I figli di Medusa
by Theodore Sturgeon
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Raramente le guerre hanno cause nobili, ma non tutte le invasioni sono obbligatoriamente assassine. E' un concetto che sembriamo aver dimenticato in questo 2004 di guerra asimmetrica, di eserciti e di terroristi, di informazioni negate e pilotate... Ci sono state, nella storia, anche invasioni buone... More

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TexTex wrote a review
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M3ntalF1ossM3ntalF1oss wrote a review
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L'abbandono è una forma di stupro
Dopo Cristalli Sognanti e Nascita del Superuomo Sturgeon porta alle estreme conseguenze la sua personalissima ossessione di invasione e di mutazione: stavolta al povero bipede terrestre tocca uno stupro dalle stelle (Cosmic rape è il titolo originale), una possessione collettiva in piena regola. Se nei precedenti romanzi gli uomini erano generati da altri esseri o si evolvevano autonomamente fino a vette impensabili, ora vengono presi ostaggio da un'intelligenza extracorporea (e superiore?) per un nuova metamorfosi.

Come d'abitudine il caro Theodore è un abile tessitore di trame, un delicato ricamatore che non perde mai la lucidità e la sua innata inclinazione verso l'analisi dei sentimenti e delle sotterranee pulsioni proprie della nostra specie. Il progetto è affascinante e viene messo in atto prendendo come sample la gente normale, o meglio, un tantino disadattata: pazzi ubriaconi, ragazzini incompresi, sessuomani non corrisposti, ecc...

L'obiettivo è ambizioso ma l'impressione è che non sia stato pienamente colto. La narrazione è spezzettata, tirando e strappando in fogge non sempre piacevoli: il romanzo infatti è una raccolta di "puntate", di episodi dei suddetti campioni umani, trattati uno alla volta alternativamente. Il risultato è un affresco alla Altman, ma all'ottava bassa. Emergono il putridume della razza umana, la sua diffidenza, il suo arrivismo, il suo pressapochismo, al punto che ci si chiede perché un'entità di un altro mondo abbia così tanto desiderio di impadronirsene. La motivazione non è mai ben illustrata e si limita a un generico e mai troppo charificato scopo : creare una "mente alveare", riportando l'uomo al suo stato ritenuto naturale, ovvero l'unione completa di tutte le coscienze.

Il problema è che manca ritmo e non si salta mai sulla sedia né per gioia, né per compiacimento. A tratti, orrore degli orrori, subentra pure la noia (in Sturgeon rara come un calciatore laureato) e si arriva alla conclusione, seppur sempre grati della finezza e dell'acume dell'autore, con la stessa sensazione con cui si arriva in fondo a un pacchetto di patatine già aperte da un giorno: per il gusto di finirle. E la sentenza sfortunatamente corrisponde al gusto: dimenticabile.
Mirco con la CMirco con la C wrote a review
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Medusa è una gigantesca mente-alveare che ha già inglobato le forme di vita intelligenti di due galassie e si sta espandendo nella nostra. Gurlick è un senza-tetto che ingoia accidentalmente una spora di Medusa contenuta in un avanzo di sandwich di carne equina scovato fra i rifiuti. La storia si frammenta poi a raccontare le vicende minime quotidiane di tanti altri personaggi infelici, isolati, disadattati, che Sturgeon ritrae rapidamente ma in maniera vivida e toccante, cogliendo il cuore dei loro drammi esistenziali, con la sua consueta attenzione nei confronti degli ultimi e dei diversi. Attraverso questi individui osserviamo l’esito dell’incontro fra Medusa e le menti degli umani, il risultato imprevedibile di questo bizzarro tentativo d’invasione.
Si può condividere o meno il sincero afflato umanitarista che portava Sturgeon a nutrire fiducia e speranza nella nostra capacità di crescere e migliorare attraverso la solidarietà e la cooperazione, ma non si possono non apprezzare lo stile e la poesia della sua prosa (nella vecchia edizione della Libra sono un po’ inficiati da diversi refusi e da una traduzione non sempre all’altezza), la fantasia vivace, la garbata ironia, la profondità dell’analisi psicologica e, come già detto, l’empatia nei confronti dei suoi anti-eroi a cui sa offrire una possibilità di rivalsa. Sono tutte caratteristiche che ricordo mi fecero amare molto il celebrato “Cristalli sognanti”, anche se quasi non ne ricordo la trama… quando lo lessi avevo, ahimè, meno della metà degli anni che ho ora…
Andy GoldAndy Gold wrote a review
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