Harry Potter e i doni della morte
by J. K. Rowling
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"Mi apro alla chiusura": è uno dei tanti enigmi lasciati da Silente con cui Harry Potter deve confrontarsi in questo ultimo, settimo libro. E la saga stessa, giunta alla sua conclusione, si apre a sorpresa su nuovi mondi, nel passato e nel futuro: getta la luce della meraviglia su dettagli, personag... More

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Xander LavelleXander Lavelle wrote a review
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Giuseppe C. KaramàzovGiuseppe C. Karamàzov wrote a review
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Spoiler Alert
Ecco che, finalmente, sono riuscito a concludere questa saga fantasy. L’ho letta lentamente, mi ci sono voluti anni, poiché i 7 tomi che compongono la storia di Harry Potter, pur essendo stati sempre nei miei pensieri, hanno spesso ceduto il passo ad altri libri che mi sembravano più preziosi e rari.
Non so nemmeno come io abbia fatto ad evitare spoilers per un decennio, in verità, ma – nonostante l’invasivo mondo dei social – ci sono riuscito.
Ma veniamo al mondo di Harry Potter, frutto della fantasia di J.K. Rowling. Con Harry Potter e i Doni della Morte, si conclude la saga e devo dire che – se pur qualche appunto da fare c’è – la lettura è stata una delle più piacevoli e scorrevoli degli ultimi anni. Certo, il target di riferimento ha preteso anche – da parte dell’autrice – uno stile semplice e chiaro, ma - d’altra parte - non è un segreto che anche ai grandi piacciono le grandi favole.
Prima di continuare, però, una precisazione. Questa recensione parlerà si dell’ultimo libro, ma anche di tutti gli altri. Ho aspettato di finire per esprimere le mie opinioni anche sui libri precedenti e – comunque – è impossibile dividere un libro da un altro, poiché è tutto collegato e questi 7 romanzi non sono che un’unica grande storia.
Bene, dunque, procediamo.
Durante la lettura di Harry Potter e i Doni della Morte, i primissimi capitoli della serie sovvengono spesso, poiché non si può non notare come vi sia stata un evoluzione di stile e di tono in corso d’opera. Si va dai primi tre romanzi che, pure uniti dal filo conduttore di Harry e Voldemort, sono in realtà tre episodi a sé stanti (e ricordano più che altro storie per bambini), agli ultimi quattro, in cui la trama diventa più complessa e dai toni più cupi.
Harry, Ron ed Hermione passeranno a poco a poco dal dover affrontare singoli nemici, a dover impedire l’instaurarsi di uno stato totalitario… (e scusate se è poco!)
E questo mi è piaciuto molto. Quando nel quarto libro torna in vita Voldemort, la morte inizia a penetrare nella storia. Razzismo, persecuzione, terrore. E’ una lotta per distruggere il male, ma con la saggia consapevolezza, che non esisterà mai una vittoria definitiva. Il male ci sarà sempre e prenderà il sopravvento ogni volta che non saremo vigili e non lotteremo.
Questo che la Rowling dà alle giovani generazioni, che leggono la storia di Harry Potter, è davvero un insegnamento profondo. E questo realismo, che non illude, in una storia di magia, mi ha fatto apprezzare molto tutta l’opera.
Credo che se non ci fosse stato questo elemento, le mie parole sarebbero state più fredde – pur avendo probabilmente gradito la lettura. E dico questo perché si nota dal quarto libro in poi una ingerenza del mondo cinematografico nello sviluppo e nel susseguirsi dei libri. Così come – nell’ultimo libro – secondo me vi sono elementi non totalmente sviluppati, magari a causa dell’imporsi di tempi di consegna per i romanzi (?). Le storie di alcune persone si sarebbero potute concludere in modo più completo – soprattutto quelle dei “cattivi”. Invece, mi pare che ad un certo punto sia stato chiaro che si doveva chiudere tutto.
Questo è un peccato, perché la Rowling ha dimostrato davvero di saper scrivere e approfondire, anche psicologicamente, i personaggi. Ad esempio, il penultimo libro, che fa luce sulla storia di Voldemort, e durante il quale si introducono gli Horcrux, è stato un vero gioiello. E lo stesso dicasi dell’approfondimento su Silente e il modo davvero delicato con cui la Rowling ne ha affrontato la sua storia familiare e il rapporto con Grindelwald. Con la scrittura di questi due personaggi, la Rowling ha dimostrato di essere una scrittrice dotata.
Che però, a volte, lascia anche perplessi! A me – ad esempio – la storia di Piton non è piaciuta particolarmente… nel senso che è un po’ un cliché (e non la svelo qui per non rovinare troppo il libro).
Ad ogni modo, a grandi e piccoli, lo consiglio. I grandi troveranno una lettura facile e che incuriosisce. L’ho letta col ritmo di 200 pagine al giorno, perché gli intrecci sono davvero intriganti e si vuol sapere cosa accadrà (la Rowling potrebbe diventare una grande scrittrice di gialli, oltre che di fantasy). E i piccoli cresceranno insieme ai personaggi e nel mondo fantasy troveranno anche tanta realtà. Il che non fa male.
Harry per vivere, ha dovuto accettare la morte. E forse si può vivere davvero “felici e contenti” solo dopo aver abbracciato tutto l’inevitabile che ci capita e capiterà.
ZuZu wrote a review
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NataliaNatalia wrote a review
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"Dopo tutto questo tempo?"..."Sempre..."
Ed eccomi qui, anch'io orfana di Harry Potter dopo pagine e pagine trascorse insieme al maghetto più famoso del mondo. Parto col dire che in quest'ultimo romanzo tutti i pezzi del puzzle si incastrano, ogni segreto viene svelato e noi ci ritroviamo lì a pensarci, a ricordare un particolare dei capitoli precedenti che ora, all'improvviso, acquista importanza. Ho letto tutta la saga di seguito, da un lato purtroppo spesso è subentrata un po' di monotonia perché tutti i libri partono più o meno lentamente per poi riscattarsi nel finale, ma dall'altro lato è un bene perché si ricordano tutti gli avvenimenti e si ha un quadro completo dell'opera. Un'opera decisamente grandiosa direi, non perché sia esente da difetti, ma perché sono certa che ha avvicinato tanti ragazzi alla lettura e questo non può che essere un bene. Personalmente non ho avuto la fortuna di leggerlo da giovane, nè di averlo potuto gustare insieme ai miei bambini perchè non ho figli, ma ho comunque apprezzato il mondo magico creato dalla Rowling (con qualche spunto qua e là preso dal Signore degli anelli che io adoro), mi ha fatto ritornare ragazzina con le paure, i primi amori, le prime amicizie importanti, propri di quell'età. Ma non si può negare che i temi trattati riguardino anche noi adulti, anzi, è come se con Harry crescesse anche il lettore, messo davanti a invidie, competizioni, bullismo, morte, lotta tra il bene e il male. Il mio libro preferito è stato decisamente il terzo, i personaggi che più mi hanno colpito Silente e Neville, con la sua timidezza, così impacciato, ma così pronto a riscattarsi e a dare battaglia nel finale. I momenti che sempre porterò nel cuore sono almeno 4 (avviso SPOILER): la liberazione di Dobby, purtroppo la sua morte, la perdita di Silente e soprattutto il capitolo dedicato alla storia di Piton dove si scopre la vera essenza del personaggio più intrigante dell'intera serie. L'autrice ci insegna che prima di giudicare è sempre meglio conoscere il vissuto di ognuno, che anche le persone che ci sembrano più in gamba potrebbero aver commesso errori in passato, ma poi hanno saputo dedicare il resto del tempo a cercare di rimediare. L'invenzione che più mi ha fatto sorridere? I quadri animati con i personaggi parlanti che si facevano visita a vicenda! Concludo invitando tutti a mettere da parte gli ovvi pregiudizi che si hanno nei confronti di fenomeni letterari del genere (io ne avevo tanti tanti) per lasciarsi trasportare in questo mondo immaginario, dove è certo che rideremo, piangeremo, ci emozioneremo. E quando un libro ti regala emozioni, vale sempre la pena di leggerlo...