Gang bang
by Chuck Palahniuk
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Cassie Wright, leggendaria sacerdotessa del porno, decide di chiudere "in bellezza" la sua carriera battendo il record mondiale di fornicazione di massa con una mastodontica gang bang (quella particolare performance porno nella quale una gentile signora fa sesso con un numero spropositato di gentili signori) e di farne l'oggetto di un film. Il suo obiettivo è quanto mai ambizioso: 600 uomini. Questo pirotecnico romanzo si basa su quanto dicono, pensano e fanno Mr 72, Mr 137 e Mr 600, che attendono il loro turno in una stanza assai affollata e rumorosa.
Ma Palahniuk è Palahniuk e quindi non vanno dimenticati alcuni elementi che rendono la storia ancora più forte. Tanto per cominciare, Cassie ha in mente di morire durante le riprese del suo tentativo di record mondiale. Inoltre intende devolvere i proventi del film al figlio concepito sul set del suo primo film porno e poi abbandonato. E in effetti uno dei tre protagonisti dice di essere il figlio di Cassie. Ma sarà vero?

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Francesco PlatiniFrancesco Platini wrote a review
01
Il succo di tutta questa giornata è: libero arbitrio.
Bisogna o no permettere agli individui adulti di compiere le loro scelte legali?
Il succo di tutta questa giornata è: libero scambio.
È legittimo circoscrivere il diritto di un individuo di procurarsi un reddito ed esercitare il suo potere personale?
Il succo di tutta questa giornata è: crescita personale.
Bisogna o no rispettare l’altrui diritto di mettere alla prova e scoprire il proprio vero potenziale?

***

…il pubblico vuole sincerità solo fino a un certo punto.

Odori, sporcizia, punti neri, epilazioni, fondotinta, cibo spazzatura, pasticche. La sala d’attesa di un set porno non ha nulla di eccitante.
Palahniuk irrompe tra le maglie di una delle industrie più redditizie del nostro tempo e, senza perdere il suo sguardo cinico, compila, suo malgrado, una denuncia. Il risultato finale, i video a disposizione di milioni di utenti, che Sheila definisce in qualche decina di modi creativi a ritrarre la propensione all’autoerotismo, sono la parte visibile di un generale e puzzolente squallore.
Il record di gang bang che la dea Cassie Wright vuole stabilire è prima di tutto seicento uomini in deshabillé ammassati in una sclerotica sala d’attesa con un’unica latrina ormai traboccante di piscio calpestato dai piedi nudi.

È sempre alla non meno cinica dell’autore Sheila che si deve la riflessione sui fruitori della pornografia come Early Adopters, motori del progresso tecnologico degli ultimi quarant’anni, con la grande accelerazione dovuta, ovviamente, a internet e all’esplosione del porno per tutti, vera democrazia della rete.

Sono loro che hanno ucciso il Betamax Sony. Che hanno sancito il trionfo del VHS sulla tecnologia Beta. Che si sono portati a casa la prima, costosa generazione di Internet. Che hanno reso possibile l’idea stessa del web. Sono i loro soldi malinconici ad aver pagato i server. Sono stati i loro acquisti di pornografia online a far nascere le tecnologia di compravendita, tutti i firewall e i sistemi di sicurezza che permettono a eBay e Amazon di esistere.

Oltre la porta: lei, dea, vestale, sacerdotessa, oggetto di sogni e oggetto e basta. Il rimpianto per un figlio dato in adozione alla nascita, la vita solitaria in un modesto appartamento, l’orgoglio di sentirsi attrice e poter idealmente dialogare con i mostri sacri del cinema americano.
In attesa: attori professionisti e fan affezionati, di tutte le età e classi sociali e fedine penali. Pronti a qualche minuto di congresso carnale a condizione di non sperare di essere dimenticati: se si aspira alla Corte Suprema è bene non passare da un set porno.
Ma resistere è difficile, dimenticare Cassie Wright fresca di epilazione, il biondo platinato dei capelli a celare il grigio della ricrescita, officiante del rito di una religione di portata mondiale.

Ognuno dei presenti può anche odiare tutti gli altri, fuori da qui potremmo volerci uccidere l’uno con l’altro, eppure lei la amiamo tutti.

Ma non è solo puzza e pane all’aglio con salsa.
Lo squallore della sala d’attesa va oltre, e inonda l’apparentemente luminoso set dove tutto appare asettico e quasi innocente, a meno di quanto viene consumato.
Se il porno è l’aberrazione dell’amore, dell’amore mantiene il legame con la morte: seicento rapporti sessuali possono uccidere; il confine tra un apparentemente innocuo porno e un raccapricciante snuff movie può essere più labile di quanto appaia.
E la dea… La dea ama il suo mestiere, ma come ha cominciato? Volente o nolente lo ama come la maggior parte di noi ama il suo lavoro: quello è.
Ma il peccato originale, dell’origine, del primo filmato, un inganno, una violenza, nel dizionario abbiamo la parola: stupro, il peccato originale resta. E inficia tutto, rendendo labile il confine tra pornografia e morte.

Palahniuk riesce a parlare di pornografia evitando il moralismo (ma offrendo sufficiente materiale al lettore per fare le sue proprie valutazioni), costruendo un romanzo prima squallido, poi drammatico, poi macabro, poi comico, che mette in scena e, perché no? alla berlina uno dei grandi feticci del nostro tempo.

Se vi viene voglia di vedere una persona che muore, che muore per davvero, guardate come raggiungono l’orgasmo alla fine dei film porno.
***

Il succo di tutta questa giornata è anche: realtà.
Cosa fai quando l’intera tua identità viene distrutta in un istante? Come ti comporti quanto tutta la tua vita si rivela sbagliata?