I figli di Matusalemme
by Robert A. Heinlein
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La persecuzione dei «diversi» è stata praticata da che mondo è mondo in tutte le società: diversi per il credo religioso o politico, diversi per le usanze, diversi per il colore della pelle, i gruppi minoritari non hanno mai avuto la vita facile. Che cosa fa credere ai Figli di Matusalemme che a lor... More

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GalionsGalions wrote a review
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L'individuo e i suoi nemici
Pubblicato in versione a puntate su ‘Astounding Science-Fiction’ nel 1941, ‘I figli di Matusalemme’ giunge alla sua versione definitiva nel 1958 aprendo il ciclo della ‘Storia Futura’ in cui Heinlein immagina il futuro prossimo della storia dell’umanità dal secolo XX al secolo XXIII.
I protagonisti sono una comunità di circa centomila individui che discendono da una selezione genetica in cui sono stati scelti alcuni soggetti particolarmente longevi, i quali hanno accettato di incrociarsi tra loro ottenendo una discendenza ancor più longeva.
Questa comunità si è affidata alla segretezza per nascondere questo risultato all’opinione pubblica, ma ad un certo punto la società, avendo raggiunto un livello di civiltà e benessere particolarmente stabile ed evoluto, viene giudicata pronta alla rivelazione dei risultati brillanti ottenuti da questa selezione.
Niente di più sbagliato: le garanzie costituzionali vengono spazzate via ed inizia una caccia spietata per carpire un fantomatico segreto dell’eterna giovinezza.
La comunità delle Famiglie Howard, come viene chiamato il gruppo dei longevi, è costretta a lasciare la Terra clandestinamente sequestrando un’astronave.
Heinlein, come già accaduto nel suo romanzo d’esordio ’A noi vivi’, predispone una cornice narrativa per divulgare il suo pensiero su diversi temi controversi.
Il risultato appare evidente laddove l’autore non si cura granché della storia, che specie nella prima parte del romanzo offre il fianco a qualche sbadiglio, ma permette l’emergere di argomenti scottanti quali gli istinti ancestrali della razza umana, capaci di cancellare secoli di conquiste sociali e politiche per inseguire un semplice sospetto di inganno.
Il viaggio stellare a cui sono costretti i membri delle Famiglie Howard li porta a confrontarsi con specie aliene in cui il momento del primo contatto viene risolto superficialmente dall’autore, a cui in realtà interessa introdurre altri temi di riflessione estemporanei rispetto alla trama del romanzo.
Non entro nel merito per non rischiare spoiler, ma una delle riflessioni più meritevoli d’attenzione è il rapporto tra l’individuo e la società che lo circonda e le modalità con cui quest’ultima annulla o mortifica le personalità dei singoli omogeneizzandole.
Ma ancor più radicale appare l’avversità verso il pensiero religioso e tutti i suoi aspetti esteriori come i riti, le celebrazioni e la commistione con la vita pubblica.
La traduzione di Giacomo Fecarrotta è scorrevole come lo stile di Heinlein, a parte un passaggio a pagina 71 dove l’espressione ‘Perché giocare a scherma con me?’ inteso come un invito a parlare apertamente, mi ha lasciato un po’ perplesso.
Il finale lascia in sospeso la curiosità del lettore, ma come ho scritto questo è il romanzo di un ciclo che si compie successivamente.
Senza dubbio interessante questo ibrido narrativo-saggistico dell’autore, che in quest’occasione appare migliore del suo esordio con ‘A noi vivi’, ma forse questa formula lascia scontenti sia chi cerca una storia, sia chi vuole approfondire certi aspetti sociologici che Heinlein ha voluto sottoporci.
Patrizio HlaicPatrizio Hlaic wrote a review
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RaflesiaRaflesia wrote a review
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“Ecco davanti a te una scimmia che ha cominciato ad arrampicarsi e continuerà a farlo, a guardarsi intorno per vedere tutto il possibile, finché l’albero la sosterrà”.
Vivere per lungo tempo…non è un sogno per molti? Vivere oltre i cento anni, i centoventicinque, i centocinquanta…non piacerebbe a molti? Poter trovare un elisir di lunga vita…siamo sicuri che ci farebbe davvero contenti? Siamo sicuri che vorremmo vivere a lungo per poi veder morire le persone che più amiamo? Ricordo ancora le parole di mia nonna, morta a novantotto anni, che avrebbe volentieri vissuto venti, anche trenta anni in meno pur di non veder morire tutti i suoi fratelli, tutte le sue sorelle e due dei suoi figli…
Pianeta Terra, 2125.
Una casta denominata “i figli di Matusalemme”, composta da centenari e ultracentenari nati grazie a un esperimento genetico, è riuscita per lungo tempo a nascondere agli altri abitanti del pianeta la loro “privilegiata” condizione.
Di comune accordo decidono di svelarsi al mondo, di rivelare la loro vera “natura” e di vivere così in modo pacifico con gli altri esseri “normali”.
Non so se questo loro pensiero sia frutto di ingenuità o di una pura utopia, fatto sta che appena rivelano il loro segreto, come c’era da aspettarselo, comincia una vera e propria persecuzione nei loro confronti, soprattutto da parte di coloro che, giunti al termine della propria esistenza, cerca in ogni modo di accaparrarsi qualche anno in più.
I figli di Matusalemme iniziano così a essere perseguitati da uomini e donne pronti a tutto pur di accaparrarsi il segreto della longevità. Per evitare queste terribili persecuzioni, la casta, guidata dall’indomito Lazarus Long(un eroe in kilt scozzese) si imbarca su una capiente astronave e riesce a scappare dal pianeta Terra.
Inizia così per i “vecchietti” una lunga avventura tra le galassie alla ricerca di un pianeta dove poter abitare in tutta serenità…
Lettura un po’ altalenante per me…un inizio piuttosto difficile(la prima parte l’ho trovata francamente un po’ pesantuccia, molto più simile a un saggio sociologico che a una storia di fantascienza), risollevatosi poi con una seconda parte(quella del viaggio nella galassia) molto interessante(mi sono piaciute molto le descrizioni dei vari abitanti dei pianeti incontrati dall’astronave dei “vecchietti”), però devo dire che tra me e questo romanzo non è scoccata quella scintilla in grado di conquistarmi…una discreta lettura, ma a mio modesto parere un po’ scialba e soprattutto un po’ inconcludente nel finale(da quel che ho capito c’è un seguito intitolato “Lazarus Long, l’immortale”…).
Il personaggio di Lazarus mi è piaciuto molto, tutto sommato la storia si legge abbastanza bene, ma mi aspettavo qualcosa di più…per me non c’è paragone con l’altra opera di Heinlein che ho letto e che ho amato molto, “la porta sull’estate”.
Comunque sia lo consiglio, soprattutto per i forti temi affrontati(la paura e l’invidia nei confronti del diverso, il rapporto con la religione, il rapporto tra uomo e donna), temi che, nonostante questo romanzo sia datato 1958, sono ancora oggi molto attuali.
GPGP wrote a review
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DeneilDeneil wrote a review
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KILT E FULMINATORI: UNA STORIA LUNGA 2136 ANNI.
IL VOTO È UN 2,5

A legger I figli di Matusalemme così come ho fatto io, senza conoscere il ciclo della Storia Futura di Heinlein, senza sbirciare l’anno di uscita su wikipedia, senza saperne un’acca insomma, ci si fa un gran male.
Heinlein è un Freccia Rossa già in viaggio da ore che non ammette soste e sul quale si sale fortunosamente lanciandosi da un cavalcavia con una moto (all’inseguimento di un terrorista con la faccia ovviosamente scura che poi ti scazzotti per un’ora e alla fine il tuo collega ti spara..avrò mica visto 007?). Convenzioni, primi profeti, seconde rivoluzioni americane, spazi conquistati, iperspazi semiesplorati, navicelle iperveloci: ma da dove pisello (no, non ho detto azzo) sono venuti fuori? E cosa sono? E soprattutto: si può sapere cosa sta succedendo?
La prima parte de I figli di Matusalemme ti butta in un calderone ribollente di informazioni (assolutamente necessarie alla comprensione del testo) appena abbozzate che c’è da uscirne pazzi o, più semplicemente, c’è da lanciare il libro sulla mensola più alta dello scaffale in modo da non vederlo più, o come avrebbe detto un tempo Antonio Zequila (ma perché sti pagliacci scompaiono in così breve periodo privandomi di tanto divertimento insano?): << MAI PIÙÙÙÙ>>
Dopo di che l’autore di Fanteria dello spazio concede il tempo per una presunta piacevolissima pisciata: nella seconda parte ci si ferma ad ammirare mondi e razze sconosciute che fanno venire l’acquolina in bocca in quanto a originalità, ma che, chissà per quale sorta di cattiveria insita nello scrittore, vengono sempre abbandonati sul più bello. Sei li che tiri giù la lampo e FIIIIIII, il treno è in partenza,anzi non si è mai fermato, sususususususu si torna a casa!
Ma come?
E giù a riaccennare a Convenzioni mai lette, segreti mai svelati, personaggi mai visti, che sisi è tutto molto interessante, ma a me che ho letto solo I figli di Matusalemme cosa me ne può importare? Io volevo rimanere là a godermi il panorama mentre pisciavo… e si Heinlein, me l’hai già detto dieci volte in 100 pagine che Lazarus Long (devo davvero fare una battuta su questo nome?) ha un fulminatore appeso alla gamba, nascosto sotto il kilt, ma a me cosa me ne può fregare se tanto non viene mai usato? E già che ci siamo: perché mai nel 2130 e fischia uno sano di mente dovrebbe indossare un kilt senza nemmeno i lacci autochiudenti?

DIFETTI: Nella prima parte del romanzo Heinlein da per scontate alcune conoscenze che, evidentemente (spero) vengono dall’aver letto il resto del ciclo (o il romanzo Lazarus Long, l’immortale).
Per il resto l’autore soffre sempre dello stesso difetto che avevo già notato in Fanteria dello spazio: una pazza voglia di inserire dati o spiegazioni tecniche dettagliate all’interno della trama, anche in momenti assolutamente inopportuni, di cui si può far volentieri a meno.
Altra cosa assolutamente insopportabile è l’artificialità dei personaggi, tra improbabili Ammmerigani duri, puri e grezzi come Lazarus Long (che ha il fulminatore sotto il kilt, ricordalo!) e altrettanto insopportabili matematici che in momenti di pericolo estremo discutono sul perché e percome la nave va più veloce della luce con altri dementi dal cervello fino.

LestatLestat wrote a review
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I membri della Famiglia Howard sono diversi dagli altri uomini: vivono il doppio se non il triplo di un normale uomo.
E dopo anni di Mascherata, una pratica che serviva a far morire ufficialmente un membro della Famiglia per poi dargli un'altra identità, decidono di rivelarsi al mondo.
Ormai, dicono, regna la pace sociale; la civiltà ha raggiunto un alto grado.
Niente sembra far presagire che i normali, gli uomini destinati a morire prima, non accetteranno questi loro fratelli più fortunati.
Ma l'invidia e la paura della morte è dietro l'angolo e pronta ad esplodere.

Il libro si potrebbe dividere in tre parti principali.
La prima è stata, schematicamente, riassunta poco fa ed è caratterizzata dalla presentazione dei membri della Famiglia e della loro necessità di fuggire dalla Terra e dal sistema solare.

La seconda parte parla (parla, parla e parla) dell'esplorazione di una parte dell'universo e di un paio di mondi e delle relative civiltà.

La terza è il ritorno sulla terra.


Devo dire che la prima parte suscita abbastanza curiosità e veniamo catapultati durante una riunione delle Famiglie.
Le spiegazioni sono gestite bene, tra spiegoni e flashback e tranne alcune scene ridicole (come Lazarus Long che sculaccia (cit.) una sua amica perché ci metteva troppo ad entrare nel sottomarino) il tutto è ben gestito.

La seconda parte riguarda l'esplorazione dell'universo.
E qui sono rimasto perplesso.
Sembra che la Premise (dichiarazione iniziale? Premessa? Presupposto? Insomma, l'indirizzo iniziale del romanzo) sia cambiata. E dopo un po' di pagine scopro che è proprio così.
Della Premise iniziale non resta niente. Anzi, sembra che i membri delle Famiglie si siano dimenticati di poter essere ultracentenari.
Nella prima parte, dove si capiva che l'esodo era l'unica scelta possibile, si era chiaramente fatto riferimento alla longevità dei membri come un fattore che li avrebbe aiutati a esplorare la galassia. Ora, invece, grazie a un Deus Ex (Libby inventa, nell'arco di pochi giorni, un motore che può arrivare quasi alla velocità della luce) che gli consente di seminare la Marina terrestre e quella venusiana hanno la velocità superpower e possono viaggiare in pochi anni attraverso lo spazio, rendendo, come dicevo, inutile il "fattore longevità". A questo si deve aggiungere l'ulteriore powewup da parte del Piccolo Popolo.

E dai problemi di coesistenza sulla terra, la trama si focalizza sulla scoperta di nuovi mondi; e così anche i protagonisti della storia cambiano: dalla collettività della Famiglia, ai singoli membri.

E nemmeno questa parte viene sviluppata come si deve.
Sembrano più capitoletti di un moderno telefilm dove c'è una trama generale (il viaggio) e una sotto trama che c'entra ben poco con le altre sotto trame.
Il lettore, a questo punto, si aspetterebbe qualcosa di più dettagliato.
Invece ci troviamo a scoprire che esiste vita intelligente sulla terra e il primo contatto con questa razza ci viene raccontato più o meno così: Scesero a terra. Qualche ora più tardi, sulla nave, Lazarus faceva rapporto. L'ho trovato estremamente irritante.

Il primo contatto con la seconda civiltà l'ho trovato più carino, ma il tragitto PrimaCiviltà-SecondaCiviltà l'ho trovato estremamente forzato. Per la serie perchessi!

La terza parte del romanzo riguarda il ritorno.
E anche qui sembra un'altro cambio di Premise.
Il problema della longevità non è più un problema, infatti hanno trovato una soluzione (cretina), sulla terra.

Per quanto riguarda lo stile, viene raccontato tutto tramite un Narratore Onnisciente che, all'occorrenza, salta da una spalla all'altra, da una testa all'altra.
Nel complesso, non provoca nessuno disagio. Si capisce sempre chi parla e chi pensa cosa.

Spesso Heinlein usa la tecnica del "...glielo spiegò. Dieci minuti più tardi..." nascondendo così al lettore i dettagli del piano.
Espediente che può andar bene una volta, non di più; tre o quattro volte sono irritanti.

Nel complesso un romanzo che, nonostante i difetti, supera abbondantemente la sufficienza.