Victor hanno dell'assurdo) è piaciuto e mi ha commosso.

Che poi non l'ho letto, ma l'ho ascoltato nella versione di Massimo Popolizio che, come sempre, ha saputo dare un tocco in più con un'ottima interpretazione.