Guerra agli umani
by Wu Ming
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Le avventure di Marco «Walden», aspirante supereroe, che senza rinunciare al fidato walkman, lascia la città-Babilonia per vivere in una caverna, epicentro del futuro mondo primitivo, da qualche parte sui monti dell'Appennino. Che sono però molto affollati. Di gangster albanesi, palestrati nazisti, ... More

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SpaceMonkeySpaceMonkey wrote a review
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Sine qua NonSine qua Non wrote a review
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Il solitario. Quanti di voi si sono cimentati in lunghi pomeriggi dinnanzi alle carte per un buon vecchio solitario? A volte, si suol anche dire meglio da soli che mal accompagnati. Il detto ficca abbastanza per questo lavoro one-man band di Wu Ming.
Mentre in " Manituana " il collettivo mi aveva lasciato abbastanza perplesso, in questo lavoro solista, mi ha avvinto un bel pò.
Perché? Non tanto per la trama lineare non così convincente ma per l'ambientazione in cui si svolge la vicenda. Sì, perché mentre nel lavoro precedentemente letto la scopiazzatura verso i grandi classici avventurosi era quasi fastidiosa, in questo caso l'ambientazione nella provincia italiana è un vero e proprio punto di forza. L'intreccio narrato si avvale di diversi personaggi estrapolati dal grigiore che ci circonda tutti i giorni. Il freak alternativo, la giovane donna intellectual new age, la sequela di piccoli criminali un pò caricaturali e i modi e i detti presenti quotidianamente nelle nostre vite di paese. Wu ming 2 si trova a suo agio nel descrivere gli attori di questa realtà tutta italiana e nonostante la pretenziosità di un canovaccio surreale, il romanzo si mostra potente e realmente innovativo. Non è un romanzo realista ma neanche post-moderno oppure vorrebbe essere di tutto un pò e in questi elementi risiedono gli immancabili difetti. Ma determinati capitoli sono scritti talmente di cuore che non si può non sorridere su certi luoghi riprodotti dall'inchiostro del nostro scrittore. Per questo l'ho dannatamente apprezzato, anche se la trama non mi ha entusiasmato, anche se non ho capito il senso intrinseco dell'opera. Wu ming sembra voler attaccare più che gli umani un determinato essere provinciale perdonandolo con fare un pò malinconico. Il protagonista Marco, poi, risulta ben caratterizzato, non eccessivamente patetico nell'incarnare il fuggitivo dalla società dei consumi. Il nostro eroe troglodita risulta un ottimo canale immersivo per il lettore. Probabilmente, ai fan del Wu ming questo libro non sarà piaciuto o sarà stato etichettato come opera minore. Personalmente l'ho trovato buono, non eccelso, ma buono sotto determinati punti di vista che me l'hanno fatto piacere sin da subito. Consigliato? Indubbiamente. Sopratutto ai 30enni viziati che ancora vanno in giro con fare lamentoso senza aver concluso nulla di buono nella vita. Un pò come me.

P.S: Attualissima anche la presenza dei giovani ragazzi di colore costretti a combattere contro i cani da combattimento dagli squallidi gangster. Giusto per controbattere al razzismo sempre presente nel nostro bel paese sopratutto nel piccolo come nell'ambientazione di questo romanzo.