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GiofGiof wrote a review
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Autoreferenzialità di una destinazione geografica
Cosa voglio intendere con questo titolo è presto detto. Ogni luogo, e ogni città in particolare, porta con sé un determinato immaginario. Per gli estranei, tale immaginario può essere piacevole o meno, ma per quelli che sono cresciuti nel luogo in questione, il tutto si riduce a istantanee di cruda realtà – e per cruda non intendo (necessariamente) dura, ma sicuramente spoetizzata. La città, ogni città, assume un valore intimo non tanto quando la si conosce come le proprie tasche, ma nel momento in cui, guardando in un posto qualunque, si possono rievocare ricordi che valga la pena conservare.
A Bari, la città in cui è ambientato il racconto, la città in cui io stesso vivo, ci sono dei luoghi che appartengono alla memoria collettiva di una generazione allargata, che sopravvive ancora oggi. Una generazione disillusa, disincantata, priva di motivazioni, il cui unico scopo era (ed in parte è ancora oggi) quello di fare l'accocchio, e fumarselo (se si vuole andare sul leggero) insieme.

L'autorefernzialità è quella di una generazione intrinsecamente legata ai propri pochi luoghi di ritrovo, che si ricicla in sé stessa e fa appoggio solo su sé stessa, la destinazione geografica è una città che da offrire ha ben poco.

La storia è uno spaccato di vita senza fronzoli. I quattro protagonisti incarnano lo spirito intero di tutti coloro i quali hanno vissuto la città in un certo modo, che è lo stesso per tutti, e in cui tutti si possono dunque ritrovare. I luoghi e le situazioni, ancor più che i personaggi, parlano la lingua tipica di Bari, che solo chi è del posto potrà cogliere in tutta la sua forza a tratti nostalgica.
Non è una vicenda triste. Non è una vicenda allegra. E' soltanto una vicenda. Per chi è stato (e lo è ancora) ragazzo a Bari, solo un giorno qualunque.
WickWick wrote a review
30
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mika the healermika the healer wrote a review
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comunque Yeti era più bello.
Federico DamonteFederico Damonte wrote a review
23
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Una storia brutta, ma molto bella
Un gran bel libro.

No, i personaggi non sono molto simpatici o interessanti, ma le loro storie sono storie reali, lo capisce subito anche chi queste persone le incrocia solo entrando e uscendo dalle stazioni, Capisco che queste storie possano non interessare e non piacere - io stesso ero deluso quando ho visto che il libro non dice molto di Bari, una città che vorrei molto conoscere meglio.

Ma finito il libro, capisco che mi sbagliavo io, la storia parla di Bari eccome, e la città è il personaggio principale, con le sue piazze alberate, il lungomare pieno di gente la sera, i gradini dei palazzi riarsi dal sole. Se non si presta attenzione a come la città viene mostrata in questo libro, non si capiscono queste storie. Una delle sequenze più belle del libro è quando il protagonista, incazzato perché ha perso la sua erba, lascia la folla al mare e torna a casa tra le strade buie e deserte, per poi restare solo con la sua canna nella sua camera, al buio.

Le storie non sono poi solo storie di droga - questi personaggi si fanno di tutto, ma la lora storia non è quella di un drogato, ma quella di chi non ha nulla da fare, di chi può solo aspettare seduto sulle panchine che qualcosa succeda - e poi, in qualche modo succede.

E' molto efficace il modo in cui Tota riesce a rendere i toni, i dialoghi di questa gente che letteralmente passa la vita seduta ad aspettare - se ci riescono sniffano un paio di piste di coca, ma solo per rivedere a casa, da soli, "i guerrieri della notte".

Molto più importanti della droga sono tondelli, sanguineti, i libri, le uniche vere vie di fuga, e il legame del protagonista con il personaggio più interessante del libro, l'altro Claudio, che legge libri e lascia fogli con aforismi in giro ma che ha fama di farsi le pere. La storia tra i due claudio non viene chiarita, e questa reticenza è parte del silenzio che avvolge tutti questi personaggi. Ho trovato molto efficace come Totta, in dversi punti, mostra che i personaggi parlano, ma non ti mostra cosa si dicono - tanto non è importante, e si capisce lo stesso di cosa stanno parlando.

Questo libro ti fa capire questi personaggi, anche a uno come me per cui questo stile di vita è lontanissimo - ed è questa la forza del libro. Capisco che questi personaggi non piacciano, non sono certo la compagnia che mi sceglierei io. Ma ho incontrato un po' per caso le loro storie, e sono contento di averle ascoltate - ho conosciuto un mondo vero, non sottovalutatelo o lasciatelo da parte: non ero affatto sopreso, alla fine, che il libro fosse dedicato a un francesco gattuso, il nome di uno dei personaggi, e che accanto al nome ci fossero le date 1981 - 2001.