Hygiène de l'Assassin
by Amelie Nothomb
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Prétextat Tach, prix Nobel de littérature, n'a plus que deux mois à vivre. Des journalistes du monde entier sollicitent des interviews de l'écrivain que sa misanthropie tient reclus depuis des années. Quatre seulement vont le rencontrer, dont il se jouera selon une dialectique où la mauvaise foi et la logique se télescopent. La cinquième lui tiendra tête, il se prendra au jeu. Si ce roman est presque entièrement dialogué, c'est qu'aucune forme ne s'apparente autant à la torture. Les échanges, de simples interviews, virent peu à peu à l'interrogatoire, à un duel sans merci. Dans ce premier roman d'une extraordinaire intensité, Amélie Nothomb manie la cruauté, le cynisme et l'ambiguïté avec un talent accompli.

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Vins PolitiVins Politi wrote a review
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Cappellacci e copertine
Un libro che è stato una piacevolissima sorpresa, davvero. Amélie Nothomb è una di quelle autrici di cui ho sempre sentito parlare ma che non mi aveva mai incuriosito più di quel tanto. I suoi libri, qui in Francia, sono messi in primo piano in tutte le librerie e lei vende alla grande. In più, è prolificissima! Da quando ha esordito, ad occhio e croce vent'anni fa, ha pubblicato un libro all'anno. Complici certe orride copertine, in cui ci sta lei fotografata malissimo e con in testa uno strano cappello di dubbio gusto, io me l'ero immaginata come una specie di Danielle Steele francofona, che scrive storielle d'amore in cui donne bellissime e disgraziate si innamorano di uomini ricchissimi ma tormentati ed alla fine, com'è e come non è, vivranno tutti felici e contenti, inclusi i servi che stanno lì per servirli. Diciamo che anche la reputazione letteraria della Nothomb non è esattamente lusinghiera, proprio a causa della sua prolificità: "Una che scrive venti libri in vent'anni mica può scrivere capolavori!", vocia la voce del popolo che crede di essere la voce di dio. Ovviamente, questo discorso si fa per Amélie Nothomb, che è una donna viva, e non per Balzac, che ha scritto 137 opere ma che, oltre ad essere un uomo, è anche elegantemente morto e sepolto da quasi due secoli.

Io, come uno scemo, m'ero fatto abbindolare dalle orride copertine e dalle sciocche chiacchiere di chi, invece di leggere, preferisce appunto chiacchierare. Senonché, visto che mi sono incaponito a voler migliorare il francese giusto adesso che fra qualche mese me ne vado dalla Francia, e quindi a leggere libri in francese, dopo L'Adversaire di Carrère e L'Étranger di Camus, entrambi letterariamente molto rispettabili ma non esattamente letture rilassanti per la bella stagione, m'ero detto: "Ma sì! Proviamo con qualcosa di più frivolo e scioccherello! Proviamo con la Danielle Stelle francofona!". Ed ho deciso di cominciare dall'esordio della Nothomb, Hygiène de l'assassin. Che mi ha letteralmente folgorato!

Hygiène de l'assassin è un 'romanzo-di-dialoghi', un genere difficilissimo da impiantare e sviluppare ma che, se correttamente eseguito, può portare ad esiti molto brillanti. Questo tipo di romanzo è in circolazione almeno dai tempi di Diderot (di certo non dai tempi di Platone, visto che quelli platonici sono 'dialoghi filosofici', simili ma anche molto diversi dai 'romanzo-di-dialoghi'). Hemingway si è cimentato nel genere e, per certi versi, anche Le Onde di Virginia Woolf può essere considerato un 'romanzo-di-dialoghi' - o un 'romanzo-di-monologhi-interiori', o un 'romanzo-di-monologhi-interiori-che-dialogano-e-quindi-un-romanzo-di-dialoghi'. In Italia abbiamo avuto alcuni esempi di tutto rispetto, come Le Città Invisibili, di Calvino, oppure, in anni più recenti, La Stiva e l'Abisso. La giovane Amélie, che aveva 26 anni quando ha pubblicato questo romanzo, doveva dunque confrontarsi coi giganti. E con la grazia di un topolino solitario e riservato, accumula bricioline di arguzia e scava una tana che diventa una trappola in cui sia Prétextat Tach, il perfido scrittore Premio Nobel prossimo al decesso a causa della 'sindrome di Elzenveiverplatz' (!?), sia noi lettori precipitiamo irrimediabilmente.

La 'trama' del romanzo è presto detta. Prétextat Tach, visto che sta per morire, cede alle insistenze e, per la prima volta in vita sua, si mette a concedere interviste. Ma è un uomo cattivissimo e dalla personalità sadica: ogni giornalista rimane traumatizzato dall'incontro-scontro col Grande Scrittore. Solo l'ultimo intervistatore, che è una intervistatrice, darà filo da torcere al malvagio Prétextat, in un'intervista all'ultimo sangue ed all'ultima parola, che ben presto degenererà, diventerà sempre più stravagante, sempre più assurda, fino a diventare una vera e propria guerra, dove non si capisce neanche bene chi, alla fine, sarà il vincitore. La 'trama', dunque, è questa. Ma quello che colpisce di più è la penna argutissima, oserei dire filosofica della Nothomb. Narratrice abilissima, la Nothomb muove le fila dei suoi dialoghi con mefistofelica precisione e cosparge il testo di un acume davvero poco comune, dosato e bilanciato da una leggerezza, una freschezza ed un umorismo che sfiorano la genialità.

È 'grande letteratura', o solo mestiere? È stata la fortuna della principiante? Non è che la Nothomb è brava ad usare gli effetti speciali della letteratura ma poi, stringi stringi, la sua leggerezza è solo superficialità? Non lo so e, francamente, non me ne frega niente. Hygiène de l'assassin è un romanzo che si legge in un giorno, ma che poi non si dimentica più: per me, basta e avanza.

E dunque, chapeau, madame Nothomb!
AzancaAzanca wrote a review
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ElsastellaElsastella wrote a review
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