Gli stessi occhi
by Miriam Mastrovito
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Myra, venticinque anni e un matrimonio fallito alle spalle; una ragazza che ha bruciato troppo in fretta le tappe per conquistare la libertà, ottenendo solo una nuova prigione dorata. Ora ne paga le conseguenze.
Le sue esperienze mancate, la vita da adolescente e da giovane donna non vissuta vanno a
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Grillo ParlanteGrillo Parlante wrote a review
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Spoiler Alert
Da quando ho scoperto che l’autrice di questo libricino è del paese che mi ha “adottato” per 13 anni e che considero ancora la mia terra, la curiosità di leggerlo è salita alle stelle: animata dalle migliori intenzioni nei suoi confronti, l’ho divorato in questa notte particolarmente calda di inizio giugno.
.. ma forse ho sbagliato a nutrire aspettative troppo alte nei confronti di queste 121 pagine e di questa copertina dall’azzurro così intenso e invitante.
Trovo che Myra sia un personaggio estremamente sgradevole ed egoista: se conoscessi una persona così, la terrei a debita distanza, altro che vestire i panni della crocerossina come fa la sua coinquilina Anna! Sgradevole, egoista e stupidamente immatura: una persona che decide di rimediare ad un’infanzia un po’ difficile ingurgitando qualsiasi cosa di vagamente alcolico le capiti a tiro in ogni occasione (l'episodio della vodka a colazione dopo aver passato la notte con l'ennesino ragazzo sbagliato è emblematico!!) e lasciandosi cadere nelle braccia del primo essere umano di sesso maschile che le respiri accanto, che inevitabilmente le spezzerà il cuore e farà a brandelli quel minimo che rimane della sua autostima. Odiosa!! ..e con lo spessore emotivo di una sottiletta: cioè.. una che a 19 anni scappa dalla famiglia che le ha tarpato le ali sposando senza amore il primo omino che le mostra un vago interesse solo per superare la mancanza di esperienze adolescenziali da “farfalle dello stomaco” e che poi per “rimediare” passa da una storia disastrosa ad un’altra, una così ha bisogno di un aiuto serio!
E la “dolce sorellina” che in campo affettivo segue da subito le sue orme e veste i panni della stalker psicopatica a 15 anni, raccattando mozziconi e fazzolettini usati e diventando letteralmente l’ombra dell’oggetto del suo amore morboso? Sorvoliamo!!
Non mi è piaciuto neanche Paolo, dolce fino al diabete, balia a tempo pieno travestita da coinquilino, che passa la notte di Capodanno chiuso in bagno ad assistere Myra vittima dell’ennesima sbornia invece di spassarsela e restare accanto alla sua fidanzata dalla pazienza infinita!
Mi spiace, ma il primo incontro con quest’autrice non è andato proprio bene.
Ho letto però interessanti recensioni dell’altro suo libro: magari le darò una seconda chance.
pia barlettapia barletta wrote a review
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Gli stessi occhi
La storia ripercorre un pezzo di vita di Myra, una ragazza che in giovanissima età si ritrova già con un matrimonio fallito. Myra ha fame della libertà che le è stata negata da giovane da una famiglia oppressiva, ma ha anche fame d’amore e questo la porta a confrontarsi con esperienze deludenti e a volte anche dure. Tutto questo la precipita in una sorta di conflitto innanzitutto con se stessa e poi con le persone che la circondano. Questo le impedisce anche di essere la guida che vorrebbe per la sorella minore che si ritrova a sua volta allo sbando quando sarà costretta a combattere con le sue ossessioni che la porteranno in una situazione dal drammatico epilogo. Myra però ha la fortuna di avere accanto a sé due personaggi che tutti vorremmo avere: Anna, l’amica saggia e affettuosa, e Paolo, altrettanto saggio e dolce nonostante la facciata scanzonata e complice, ma riesce ad allontanare anche loro nella sua testardaggine autolesionistica.
“Gli stessi occhi” è un libro che tocca l’animo e nel quale tanti di noi potrebbero identificarsi, scritto con un linguaggio morbido, semplice e dettagliato, a volte anche fin troppo diretto, racconta un pezzo di vita giovanile che passa fin troppo in fretta e andrebbe preservato. Una lezione di vita che tutti dovremmo leggere, i giovani, in quanto possibili protagonisti di storie simili, e i genitori che a volte, forse per troppo amore, commettono errori dalle conseguenze inimmaginabili
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PasseggioPasseggio wrote a review
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romanzo
Come spesso faccio, parto dalla copertina.
Devo dire che non è proprio il massimo, anche se capisco l’intento del grafico di dare un senso logico al titolo del libro: un occhio che si specchia nell’altro occhio, che è in sostanza il filo conduttore di tutto il libro.
La protagonista del libro, Myra, è una donna di 25 anni sull’orlo di un abisso. La sua esistenza sembra scorsa velocemente, tanto che si trova a cercare di vivere tutta quella vita non vissuta, vuoi per scelte sbagliate (il matrimonio naufragato dopo pochi mesi, a 19 anni), vuoi per un’adolescenza difficile, tutta insieme. Non ha rapporti con i suoi familiari, perché lei non vuole averne. Nell’unica occasione di avvicinamento, il venticinquesimo anniversario di matrimonio degli zii, si presenta, ma ben presto se va per lasciare tutto com’era: una vita senza parentela.
Il libro si snoda in 121 pagine dove Myra reprime la depressione nell’alcolismo. La storia di Myra è minata anche da amori impossibili per uomini che la usano come un oggetto. Il suo autolesionismo la porta a preferire d’essere usata come zerbino in cambio di un po’ d’amore, che non averne affatto.
Myra vive sola fino a che non decide di dare in affitto la camera vuota di casa sua a qualcuno. Mette un annuncio a cui risponde Anna, che, nel giro di poco tempo, diventerà la sua migliore amica. Anna ben presto troverà l’amore, Marco: un ragazzo perfetto se non fosse per le stravaganze che ha, come quella di tingersi le unghie dei piedi viola e di tagliare la punta delle ciabatte. Un ragazzo a cui è difficile dire di no, e che prende la vita sempre con divertimento.
In modo speculare subisce la stessa sorte la sorella adolescente, Mia. S’innamora di un ragazzo, Cristiano, più grande di lei e che lui non considera nemmeno, in modo assolutamente dissennato. Arrivando addirittura a raccogliere le cicche che butta Cristiano per conservarle come trofei, come un brandello di lui da tenere per sé.
Alcune perplessità me l’ha lasciate, devo dire, ma sono tutte considerazioni molto personali. La protagonista ha soli 25 anni, ma si comporta da donna di quasi quaranta, dove la vita inizia a sfiorire e la depressione di non trovare la felicità (l’uomo che la completi) mina la fragile stabilità emotiva di molte donne di quell’età.
Il carattere della sorella minore mi sembra eccessivamente negativo e sottomesso.
Myra vive con una coppia praticamente perfetta. Anna è l’amica che tutte le donne vorrebbero, tanto da sembrare una sorella, anche se non del tutto... perché nel momento in cui Myra sprofonda nell’abisso, la lascia. Anche per salvaguardare la propria storia d’amore che rischiava d’incrinarsi perché l’amicizia di Myra era diventata, col tempo, ingombrante.
Il libro si legge molto velocemente e senza troppe pause perché è una sorta di breve racconto, ma molto intenso. La storia di Myra è raccontata nei minimi dettagli che, con il passare del tempo, come giustamente c’è scritto nella quarta di copertina, si chiude sempre più inesorabilmente in una gabbia dorata: casa sua. I dettagli che riguardano la vita passata di Myra che sembrano non esserci, si dipanano in fondo al libro, dove il lettore scopre molte verità che cercava durante la lettura, fino alla spiegazione finale del titolo, che però non mi convince, perché mi crea confusione, anziché dissiparmi i dubbi.
Mi sarebbe piaciuto se fosse stato più lungo.
Per concludere, una riflessione: e se la storia fosse reale? Se la storia raccontata da Miriam, come a volte accade, la realtà avesse superato la fantasia dell'autore? Allora tutto cambia. Il giudizio cambia e la recensione va nuovamente riformulata.