Gli stessi occhi
by Miriam Mastrovito
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Myra, venticinque anni e un matrimonio fallito alle spalle; una ragazza che ha bruciato troppo in fretta le tappe per conquistare la libertà, ottenendo solo una nuova prigione dorata. Ora ne paga le conseguenze.
Le sue esperienze mancate, la vita da adolescente e da giovane donna non vissuta vanno a
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Passeggio's Review

PasseggioPasseggio wrote a review
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(*)(*)( )( )( )
romanzo
Come spesso faccio, parto dalla copertina.
Devo dire che non è proprio il massimo, anche se capisco l’intento del grafico di dare un senso logico al titolo del libro: un occhio che si specchia nell’altro occhio, che è in sostanza il filo conduttore di tutto il libro.
La protagonista del libro, Myra, è una donna di 25 anni sull’orlo di un abisso. La sua esistenza sembra scorsa velocemente, tanto che si trova a cercare di vivere tutta quella vita non vissuta, vuoi per scelte sbagliate (il matrimonio naufragato dopo pochi mesi, a 19 anni), vuoi per un’adolescenza difficile, tutta insieme. Non ha rapporti con i suoi familiari, perché lei non vuole averne. Nell’unica occasione di avvicinamento, il venticinquesimo anniversario di matrimonio degli zii, si presenta, ma ben presto se va per lasciare tutto com’era: una vita senza parentela.
Il libro si snoda in 121 pagine dove Myra reprime la depressione nell’alcolismo. La storia di Myra è minata anche da amori impossibili per uomini che la usano come un oggetto. Il suo autolesionismo la porta a preferire d’essere usata come zerbino in cambio di un po’ d’amore, che non averne affatto.
Myra vive sola fino a che non decide di dare in affitto la camera vuota di casa sua a qualcuno. Mette un annuncio a cui risponde Anna, che, nel giro di poco tempo, diventerà la sua migliore amica. Anna ben presto troverà l’amore, Marco: un ragazzo perfetto se non fosse per le stravaganze che ha, come quella di tingersi le unghie dei piedi viola e di tagliare la punta delle ciabatte. Un ragazzo a cui è difficile dire di no, e che prende la vita sempre con divertimento.
In modo speculare subisce la stessa sorte la sorella adolescente, Mia. S’innamora di un ragazzo, Cristiano, più grande di lei e che lui non considera nemmeno, in modo assolutamente dissennato. Arrivando addirittura a raccogliere le cicche che butta Cristiano per conservarle come trofei, come un brandello di lui da tenere per sé.
Alcune perplessità me l’ha lasciate, devo dire, ma sono tutte considerazioni molto personali. La protagonista ha soli 25 anni, ma si comporta da donna di quasi quaranta, dove la vita inizia a sfiorire e la depressione di non trovare la felicità (l’uomo che la completi) mina la fragile stabilità emotiva di molte donne di quell’età.
Il carattere della sorella minore mi sembra eccessivamente negativo e sottomesso.
Myra vive con una coppia praticamente perfetta. Anna è l’amica che tutte le donne vorrebbero, tanto da sembrare una sorella, anche se non del tutto... perché nel momento in cui Myra sprofonda nell’abisso, la lascia. Anche per salvaguardare la propria storia d’amore che rischiava d’incrinarsi perché l’amicizia di Myra era diventata, col tempo, ingombrante.
Il libro si legge molto velocemente e senza troppe pause perché è una sorta di breve racconto, ma molto intenso. La storia di Myra è raccontata nei minimi dettagli che, con il passare del tempo, come giustamente c’è scritto nella quarta di copertina, si chiude sempre più inesorabilmente in una gabbia dorata: casa sua. I dettagli che riguardano la vita passata di Myra che sembrano non esserci, si dipanano in fondo al libro, dove il lettore scopre molte verità che cercava durante la lettura, fino alla spiegazione finale del titolo, che però non mi convince, perché mi crea confusione, anziché dissiparmi i dubbi.
Mi sarebbe piaciuto se fosse stato più lungo.
Per concludere, una riflessione: e se la storia fosse reale? Se la storia raccontata da Miriam, come a volte accade, la realtà avesse superato la fantasia dell'autore? Allora tutto cambia. Il giudizio cambia e la recensione va nuovamente riformulata.
PasseggioPasseggio wrote a review
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(*)(*)( )( )( )
romanzo
Come spesso faccio, parto dalla copertina.
Devo dire che non è proprio il massimo, anche se capisco l’intento del grafico di dare un senso logico al titolo del libro: un occhio che si specchia nell’altro occhio, che è in sostanza il filo conduttore di tutto il libro.
La protagonista del libro, Myra, è una donna di 25 anni sull’orlo di un abisso. La sua esistenza sembra scorsa velocemente, tanto che si trova a cercare di vivere tutta quella vita non vissuta, vuoi per scelte sbagliate (il matrimonio naufragato dopo pochi mesi, a 19 anni), vuoi per un’adolescenza difficile, tutta insieme. Non ha rapporti con i suoi familiari, perché lei non vuole averne. Nell’unica occasione di avvicinamento, il venticinquesimo anniversario di matrimonio degli zii, si presenta, ma ben presto se va per lasciare tutto com’era: una vita senza parentela.
Il libro si snoda in 121 pagine dove Myra reprime la depressione nell’alcolismo. La storia di Myra è minata anche da amori impossibili per uomini che la usano come un oggetto. Il suo autolesionismo la porta a preferire d’essere usata come zerbino in cambio di un po’ d’amore, che non averne affatto.
Myra vive sola fino a che non decide di dare in affitto la camera vuota di casa sua a qualcuno. Mette un annuncio a cui risponde Anna, che, nel giro di poco tempo, diventerà la sua migliore amica. Anna ben presto troverà l’amore, Marco: un ragazzo perfetto se non fosse per le stravaganze che ha, come quella di tingersi le unghie dei piedi viola e di tagliare la punta delle ciabatte. Un ragazzo a cui è difficile dire di no, e che prende la vita sempre con divertimento.
In modo speculare subisce la stessa sorte la sorella adolescente, Mia. S’innamora di un ragazzo, Cristiano, più grande di lei e che lui non considera nemmeno, in modo assolutamente dissennato. Arrivando addirittura a raccogliere le cicche che butta Cristiano per conservarle come trofei, come un brandello di lui da tenere per sé.
Alcune perplessità me l’ha lasciate, devo dire, ma sono tutte considerazioni molto personali. La protagonista ha soli 25 anni, ma si comporta da donna di quasi quaranta, dove la vita inizia a sfiorire e la depressione di non trovare la felicità (l’uomo che la completi) mina la fragile stabilità emotiva di molte donne di quell’età.
Il carattere della sorella minore mi sembra eccessivamente negativo e sottomesso.
Myra vive con una coppia praticamente perfetta. Anna è l’amica che tutte le donne vorrebbero, tanto da sembrare una sorella, anche se non del tutto... perché nel momento in cui Myra sprofonda nell’abisso, la lascia. Anche per salvaguardare la propria storia d’amore che rischiava d’incrinarsi perché l’amicizia di Myra era diventata, col tempo, ingombrante.
Il libro si legge molto velocemente e senza troppe pause perché è una sorta di breve racconto, ma molto intenso. La storia di Myra è raccontata nei minimi dettagli che, con il passare del tempo, come giustamente c’è scritto nella quarta di copertina, si chiude sempre più inesorabilmente in una gabbia dorata: casa sua. I dettagli che riguardano la vita passata di Myra che sembrano non esserci, si dipanano in fondo al libro, dove il lettore scopre molte verità che cercava durante la lettura, fino alla spiegazione finale del titolo, che però non mi convince, perché mi crea confusione, anziché dissiparmi i dubbi.
Mi sarebbe piaciuto se fosse stato più lungo.
Per concludere, una riflessione: e se la storia fosse reale? Se la storia raccontata da Miriam, come a volte accade, la realtà avesse superato la fantasia dell'autore? Allora tutto cambia. Il giudizio cambia e la recensione va nuovamente riformulata.