Gli addii
by Juan Carlos Onetti
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Protagonista del romanzo è un uomo di mezz'età, un tempo grande stella del basket, che si trasferisce in un paesino di montagna per sottoporsi alle cure per la tubercolosi nell'ospedale locale. La voce narrante è affidata al droghiere del posto, il cui negozio è crocevia delle vite e dei segreti del paese. L'arrivo dell'uomo, il suo esilio volontario e misterioso in una villa lussuosa, l'avvicendarsi di due donne, stravolgono la cittadina e la sua calma polverosa. L'edizione è arricchita da un corposo saggio inedito di Mario Benedetti sulla narrativa di Onetti.

ilsegretodelbosco's Review

ilsegretodelboscoilsegretodelbosco wrote a review
332
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Protagonista di questo romanzo breve di Onetti è un ex campione di basket ormai malato di tubercolosi che si trasferisce in un paesino di montagna. Si avvicendano al suo fianco due donne che rappresentano due diversi tipi di femminilità: la donna matura e quella giovanissima, appena uscita dalla pubertà. Ma qui tempo ed esperienza non rappresentano la maturità, bensì la decadenza, perché per l’autore uruguaiano non si può vivere un’esistenza confidando nel proprio corpo. Ogni corpo decade, tradisce…

Da giovani si confida nell’eternità della propria condizione e si pensa che solo gli altri invecchino. Lo scorrere dei giorni ci insegna che nulla dura né si ripete. Conduciamo il più delle volte esistenze che somigliano a binari destinati a incrociarsi solo in rare occasioni di scambio…

Dimmi, hai notato anche tu il modo in cui le donne conservano negli occhi le tracce dei loro viaggi in treno? Deve essere per via di quel desiderio che le accompagna, fatto di tutti i baci e gli abbracci che stanno raggiungendo.

In queste pagine si avverte forte il senso di fallimento di ogni legame e l’incapacità di comunicare dei protagonisti: chi cerca di non lasciarsi soffocare come individuo non riesce a mischiarsi con questa vita.

L’autore fa muovere il suo protagonista in un panorama fatto di pochissimi dettagli appena accennati. E’ questa la caratteristica di chi è un bravo scrittore di racconti. Il giocatore di basket, al pari degli altri protagonisti dei suoi romanzi, sembra trascinare la propria esistenza e il lettore comprende fin dall’inizio che in qualche modo è già condannato. C’è in questa, ma anche in tutte le altre opere di Onetti, la consapevolezza di una sorta di autodistruzione dell’uomo. Lo si intuisce dal modo in cui il racconto viene costruito, rendendo più interessante comprendere il passato dei protagonisti perché l’inevitabile epilogo è già lì, sotto i nostri occhi.

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Protagonista di questo romanzo breve di Onetti è un ex campione di basket ormai malato di tubercolosi che si trasferisce in un paesino di montagna. Si avvicendano al suo fianco due donne che rappresentano due diversi tipi di femminilità: la donna matura e quella giovanissima, appena uscita dalla pubertà. Ma qui tempo ed esperienza non rappresentano la maturità, bensì la decadenza, perché per l’autore uruguaiano non si può vivere un’esistenza confidando nel proprio corpo. Ogni corpo decade, tradisce…

Da giovani si confida nell’eternità della propria condizione e si pensa che solo gli altri invecchino. Lo scorrere dei giorni ci insegna che nulla dura né si ripete. Conduciamo il più delle volte esistenze che somigliano a binari destinati a incrociarsi solo in rare occasioni di scambio…

Dimmi, hai notato anche tu il modo in cui le donne conservano negli occhi le tracce dei loro viaggi in treno? Deve essere per via di quel desiderio che le accompagna, fatto di tutti i baci e gli abbracci che stanno raggiungendo.

In queste pagine si avverte forte il senso di fallimento di ogni legame e l’incapacità di comunicare dei protagonisti: chi cerca di non lasciarsi soffocare come individuo non riesce a mischiarsi con questa vita.

L’autore fa muovere il suo protagonista in un panorama fatto di pochissimi dettagli appena accennati. E’ questa la caratteristica di chi è un bravo scrittore di racconti. Il giocatore di basket, al pari degli altri protagonisti dei suoi romanzi, sembra trascinare la propria esistenza e il lettore comprende fin dall’inizio che in qualche modo è già condannato. C’è in questa, ma anche in tutte le altre opere di Onetti, la consapevolezza di una sorta di autodistruzione dell’uomo. Lo si intuisce dal modo in cui il racconto viene costruito, rendendo più interessante comprendere il passato dei protagonisti perché l’inevitabile epilogo è già lì, sotto i nostri occhi.

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Onetti è un autore bello tosto, forse troppo.

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Onetti è un autore bello tosto, forse troppo.

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Nei racconti pochi dettagli appena accennati: ottimo consiglio.
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Nei racconti pochi dettagli appena accennati: ottimo consiglio.
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Maestro di racconti e non solo, Onetti arricchisce di eros e persone disincantate...ma c'è spazio anche per altro che non chiamerei sogni, come la Queca, la sua vicina di casa ossessione e accensione della libido di un uomo che è tanti uomini. Forse ha un piccolo debito con Pirandello...ma chi non ne ha?

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Maestro di racconti e non solo, Onetti arricchisce di eros e persone disincantate...ma c'è spazio anche per altro che non chiamerei sogni, come la Queca, la sua vicina di casa ossessione e accensione della libido di un uomo che è tanti uomini. Forse ha un piccolo debito con Pirandello...ma chi non ne ha?