I grandi romanzi
by Jules Verne
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Fantascienza ed avventura
Volume dei ‘Mammut’ Newton Compton dedicato a Jules Verne, autore francese che nell’800 diviene antesignano della moderna fantascienza grazie ai suoi grandi successi letterari, tra cui i principali sono raccolti in questo tomo corposo.

PARIGI NEL XX SECOLO 5/10
Curioso è il destino di questo romanzo, che proposto a Hetzel, l’editore che coronò il sogno di Verne di lasciare la carriera di agente di cambio per quella letteraria, venne respinto nonostante il precedente successo delle ‘Cinque settimane in pallone’ perché giudicato eccessivamente avveniristico.
Hetzel consigliò a Verne di riproporlo addirittura vent’anni più tardi e fu così che cadde nel dimenticatoio, tanto che finì in una cassaforte di cui il figlio di Verne perse le chiavi.
Ad un certo punto fu considerato un titolo perduto sino a che la cassaforte ritenuta vuota non fu finalmente forzata rivelando il manoscritto inedito, ma tutto questo solo nel 1989.
Questo destino è tanto più curioso per il fatto che Verne negli anni ‘60 del XIX secolo immagina il futuro della capitale francese cent’anni più tardi.
Di primo acchito sembra trattarsi di un manifesto dell’ottimismo nel progresso e nella tecnica, Parigi è immaginata come una città percorsa da treni a propulsione magnetica, collegata al mare da un canale scavato per permettere la navigazione di bastimenti enormi.
Ma quando viene introdotto il protagonista Michel Dufrenoy, Verne rivela quanto quest’ottimismo sia fondato su basi tutt’altro che solide: si profetizza che la tecnica, la finanza e l’industria soffocheranno le arti inaridendo la cultura e la società disumanizzandole.
Purtroppo Verne si imprigiona in questo concetto ripetuto fino allo sfinimento, finendo per impoverire la trama quasi inesistente del romanzo, limitata al protagonista ed al suo tentativo di ritagliarsi un ruolo dignitoso in un contesto che gli risulta crudelmente estraneo.

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA 7/10
Pubblicato nel 1864, ‘Viaggio al centro della Terra’ è un romanzo della fantascienza classico-avventurosa legato al tema del ‘mondo perduto’.
Questo tema affermatosi nella tarda età vittoriana, e che verrà ripreso in seguito dal cinema, immagina luoghi isolati che rimanendo tagliati fuori dall’evoluzione della civiltà dell’uomo, al momento della loro scoperta rivelano la sopravvivenza di uomini, animali ed ambienti delle epoche preistoriche che si pensavano perduti per sempre.
In questo titolo il professor Lidenbrock di Amburgo scopre una pergamena antica in cui l’esploratore Arne Saknussem avrebbe individuato in un cratere spento dell’Islanda la via per raggiungere il centro del globo terrestre.
Il viaggio è emozionante e pieno di avventure come nelle attese, peccato però che Verne ci si metta d’impegno per restituirci dei personaggi piuttosto ridicoli.
Interessante è il saggio dello scrittore Giampaolo Rugarli che introduce il romanzo.

DALLA TERRA ALLA LUNA 7.5/10
Nel 1865 viene pubblicato ‘Dalla Terra alla Luna’ che forma un dittico con ‘Intorno alla Luna’, ma quest’ultimo non è compreso nell’edizione.
I protagonisti sono artiglieri membri del ‘Gun Club’, un nome che dice tutto sul loro carattere guerrafondaio ed ultrapatriottico; costoro sono delusi dal periodo di pace seguito alla guerra di secessione americana che ha interrotto le opportunità di migliorare le tecniche militari relative alla balistica dei cannoni.
Il loro presidente Barbicane ha il merito di sublimare questa spinta tecnologica indirizzandola verso un obiettivo completamente nuovo: la Luna.
Sparare un proiettile che raggiunga la velocità di fuga dalla gravità terrestre e colpisca il satellite notturno è la nuova ragione di vita che ispira i membri del club, ed a questo scopo affrontano tutti i possibili ostacoli tecnici ed economici che si parano di fronte al progetto ambizioso.
Questo romanzo vanta un grande fortuna in quanto a fascino ispiratore di trasposizioni filmiche, tra le quali è doveroso citare quello che viene considerato il primo film di fantascienza, ovvero 'Le voyage dans la Lune' di Georges Méliès, dove il proiettile di un cannone adattato a capsula spaziale viene sparato nell'occhio di una Luna umanizzata.
Verne piazza le trovate giuste per sorreggere a dovere una trama più che solida sino al finale.

I FIGLI DEL CAPITANO GRANT 8,5/10
Romanzo corposo pubblicato nel 1867, che insieme a 'Ventimila leghe sotto i mari' e a 'L'isola misteriosa' forma la cosiddetta 'trilogia del mare'.
L'avventura qui prende decisamente il sopravvento sulla vena fantascientifica.
Al largo di Glasgow l'equipaggio del 'Duncan', yacht del lord scozzese Edward Glenarvan, pesca uno squalo martello, nel ventre del quale viene rinvenuta una bottiglia contenente una disperata richiesta di soccorso.
Il capitano Grant del 'Britannia' e due membri del suo equipaggio sono vittime di un naufragio, ma le informazioni ricavabili dal messaggio danneggiato dall'acqua salmastra sono decifrabili con difficoltà.
Lord Glenarvan è comunque un uomo d'onore ricco di risorse, per il quale organizzare la ricerca ed il soccorso dei naufraghi è una questione di vita o di morte, oltre che una solenne promessa pronunciata ai figli del capitano: Mary e Robert.
All'equipaggio del 'Duncan' si aggiunge in modo rocambolesco il cartografo francese Jacques Paganel, attraverso il quale Verne ci mostra tutta la sua dotta documentazione in geografia, antropologia e biologia.
Le ricerche si svolgono lungo la latitudine del 37° parallelo, cominciando dal Sud America e proseguendo nel continente australiano, l'autore non ci risparmia nulla: terremoti, alluvioni, cataclismi, animali pericolosi, ma Verne ci mostra che il pericolo più tenace ha origine ancora una volta dalla malvagità umana.
Il politicamente corretto la fa da padrone, ma i colpi di scena e le difficoltà rendono la trama tutt'altro che lineare o noiosa.
Divertentissime sono le numerose frecciate che Verne sparge talora contro gli inglesi ed il loro sentimento imperialista.

VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI 8/10
Edito per la prima volta nel 1870, questo romanzo viene definito come romanzo di fantascienza d’anticipazione, ed effettivamente la fiducia e l’esaltazione della scienza e della tecnica da parte di Verne sono senza riserve.
Un mostro marino solca gli oceani ed i mari terrestri causando danni incalcolabili ai navigli che incontra, affondandoli o distruggendoli irreparabilmente.
La marina statunitense incarica il capitano Farragut di condurre la fregata ‘Abraham Lincoln’ alla ricerca di questa creatura leggendaria per ucciderla e catturarla.
Il professore Aronnax, biologo e naturalista del Museo di Storia Naturale di Parigi l’accompagna come consigliere.
La missione sembra destinata a non sortire alcun risultato perché il mostro marino non appare, tanto da indurre molti a dubitare della sua esistenza, sino a che il colpo di scena giunge a spezzare un’attesa che pareva senza fine.
Per Aronnax, il suo fido servitore Consiglio ed il fiociniere della ‘Lincoln’ Ned Land inizia un viaggio pieno di fascino alla scoperta delle meraviglie dei fondali marini e degli uomini che vivono in questi ambienti, ricchissimi di specie bizzarre e piante a metà strada tra regno vegetale e regno animale, ma anche ricchi di pericoli e modi atroci di perire.
Un altro personaggio leggendario si aggiunge alla trama, misterioso, tenace, pieno di risorse, ma estremamente diffidente verso il genere umano, aspetto che l’ha convinto ad adottare una scelta di vita per certi versi estrema.
‘Ventimila leghe sotto i mari’ è il secondo romanzo della trilogia del mare secondo Wikipedia, insieme a ‘I figli del capitano Grant’ e ‘L’isola misteriosa’.
Completano il volume i romanzi:
'Il giro del mondo in ottanta giorni'
'L'isola misteriosa' e
'Michele Strogoff'
Proseguendo nella lettura aggiornerò questa recensione completandola.
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