Harry Potter e la Pietra Filosofale
by J. K. Rowling
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Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilemte tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino... More

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GiorgiaGiorgia wrote a review
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_chiarapanda__chiarapanda_ wrote a review
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Convergenze rare ed entusiasmanti
È difficile parlare di Harry Potter nel 2021, dopo che si è già detto praticamente tutto.
Sì, è straordinario come dicono. Sì, è fantastico come sembra. Sì, è pura magia come traspare dal web.
Io mi sono avvicinata a questo piccolo maghetto davvero tardi: prima che io iniziassi il mio percorso magico, la Rowling ha fatto in tempo a scrivere tutti i libri, di cui sono uscite tutte le trasposizioni cinematografiche – spin-off compresi – e la saga ha addirittura compiuto 20 anni di presenza nel mercato editoriale. E io ancora lì, a menarmela, non so per quale motivo o per quale follia. Sono sempre stata avversa ad avvicinarmi a storie quando sono all’apice del loro successo: i continui riflettori mi rendono nervosa. Aspettare che HP perda un po’ la sua aurea però è come aspettare in eterno. HP invecchia bene, come il vino e Kurt Russell e non posso che ribadirlo con un ghigno altezzoso.

Faccio parte di quella categoria che, ahimé, “ha visto prima il film” (e anche innumerevoli volte), per cui l’approccio ai libri è stato a volte complicato: che ci fosse un libro ad aver dettato le regole lo sapevo, ma accettarlo è tutt’altra storia.
In realtà, il primo film non ha niente da invidiare al libro; la trama è fedele, le ambientazioni sono state rese con maestria e i dialoghi ci sono tutti. Qualche lieve differenza in alcune scene, però talmente marginali da non pesare e passare del tutto inosservate. I cultori del libro potrebbero essere offesi da quanto ho appena scritto.

Avevo già tentato di leggere HP in passato, ma non l’avevo capito. Errore mio: leggevo HP decontestualizzandolo e da una prospettiva del tutto sbagliata. Dimenticavo che HP fosse nato per un pubblico infantile, e come tale avrei dovuto considerarlo. Che poi abbia sbancato nel mondo degli adulti che, si sa, a volte vogliono sognare più dei bambini, quello è un altro discorso. Questa rara convergenza di elementi che ha avvicinato sia grandi che piccini è degna di ogni considerazione: non si è soliti assistere a una pubblicazione con una risonanza così profonda ed estesa. Sono perlopiù convinta che se qualcosa è fatta bene coinvolgerà tutti, a prescindere da età e interessi. A ben dire, l’immaginario collettivo è stato alimentato da grandi trasposizioni cinematografiche che hanno chiaramente ricoperto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nell’esternalizzazione del mondo magico ideato dalla Rowling. Credo che sia proprio questa la peculiarità ad aver reso HP un fenomeno a livello globale: la Rowling è riuscita a creare un modo magico diverso da quelli a cui eravamo abituati ad assistere. Non abbiamo stregoni diabolici, croci ribaltate o accozzaglie di questo genere: qui la semplicità e la genuinità fanno da padrone, nutrite da una trama che fa da filo conduttore a tutti i libri e che ricostruiamo soltanto avventura dopo avventura.

Harry Potter non è solo una storia di magia. Questa fa piuttosto da sfondo a tematiche più profonde: si parla di amicizia, di amore, di dolore e di unione. HP è l’emblema della resilienza e del coraggio. E se tutto ciò viene snocciolato tra un incantesimo e l’altro, tra le mura di un castello d’epoca con candele galleggianti, ritratti viventi e scale mobili (a loro piace cambiare, ricordiamolo!), il successo è garantito.
Marta1992 Marta1992 wrote a review
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ElisaElisa wrote a review
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Dopo aver visto per 300mila volte la saga in tv...
e comunque, sempre: per Neville Longbottom, hip hip urra’! ❤️
Chiara WhiteChiara White wrote a review
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Mi ero ripromessa con il nuovo anno di rileggere Harry Potter: rivedendo i film in tv di recente mi erano sembrati meno male di quanto non ricordassi, anche se sicuramente lontani dalla storia scritta (all’uscita nelle sale qualcuno di questi film lo avevo proprio odiato). Inoltre un paio di anni fa, passeggiando sotto i portici di Torino, mi era capitata a metà prezzo, nuova nuova, l’edizione in cofanetto che ha disegnato sui dorsi il profilo di Hogwarts (la lettura della saga l’avevo precedentemente fatta sui libri di mia sorella): era arrivato il momento di acquistare la mia copia.

Mi sono quindi approcciata alla lettura pensando ad una comfort zone, ad un mondo di magia, quella magia di cui tanto abbiamo bisogno.

Purtroppo nella prefazione ho scoperto che si trattava di un’ edizione rivista completamente nella traduzione, con una ri-visione globale della saga (interessante! Mi dico) e una rivisitazione di alcuni “patronimici”.

Qui mi è saltato il dubbio: che senso ha? Cioè, vuoi essere più aderente al testo? Lasci i nomi in originale e tutto al più, nel momento in cui compaiono la prima volta, fai una nota e spieghi il significato del nome…ma lo fai per tutti. Invece mi si presenta un guazzabuglio, alcuni hanno mantenuto il nome dato dalla precedente traduzione italiana (ad. es Albus Silente), altri invece sono stati messi in inglese (ad es. Neville Longbottom). Secondo me non si è tenuto conto di un altro elemento: l’immaginario collettivo italiano! Ormai Neville in Italia è Paciok, non esiste Longbottom! Così mi trovo a rileggere il libro non facilitata dalla precedente lettura e dalla visione dei film, ma costretta ogni tre per due a cercare su internet la traduzione di un nome per vedere se ricordo bene a quale personaggio ci si riferisce e a chiedermi perché modificato (anche Gazza e Miss Purr???).

Insomma, la magia nella storia di Harry c’è sempre, è sempre piacevole, paradossalmente sempre nuova, piena di dettagli e particolari che rendono questo universo “altro” ed insieme tanto vicino a noi.

Non ho capito invece l’intento del rinnovare la traduzione, non trovo ci sia stata una linea coerente, sensata.

Continuerò la lettura degli altri volumi (anche perché la faccio in coppia col mio compagno e la cosa ci diverte molto) e mi riservo di non fare più pipponi sulla traduzione (forse) :D

Intanto mi sono attrezzata facendomi un libello per raccogliere tutti gli incantesimi (scema io che non lo avevo fatto alla prima lettura) e una con i nomi tradotti: si fa di necessità virtù :)