Hannibal
by Thomas Harris
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Clarice Starling, 7 anni dopo la vicenda Lecter (Silenzio degli innocenti), viene messa sotto accusa dagli organi interni dell'FBI per un intervento troppo energico durante una sparatoria. In questo delicato frangente riceve un messaggio da parte del latitante Lecter, che la incoraggia a tenere duro. Lecter, sparito da anni, vive relativamente tranquillo a Firenze. E' ricercato dall'FBI ma soprattutto da una delle sue vittime, il sadico Mason Vergier, costretto da anni su un letto e orrendamente sfigurato da Lecter stesso. Turbata dal richiamo di Lecter, Clarice decide di salvarlo dalla terribile morte a cui Lecter pare essere predestinato. Che folle storia sta per iniziare? Clarice dovrà stare molto attenta...

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Marzia RussoMarzia Russo wrote a review
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Spinnu74Spinnu74 wrote a review
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Spoiler Alert
MOLTO MEGLIO IL SILENZIO
Se uno dovesse fare un paragone col Silenzio degli innocenti non ci sarebbe storia, il silenzio vincerebbe su tutta la linea, se invece vogliamo analizzare il libro in sé possiamo trovare cose buone e altre meno. La prima parte, quella con l'indagine antidroga di Starling a mio avviso è la più noiosa e la meno avvincente. C'è un pò di azione all'inizio, ma poi si galleggia tra le procedure delle varie sezioni degli organismi istituzionali americani. La seconda, quella di ambientazione italiana è quella forse più stimolante: c'è azione, un'ambientazione nostrana e l'introduzione di un personaggio ambiguo e problematico come l'ispettore Pazzi. Poi c'è la ciccia del romanzo, con il folle piano di vendetta di un ancor più folle Mason Verger: sì, c'è azione, è divertente, ma ci sono un pò di forzature e incongruenze e il lettore non può fare a meno di chiedersi se non fosse stato meglio accontentarsi di una vendetta light e con un coefficiente di difficoltà meno iperbolico. Fino a qui siamo sulle tre stelline, praticamente una patta, senza infamia e senza lode. Poi c'è la scena della cena a tre e lì il giudizio sale: ci troviamo davanti a un concentrato di terrore, humor nero, grottesco e surrealismo macabro e straniante che Harris riesce a rendere in maniera perfetta. A mio avviso, solo quella scena di poche pagine vale tutto il libro. Poi c'è quel finale che più di qualcuno ha definito assurdo, che toglie poesia e un pizzico di dignità ai personaggi e alla storia nel suo complesso. E le stelline tornano a essere tre. Comunque per quel passaggio da manuale prima del finale io lo consiglierei.
LeggoQuandoVoglioLeggoQuandoVoglio wrote a review
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3.5/10
Non tutti sanno che Hannibal è solamente il terzo libro della serie di Hannibal Lecter che conta, complessivamente, 4 volumi.
Io ho deciso di leggerli tutti e quattro prima di visionare film e serie tv, ma la mia esperienza fino ad ora non è stata molto appagante.

Non ho apprezzato affatto Il delitto della terza luna e ho ritenuto appena sufficiente Il silenzio degli innocenti. Nonostante abbia ormai capito che io e Thomas Harris abbiamo due idee contrapposte degli elementi fondanti di un buon thriller, mi sono intestardita e ho voluto iniziare anche Hannibal, in cui speravo, vista la maggiore presenza del cannibale più acculturato ed esteta della storia, di poter provare quella scintilla che ancora mancava tra me e l'autore.

L'incipit non riserva sorprese: si deduce che la protagonista del volume sarà Clarice Starling e lo stile è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere nei due romanzi precedenti. Senza dire di che libro si trattasse, come faccio spesso, ho chiesto sui social se questo inizio promettesse bene o no: la percentuale di no è stata la più alta mai ricevuta, questo fa comprendere, secondo me, come la fama di autore e protagonista possano incidere sulla gradevolezza della lettura.

Lo stile dello scrittore, se non all'inizio, riserva sorprese lungo il cammino. Si percepisce che Harris in questo romanzo volesse salire di livello, donando ulteriore valore al suo scritto. Alla normale narrazione, infatti, vengono aggiunti molti elementi culturali e alcuni esercizi di stile.
Ogni tanto il narrator si rivolge direttamente a noi, consapevole della nostra presenza. In questi momenti la narrazione passa dal passato al presente.
Per quanto, inizialmente, abbia considerato favorevolmente questo aspetto (una maggiore cultura è sempre la benvenuta), ho trovato che esso non si sia riuscito a fondere con la scrittura "solita" dell'autore, rendendo una narrazione "a macchie" che non convince pienamente.
Nei dialoghi lo stile utilizzato è sempre (o quasi) volgare, esplicito e fuori dalle righe.

leggoquandovoglio.it/libro/5b203b95379858b002a0efe4