Hyperion
by Dan Simmons
(*)(*)(*)(*)(*)(247)
Primo volume del ciclo ''I Canti di Hyperion''. Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell'uomo nello spazio, dand... More

All Reviews

69
ClaudiaClaudia wrote a review
11
(*)(*)(*)( )( )
AngelinaAngelina wrote a review
220
(*)(*)(*)(*)(*)
Trip
Sette pellegrini su un pianeta remoto attraversano un mare d'erba su una nave semovente, valicano una catena montuosa alta novemila metri per raggiungere le Tombe del Tempo. La Terra è stata distrutta, centocinquanta miliardi di esseri umani hanno colonizzato decine di pianeti della Galassia distruggendo la biodiversità e coprendoli di rifiuti come di consueto. Un governo centrale, l'Egemonia, affronta la guerra contro gli Ouster, umani evoluti che costruiscono ineffabili fattorie-cometa e anelli di biodiversità nello spazio. Dalle Tombe del Tempo emerge lo Shrike, una divinità di acciaio organico che trafigge le persone per poi impalarle, ancora vive e contorte dalla sofferenza, su un albero gigantesco. Le IA si sono evolute, conducono una vita a parte nel Tecnonucleo, tentano di creare l'Intelligenza Finale o Dio.
Ciascun pellegrino racconta la propria storia mentre compie il viaggio e ogni storia è già un romanzo breve di per sé, un romanzo meraviglioso. Arrivati alle Tombe del Tempo, i viaggiatori aspettano: sei moriranno, uno solo si salverà e vedrà esaudito un desiderio. L'avventura continua per altri tre libri, un fiume in piena di avventure e di visioni.
L'opera di Simmons è malamente catalogata come fantascienza, ma si tratta di qualcosa di più: una capacità prodigiosa di tenere in piedi innumerevoli personaggi e di offrire al lettore, finalmente!, storie degne di Verne prive del chiacchiericcio inconsistente di una letteratura che pretende di scavare nell'intimo e produce solo dei pettegolezzi psicologici.
La traduzione è appena accettabile, i libri sono oggetti sciatti, colmi di refusi, eppure si leggono con gusto, perdendosi nelle meraviglie di Bosco Divino, Porta del Paradiso, Mare Infinitum...
Il futuro quasi lo stiamo sfiorando: l'umanità si annichilisce in un oceano di dati, le vecchie religioni scompaiono e ritornano più agguerrite di prima, i sogni scorrono nelle autostrade telematiche e, per viaggiare nell'infinito, sono sufficienti un portale e una carta di credito. Tutto cambia perché tutto resti come prima, così come si affermava in un antico libro perduto della vecchia Terra e la poesia potrebbe ancora salvare la vita.
SUN50SUN50 wrote a review
226
(*)(*)(*)( )( )
A sci-fi Canterbury tale (con TRADUZIONE) – cat. 22 Reading Challenge - un libro con un personaggio robot, cyborg o di intelligenza artificiale
As with any story it's really all in the telling. Dan Simmons is an amazing writer. His prose is exquisite, his characters well developed, the dialog is spot on and action sequences compelling.
The problem I have with this novel is that the writer tries to do too much with (what is obvious by middle of the book) the first in a series. It becomes more evident with each turn of the page that, with seven protagonists, there are just too many stories to flesh out and still follow the story arc as set out in the beginning of the book. While there is one of the seven who is supposed to be the prime focus of the tale he never really achieves a central place in the telling.
Artistically I found myself nonplussed at the fact that all of the main characters, in turn, tell their own back stories, ostensibly, in their own voice. Unfortunately Mr. Simmons does a poor job of varying from his own style, or removing his own voice from theirs. This results in a certain homogeneity of the stories, even though each one is significantly different and unique.
When I cast my thoughts back near the end of the novel I found it hard to differentiate where one characters story left off and another began, the prose used was just too similar, and should have been as varied as the people telling them.
So we have, basically, a collection of short stories from completely different characters and perspectives, yet all told in the same voice, and woven into the same story arc. It's an interesting concept that could've been done better by taking more risks.
By letting our heroes speak in their own voices instead of speaking through them in the author’s voice these characters could've been much deeper and more engrossing.
Worse yet the author ends the novel abruptly in a ridiculous scene that's lifted right from a kid-lit fantasy story's middle! This weird left turn of an ending has the feel of an editors interference, possibly chopping up a too long novel into two, leaving the first with an inexplicable, maddening, mess of an ending!
There is no denouement, no satisfactory wrap-up at all. In fact I believe the publisher just arrogantly assumes that you'll be compelled to buy the next book in the series.
Frankly, I'm not sure that I will.

TRADUZIONE

I racconti di Canterbury in versione fantascientifica.
Come per ogni storia, sta tutto nel raccontare. Dan Simmons è uno scrittore straordinario. La sua prosa è squisita, i suoi personaggi ben sviluppati, il dialogo è perfetto e le sequenze d'azione avvincenti. Il problema che ho avuto con questo romanzo è che lo scrittore cerca di fare troppo con il primo di una serie (ciò che è ovvio a metà del libro). Ad ogni giro di pagina diventa più evidente che, con sette protagonisti, ci sono troppe storie da completare e seguire oltre all'arco narrativo di cui all'inizio del libro. Mentre c'è uno dei sette che dovrebbe essere il fulcro del racconto, non raggiunge mai un posto centrale nel racconto. Artisticamente mi sono ritrovata disorientate con il fatto che tutti i protagonisti, a loro volta, raccontano le loro storie passate, apparentemente, con la loro voce. Purtroppo il signor Simmons fa un pessimo lavoro nel variare il suo stile, o nell'eliminare la sua stessa voce dalla loro. Ne risulta una certa omogeneità delle storie, anche se ognuna di esse è significativamente diversa e unica. Quando ho rilanciato i miei pensieri verso la fine del romanzo, ho trovato difficile differenziare il punto in cui la storia di un personaggio è stata interrotta e quella di un altro ha avuto inizio, la prosa utilizzata era troppo simile, e avrebbe dovuto essere varia come la gente che la raccontava. Abbiamo quindi, in sostanza, una raccolta di racconti di personaggi e prospettive completamente diverse, ma tutti raccontati con la stessa voce, e intrecciati nello stesso arco narrativo. È un concetto interessante che avrebbe potuto essere fatto meglio assumendo più rischi. Lasciando che i nostri eroi parlassero con la loro voce, invece di parlare attraverso di loro nella voce dell’autore, questi personaggi avrebbero potuto essere molto più profondi e coinvolgenti. Peggio ancora, l'autore termina bruscamente il romanzo in una scena ridicola che viene prelevata proprio dal centro di una storia fantasy per bambini! Questa strana svolta del finale ha la sensazione di un'interferenza dei redattori, forse tagliando in due un romanzo troppo lungo, lasciando il primo con un inspiegabile, pazzesco, pasticcio di finale! Non c'è un epilogo, non c'è un impacchettamento soddisfacente. In realtà credo che l'editore dia per scontato con arroganza che saremo costretti ad acquistare il prossimo libro della serie. Francamente, non sono sicura che lo farò.