Gotico americano
by Arianna Farinelli
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Giuseppe C. KaramàzovGiuseppe C. Karamàzov wrote a review
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Opera prima di Arianna Farinelli, Gotico Americano è un romanzo piacevole, che affronta i grandi conflitti sociali del nostro tempo. Non è un mistero che il mondo sia profondamente diviso e non riesca a trovare una sintesi, che sia in grado di unire conservatori e progressisti, globalisti e sovranisti. Tutti vedono l'altro come un nemico che tutto sbaglia e il livello di tensione, soprattutto politicamente, è sempre più elevato.
Questo, per l'autrice è ben rappresentato dal celebre quadro "American Gothic" di Grant Wood. La Farinelli vede gli Stati Uniti come un paese in cui una classe privilegiata e bianca è pronta a difendersi con un forcone da tutto ciò che le sembra la stia minacciando: il resto del mondo, ovvero poveri, neri, ispanici, omosessuali e transessuali, musulmani, agnostici, atei, ambientalisti etc...
Non è un caso, dunque, che lo sfondo delle vicende raccontate in questo romanzo sia l'elezione a Presidente degli Stati Uniti di Donald Trump... un uomo anziano e privilegiato, che ha utilizzato la propria macchina propagandistica e la propria retorica per acuire le differenze e la spaccatura della società americana, al fine di suscitare un ultimo guizzo, un canto del cigno di un estremo razzismo e classismo, al solo scopo di essere eletto, per perseguire i propri interessi personali e quelli dei suoi pari.
Perché sì, solo una comunità che ha capito che il tempo dei propri insensati privilegi sta per finire può tentare, con tanta forza, di fermare lo scorrere della storia e di farla arretrare.
E questo, con Gotico Americano, viene ben mostrato al lettore, che - incredulo - si chiede come sia possibile che anche persone istruite e benestanti possano essere accecate da uno sterile, vuoto, estremo rifiuto dell'altro, mascherato da tradizionalismo.
Ora, il romanzo di per sé si muove tra alti e bassi e forse mette troppa carne a cuocere, per farla cuocere sempre tutta bene. Però almeno non manca di mostrare tutte le complesse questioni che stanno mettendo sotto stress i nostri sistemi valoriali e politici... in realtà,soprattutto quelli dei conservatori, mi spingerei a dire.
La storia della ricercatrice universitaria Bruna, dei suoi suoceri benestanti, istruiti professionisti, ma pur tuttavia eccessivamente tradizionalisti e bigotti (e ipocriti); la storia della relazione extraconiugale di Bruna con un suo studente musulmano e nero, che si arruola tra le fila dell'ISIS; la storia del figlio transgender di Bruna; la storia dei neri e degli italiani in America, i quali solo per motivi di colore della pelle hanno avuto destini differenti; la questione delle riparazioni ai neri, del razzismo sistemico, che porta la comunità di colore ad essere maggiormente perseguita dalle forze dell'ordine etc etc - ecco, tutte queste storie, tutti questi temi sono sicuramente interessanti e attuali ed è bene che il libro ne parli e che anche noi ne parliamo, perché questa è la via per far accettare alcune realtà di diversità e per far migliorare certe altre realtà di oppressione e discriminazione.
Eppure, in questo bell'atto d'amore verso il prossimo, secondo me la Farinelli - a tratti, presa dalla vastità tematica del romanzo - si dimentica di dare verosimiglianza proprio alla vita della protagonista. Perché, mentre le pagine dedicate ai personaggi coprotagonisti sono gradevoli e le loro storie sono credibili - anche in base a tutta la cronaca che possiamo leggere - le pagine dedicate a Bruna, invece, le trovo un po' forzate e spesso ho desiderato durassero molto meno. Specialmente quando Bruna si confronta con i suoceri, le colleghe, o le amiche d'infanzia in Italia. E' mai possibile scrivere un personaggio che, in ogni situazione della sua vita, si ritrova sempre tutti contro? Un personaggio che non riceve mai da nessuno un attestato di stima, un incoraggiamento, una parola buona? Alla lunga stanca un po' che questa donna non trovi comprensione in nessun essere vivente, tranne il suo amante e i suoi figli. Descrivere l'ambiente circostante - sia italiano che americano - come tutto ostile è una parzialità, che non mi è piaciuta e rende un po' pesante il racconto che, in quanto già tragico, aveva forse bisogno di qualche momento di distensione.
Ovviamente, non voglio guardare il dito che indica la Luna... e non sarà questo che - ai miei occhi - condannerà il romanzo. Gotico Americano rimane un buon libro, una buona opera prima, che non rimpiango affatto d'aver letto e che mi ha anche insegnato qualcosa in più sugli Stati Uniti e sulla condizione nera - e anche italiana - nella storia americana.
SteficekSteficek wrote a review
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FAVOLOSO
"Gotico Americano", di Arianna Farinelli, è un libro favoloso.
Uno di quei rari casi in cui una bellissima storia è un'espediente per raccontarci in maniera sincera e diretta le problematiche di una società, quella americana, caratterizzata da tantissime contraddizioni.
La scrittrice italiana vive negli Stati Uniti dal 2001 e insegna Scienze Politiche in una università di New York; direi quindi che ci si possa fidare delle sue parole. Questo è il suo primo romanzo, e le è riuscito proprio bene.
Ci racconta dell'America che si sveglia con un nuovo presidente, Donald Trump, un' America che si ritrova a dover fare i conti con insanabili diversità, il cui popolo il protagonista descrive come specchio nel famoso quadro di Grant Wood, "American Gotich":

“Facce bianche di vecchi impauriti che pensano di proteggere il loro mondo con un forcone, ma il loro mondo già non esiste più”

La scrittrice, in un'intervista racconta che l'idea per questo libro le è venuta leggendo un articolo in cui si parlava della storia di un giovane americano di colore che dopo un'adolescenza difficile, diventa un reclutatore dell'Isis. Un figlio di immigrati che non si sentiva parte di quella società e ha cercato nella religione, le risposte che la società non è riuscito a dargli.

La trama di questo romanzo infatti prende proprio spunto da questa notizia.
Bruna, 42 anni immigrata negli Stati uniti vent'anni prima, che come la scrittrice insegna scienze politiche in un college newyorchese, si innamora di un suo giovane allievo di colore, Yunus. Fra i due nasce una grande passione che durerà mesi, fino a quando il giovane, volendo seguire il suo grande amico, parte per Mosul, arruolandosi tra le file dell'Isis.
Ripercorriamo tutta la vita di Bruna, dal suo arrivo negli Stati Uniti all'incontro con il marito Tom e la sua famiglia di italoamericani arricchiti, perbenisti e conservatori (idioti all'inverosimile), alla nascita dei loro due figli, fino all'incontro con Yunus che avrà imprevedibili conseguenze.
Come dicevo, per tutta la durata del racconto, la Farinelli, molto abilmente ci racconta la società americana con tutte le sue enormi contraddizioni e in cui le diversità, di genere, di religione, di razza, sono ancora e sempre di più dopo l'elezione di Trump, un enorme e a quanto pare insormontabile problema.
La scrittrice italiana denuncia con forza “il puritanesimo e il perbenismo di facciata, la mercificazione di tutto e l’arroganza” di questo popolo che però, specifica lei stessa in una bellissima "nota dell'autrice" finale, insieme a quello italiano, è quello che più ama al mondo. Riporta infatti una bellissima frase di James Baldwin scritta nel 1955: "L'America è il paese che più amo al mondo e per questo rivendico il diritto di criticarlo in perpetuo"

E' un romanzo che ti cattura, dalla prima all'ultima pagina, che offre grandi spunti di riflessione e, molto realisticamente, non ti consola.

Ottimo esordio e ottima scelta per il primo romanzo di narrativa della collana "Munizioni" diretta per Bompiani da Roberto Saviano.

4.5/5
thebloodyisland.it/post/2020/03/28/non-si-giudica-un-libro-dalla-copertina
SimonaSimona wrote a review
05
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