I figli di Dune
by Frank Herbert
(*)(*)(*)(*)( )(1,423)
Ciclo di Dune - volume III

Sono passati nove anni da quando Paul Muad'Dib è scomparso nel deserto, affidando la reggenza dell'Impero e la cura dei figli alla sorella Alia. La trasformazione ecologica di Arrakis prosegue con regolarità, mentre il pianeta vive un periodo di grandi cambiamenti sociali ed economici e la religione sorta attorno alla carismatica figura di Paul Muad'Dib, trasformata da Alia in una soffocante burocrazia che minaccia di ridurre in schiavitù la galassia, richiama notevoli folle di pellegrini provenienti da migliaia di mondi. Alia, intanto, si appresta a distruggere l'opera del fratello, servendosi delle trame della vecchia aristocrazia e del Bene Gesserit, che opera attraverso Lady Jessica, per completare l'antico programma genetico prodotto da Paul. Spetterà a Ghanima e Leto, figli di Paul e detentori dell'immenso e terrificante potere della memoria genetica dell'umanità, mettere a posto le cose una volta per sempre.

All Reviews

89 + 23 in other languages
Paige91Paige91 wrote a review
02
(*)(*)(*)(*)(*)
Spoiler Alert
Manuela MazziManuela Mazzi wrote a review
00
(*)(*)(*)(*)( )
Un romanzo sulla fede (e fedeltà), sull’ambientalismo, e anche sul sacrificio
I figli di Dune, si intitola così il terzo episodio della saga ”Dune” che ho appena finito di leggere.

LA TRAMA
Come dire? La saga continua!,...e non si discosta molto da quanto ho scritto per il primo volume: è un’incessante lotta di potere, anche incestuosa e fratricida, ma sempre con un forte carico di fedeltà (alla famiglia, al senso del dovere, alla presenza, a qualche credo, all’amore, all’amicizia...). Molto più interessante del secondo che mi è parso più che altro un anello di raccordo.

OLTRELATRAMA
La prima edizione di questo terzo volume risale al 1977. Ed è dunque facile ipotizzare lo slancio tematico di stampo ambientalistico che questo libro ha subito. Fu scritto, in fondo, nel decennio che seguì la famosa fotografia dell’alba della Terra, vista dalla Luna è fatta girare proprio in questi giorni da molti media. Era il 24 dicembre del 1968, e come “discorso natalizio” dallo spazio uno degli astronauti lesse il racconto della creazione del mondo, ovvero pronunciò le prime parole della Bibbia dal libro della Genesi. E il tema dell’ambiente da salvare e il credo religioso sono parti fondanti di quest’opera.

Eppure non va dimenticato che il primo volume della saga risale a tre anni prima di quel suggestivo evento mondiale. Cioè fu pubblicato nel 1965 e scritto ovviamente prima.

E non si parla solo di come fu maltrattata la terra migliaia di anni prima, ma - ed è questo a “scioccarmi” - parla in buona sostanza del surriscaldamento terrestre e degli attuali problemi climatici.
Certo, la definizione “effetto serra” ha origine nel lontanissimo 1824, per cui se ne parla in ambito scientifico da quasi duecento anni. Ma la prima conferenza mondiale sul clima ebbe luogo “solo” nel 1979. E si potrebbe dunque far risalire agli inizi degli anni Ottanta il boom della campagna di sensibilizzazione.

Per cui mantiene in ogni caso un alone profetico questo romanzo: lo sviluppo dell’ambientazione di questa saga iper-ambientalista è così di estrema attualità, che lo proporrei come ciclo di lettura anche alle medie.

Che poi Herbert, va ben oltre. Cioè va già alla fase successiva, va al dopo desertificazione. E mostra come la gente di Arrakis si meraviglia nel vedere fiumi e foreste riprendere possesso delle dune dopo secoli di aridità; ne sono così turbati che lo vivono addirittura come fosse un evento negativo (per i vermi ad esempio o per le trote della sabbia...) e, niente, lo trovo geniale.

IN CONCLUSIONE
Ecco: Dune per ora mi pare un romanzo sulla fede (e fedeltà), sull’ambientalismo, e anche sul sacrificio.

CITAZIONE:
“La sua bocca era piena di fangosa moralità”
librisenzagloria - bloglibrisenzagloria - blog wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
I figli di Paul Muad'dib
I figli di Dune sono anche i giovani figli di Paul Atreides, meglio noto come il leggendario Muad’dib. Si chiamano Leto II e Ghanima. Leto (secondo nel suo nome dopo il nonno Duca deceduto nel primo romanzo) e la sorella hanno il dono della compartecipazione interiore: i due riescono a richiamare i ricordi degli avi che vivono dentro di loro, a rivivere esperienze passate, addirittura a prestare momentaneamente loro il proprio corpo. In questa maniera leggiamo le sequenze più originali e disturbanti: il nipote può in un primo tempo rivolgersi alla nonna con le parole del figlio scomparso, e successivamente con la voce del marito morto rievocando i loro rapporti sessuali. Ancora, fratello e sorella discorrono fra loro impersonando un marito e una moglie di un’altra epoca.
I due gemelli sono il perfetto risultato del progetto procreativo avviato dalla sorellanza Bene Gesserit per portare alla generazione del Kwisatz Haderach: tramite Lady Jessica hanno partorito Paul Atreides, quindi la mutazione ha raggiunto l’apice con i figli di Paul, ossia Leto e Ghanima. Però c’è un passaggio intermedio, la sorella di Paul, Alia Atreides: lei, la Reggente con al seguito un esercito di amazzoni, a differenza dei nipoti, è assuefatta dalla tranche di spezia.
Alia finisce posseduta da una delle persone-mnemoniche che vivono dentro di lei, e nientemeno che dal cattivissimo barone Vladimir Harkonnen del primo romanzo: viene dunque posseduta da suo nonno (e se non sta ad ascoltarlo, quello la minaccia provocandole lancinanti mal di testa), diventa l’Abominio (Jessica riconosce la Possessione quando le vede muovere le dita nella caratteristica maniera che era del vecchio e perfido Harkonnen) e attua un piano di trasformazione ecologica per portare all’estinzione dei vermi giganti del pianeta Arrakis (meglio noto come Dune) e porre fine al commercio della spezia (il melange richiesto da tutti i pianeti) dopo averne però incamerato una buona scorta.
Ossessionata dalle voci di fantasma, Alia diviene a tutti gli effetti la Lady Mcbeth dello spazio. La “zia” Alia ha già contravvenuto a un diktat del Bene Gesserit secondo il quale non bisogna manipolarsi a livello enzimatico per restare sempre giovani. Non contenta, si sceglie per amante Duncan Idaho il ghola-Mentat (una sorta di computer umani da quando guerre passato hanno impedito la costruzione di vere e proprie macchine pensanti – ma nel suo caso “redivivo” come raccontato nel precedente romanzo).
Stillgar, il naib dei Fremen, è rimasto su Dune (dove l’acqua non è più un problema come un tempo) per istruire e proteggere nel loro Sietch Tabr i due gemelli figli del suo vecchio amico Paul. Fra i nuovi personaggi abbiamo l’infido, corrotto e giovane sacerdote Javid, uomo di Alia.
La vicenda ha inizio con l’arrivo (e ritorno) dell’attuale Reverenda Madre del Bene Gesserit: Lady Jessica (madre di Alia e nonna dei due gemelli) lascia il suo rifugio a Castel Caladan per sbarcare nuovamente sul pianeta di Dune (l’obiettivo è: contrastare Alia o proteggere i gemelli?). I fatti si complicano con le apparizioni e i proseliti di un tale Predicatore: dietro quella maschera per molti si nasconde addirittura il redivivo Paul Atreides. Egli denuncia il clero sorto negli ultimi anni, che ha deificato Muad’dib e ne ha frainteso gli insegnamenti.

Quando le cose volgono al peggio, la Reggente prende il potere: i due gemelli si sottraggono da soli alle guardie di Alia, la nonna Jessica viene tratta in salvo dai Fadaykin (i Commandi della Morte Fremen sempre fedeli a suo figlio e non alla nuova religione). Intanto, a tramare al pianeta rivale Salusa Secundus ci sono la principessa Wensicia della Casa dei Corrino, suo figlio Farad’n erede di Shaddam IV e il fedele ufficiale Tyekanik (uno dei temibili militari Sardaukar): è lei ad aver fatto addestrare le fameliche tigri Laza perché sbranassero i piccoli Atreides.
Ad aspettare invece in disparte che si facciano tutti fuori a vicenda ci sono invece la CHOAM (Combine Honnete Ober Advancer Mercantiles) e la Gilda Spaziale.
Se ti è piaciuto l'inizio, continua a leggere la recensione sul blog pop nerd di Libri Senza Gloria:
librisenzagloria.com/i-figli-di-dune-di-frank-p-herbert
FefiFefi wrote a review
00
(*)(*)(*)( )( )
Il primo volume Dune mi sembrava abbastanza lento, ma questo terzo libro lo è ancora di più, è tutta una storia di congiure ,contro congiure,concetti mistici (anche troppi) e visioni confuse da farsi venire quasi il mal di testa (per noi lettori è un caos, ma a quanto pare non per i personaggi che hanno questo potere di vedere i diversi futuri e costruiscono così il presente).
Si chiude definitivamente un cerchio con la fine del Predicatore, che fin dall'arrivo sulla scena, non è difficile capire chi sia e si apre un'altra era, quella del grande potere di Leto II ( mi è piaciuta l'idea usata per farlo diventare un dio, molto fantascientifica).
La storia comunque regge bene, anche se il continuo ripetersi del concetto delle coscienze dei pre-nati gemelli,Ghanima e Leto, alla lunga annoia un po' (quei poteri avrebbero fatto impazzire chiunque, ma non loro).
Poi c'è Alia, la figlia di Paul che ora è diventata una gran dittatrice, la cui fine mi ha fatto un po' sorridere (ci sarebbe voluto qualcosa di un po' più originale); lei è quella che abbraccia il lato oscuro dei pre-nati ed è forse la più debole della famiglia.
Lady Jessica qui non mi è piaciuta, va bene che sei una della Bene Gesserit, va bene che accetti tutto perché hai visto nel futuro, ma diventare così una pedina rammollita? Mah, non mi ha convinto per niente.
Ora il pianeta Arrakis sta cambiando, così come stanno cambiando gli aghi della bilancia dei poteri galattici, quindi vedremo cosa succederà nei prossimi libri.