Hai cambiato la mia vita
by Amy Harmon
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Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore.

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Quando ho saputo che Amy Harmon avrebbe donato al suo nuovo romanzo un pizzico di soprannaturale, mi sono chiesta se ne sarebbe stata all’altezza.

Se vi dico che ho terminato il libro con le lacrime agli occhi e il cuore gonfio di tenerezza, la risposta riuscite a indovinarla da sole?

Direi di sì. Ed ecco che questa donna è riuscita di nuovo a catturarmi l’anima e a lasciarci il suo marchio indelebile. Fatto di un velo di buio e di un’infinità di luce. Di un’angoscia dolcissima e di una gioia incantevole.

E il merito è anche un po’ di Georgia Shepherd, una piccola cowgirl selvaggia e incosciente, che nutre un amore incondizionato per le sfide, per il mondo dei cavalli e per Moses Wright.

Ma chi è davvero Moses Wright? Oltre a essere il vero diamante grezzo dell’intero romanzo, il protagonista che mi ha rapito il cuore e me l’ha stretto in un pugno come se fosse fatto di gomma, Moses Wright è un giovanissimo “figlio del crack”. Un ragazzo dalla pelle nera, apparentemente problematico e mentalmente instabile, o almeno è quello che di lui pensa la gente. Perché dietro la follia, si nasconde un magnifico artista e un genio incompreso.

Un ragazzo che la Georgia diciassettenne stuzzica in ogni modo possibile, con una tenacia e una pazienza che meriterebbero quasi un applauso. Nonostante lui tenti in ogni modo di allontanarla e ignorare l’attrazione, l’affetto e la splendida intesa che li lega fin dall’inizio.

Perché lei è vita, lei è luce, lei è colore.

Mentre Moses è una mente insana, un cuore oscuro, un animo spezzato.

E le leggi di Moses si basano su tre imperativi fondamentali: “Dipingere. Non amare mai. Scappare via”.

Proprio quello che farà lui, almeno fino a quando, dopo una lunga separazione della durata di sette anni, un evento fortuito li farà finalmente rincontrare. Un evento che forse appare come un miracolo, o come una triste benedizione, o magari come un semplice e assurdo scherzo del destino. Perché una perdita dolorosa diventerà per entrambi una preziosa fonte di perdono, di redenzione e di seconde possibilità.

Adesso però i ruoli sembrano essersi capovolti e sarà Moses a dover lottare per abbattere le barriere di Georgia e scalfire la corazza che negli ultimi anni ha rivestito il suo giovane cuore. E il fatto che non sarà da solo in questa impresa, ricevendo l’aiuto più bizzarro, tenero e inaspettato che si possa immaginare, mi ha fatto sorridere ogni volta con un velo d’inevitabile commozione.

L’evoluzione del pensiero di Moses riguardo alla sua insolita dote è stata così profonda e delicata da risultare perfetta pur nella sua irrazionalità, trasformandosi da folle maledizione in un dono speciale e prezioso, capace di infondere conforto ai vivi e pace eterna ai defunti.

Perché non è affatto complicato fare del bene agli altri quando hai tra le mani uno strumento così efficace, basta solo saper osservare… ascoltare… cogliere minuscoli dettagli che, uniti, aiutano a ricomporre un puzzle che a volte può apparire un po’ insensato ma sempre maledettamente incantevole.

E Moses lo realizza con la sua splendida arte visionaria, dipingendo alcuni istanti impressi nella mente di chi ormai non esiste più, come se fossero piccole finestre sulle vite altrui, le vite sofferte o spezzate di coloro che un tempo sono stati capaci di gioire e apprezzare le cose belle dell’esistenza.

Posso darvi un consiglio? Fate un bel respiro, aprite le pagine di questo libro e lasciatevi ammaliare dalla dolcezza struggente di una storia d’amore che si tinge di sfumature sovrannaturali con una disinvoltura che a volte spaventa un po’.

Una storia dove le emozioni diventano colori e i colori diventano emozioni.

Dove le seconde possibilità brillano di speranza come stelle nell’oscurità.

Dove un personaggio non ha bisogno di essere fatto di carne e ossa per entrarti nel cuore, per scuoterlo un pochino e farlo piangere quando meno te l’aspetti.

Ecco, questa è la perla che ci ha regalato Amy Harmon ancora una volta.

«Dopotutto, era una gran bella storia.
Una storia sul passato e sul futuro, sui nuovi inizi e sulle cose che durano in eterno.
Una storia di persone fragili, persone provate, persone folli e persone spezzate,
e soprattutto, una storia d’amore.
La nostra storia.»
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MorganaMorgana wrote a review
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Spoiler Alert
Forse nessuno di noi era al sicuro. Mai del tutto. Nemmeno con le persone che amiamo. Nemmeno con chi ci ama.
Hai cambiato la mia vita è una storia particolare e diversa da quello a cui l'autrice ci ha abituata. Protagonista del romanzo è Moses, un ragazzo senza famiglia, figlio di una tossicodipendente che l'ha abbandonato subito dopo il parto rischiando di ucciderlo. Sballottato tra una famiglia e l'altra, Moses è sempre stato visto come un ragazzo problematico, un possibile delinquente, e costantemente guardato con sospetto. Quando la nonna decide di Prenderlo con sè, per Moses inizia una nuova fase della sua vita che lo vedrà entrare in contatto con Georgia, che a differenza degli altri non lo vede come un caso disperato, vuole solo conoscerlo per quello che è.
Quello di cui vi ho parlato è solo un breve abbozzo alla trama che in realtà nasconde molto di più. La Harmon non ha scritto una semplice storia d'amore, stavolta il romanzo contiene anche una componente soprannaturale che lo rende ancor più particolare. Quella di Moses e Georgia non è la classica storiella d'amore, è una storia di sofferenza e di dolore, una storia profonda e struggente.
Credo che la Harmon sia l'unica scrittrice di New adult che io apprezzi. Solitamente non leggo romanzi di questo genere e, le poche volte in cui l'ho fatto, non mi sono piaciuti affatto. Con la Harmon invece è tutta un'altra storia, è l'unica autrice che riesce a farmi appassionare a storie come questa. Lo stile è delicato, coinvolgente e, in questa storia, particolarmente emozionante. La narrazione si divide tra i punti di vista dei due protagonisti e si svolge tra il passato e il presente.
I personaggi sono meravigliosamente caratterizzati. Georgia e Moses sono due opposti, sia fisicamente che psicologicamente. Mentre Georgia è una ragazza aperta, solare e sostenuta da una bella famiglia, Moses invece è schivo, chiuso, perso nei suoi bellissimi dipinti, quei dipinti che saranno la chiave per decifrare l'elemento soprannaturale di questa storia, aspetto che devo dire ho trovato davvero originale e ben strutturato.
La storia è bellissima, non si può definirla altrimenti. Si parla di abbandono, pregiudizio, sofferenza, lutto e amore. Se avete già letto qualcosa della Harmon, sapete già che non si tratta di una storia semplice, c'è tanto dolore che traspare dalle pagine, tanta sofferenza che arriva al lettore, ma allo stesso tempo c'è anche tanta speranza, la speranza in quei nuovi inizi che spettano a chiunque, non importa quanto il passato sia stato difficile e duro.
Anche l'arte ha un ruolo molto importante nella vicenda perchè Moses è un'artista principalmente, i suoi dipinti gli servono per sfuggire da una realtà difficile, per scappare dai suoi stessi pensieri che lo fanno sentire prigioniero del suo stesso corpo. Non voglio dirvi altro, questa storia deve essere letta per capirne la bellezza e la profondità. Quindi fatevi un regalo e leggete questa nuova meravigliosa storia della Harmon, ne resterete incantati!
just~silvia¤just~silvia¤ wrote a review
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Cecilia DarcyCecilia Darcy wrote a review
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"Non erano i morti a ribellarsi alla propria sorte, erano i loro cari. I morti non erano arrabbiati, né smarriti. I vivi, invece, non sapevano dove sbattere la testa."
therestlessreadersroom.blogspot.it/2017/02/recensione-hai-cambiato-la-mia-vita-di.html