I guardiani del destino e altri racconti
by Philip K. Dick
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La narrazione di I guardiani del destino si snoda attorno alla vicenda surreale di Eddie Fletcher, agente immobiliare la cui esistenza viene sconvolta dalla scoperta che la realtà è solo un meccanismo continuamente modificato e riplasmato da alcuni ‘guardiani’, potenti e misteriosi, che vivono al di fuori del pianeta. Philip K. Dick affronta qui uno dei temi portanti della sua produzione letteraria, il rapporto tra realtà oggettiva e realtà soggettiva, e lo fa con quella potenza visionaria che ne ha fatto uno degli autori da cui il cinema ha tratto maggiore ispirazione. Questa antologia raccoglie anche gli altri racconti brevi di Philip K. Dick trasposti in pellicole cinematografiche, ossia Next (2007), Paycheck (2003), Impostor (2002), Minority Report (2002), Screamers – Urla dallo spazio (1995) e Atto di forza (1990). Ecco un’occasione unica di accostarsi a un autore che, ancora oggi, è capace di metterci di fronte a rilevanti quesiti sul senso della nostra esistenza e sul nostro modo di leggere la realtà.

All Reviews

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ilcomiziettoilcomizietto wrote a review
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Belli!
Sette racconti di Philip K. Dick, uno più bello dell’altro. Se il tema è sempre lo stesso, il mondo che non è come ci appare, le declinazioni del tema sono invece dei piccoli capolavori di originalità e suspance. Da ogni racconto del volume sono stati tratti dei film con esiti non sempre all’altezza dell’originale, visto che un paio hanno vinto i Razzie Awards.

Segnalo che i racconti sono invecchiati bene in un modo tutto loro: in un ambiente futuro pieno di novità tecnologiche, si inseriscono la mentalità e le consuetudini degli anni Cinquanta e Sessanta, con le sigarette fumate in ogni dove, la moglie casalinga a casa, la carta carbone nella macchina da scrivere e le cabine telefoniche. La cosa non rende stonata la descrizione agli occhi di oggi, ma accentua ancora di più quella sensazione di mondo imprevedibile e pieno di sorprese in cui si muovono i personaggi.

Perché ho trascurato Philip K. Dick fino a oggi? Non lo so. Può un appassionato di fantascienza trascurare un simile faro per il genere? No. Eppure è successo. Ma non tutto è perduto. Ormai Dick mi ha conquistato definitivamente. Ho in programma di prendere l’opera omnia dei racconti e di leggere i suoi romanzi di maggiore successo. Mi sto attrezzando per attuare l’impresa attraverso la lettura della biografia scritta da Lawrence Sutin. A breve su questo blog.

Qui l’elenco dei racconti presenti nel volume:
Titolo originale, anno di pubblicazione, traduzione del titolo, film, anno del film.
The Adjustment team, 1954, I guardiani del destino, I guardiani del destino, 2011
The Golden Man, 1954, Next, Next, 2007
Paycheck, 2003, I labirinti della memoria, Paycheck, 2003
Impostor, 1953, Impostore, Impostor, 2002
Minority Report, 1956, Rapporto di minoranza, Minority Report, 2002
Second Variety, 1953, Modello Due, Screamers, Urla dallo spazio, 1995
We Can Remember it for your Wholesale, 1966, Ricordiamo per voi, Atto di Forza, 1990

Buona lettura!
Luca BozzatoLuca Bozzato wrote a review
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Una spirale (auto)distruttiva
Bella edizione, questa di Fanucci, anche se non spettacolare - averi gradito una prefazione intelligente, per gustarmi meglio la lettura. Libero arbitrio, superuomo, viaggi nel futuro e impietosa fantapolitica, sospetto, paura, indistinzione uomo-macchina, estinzione della specie umana, psicanalisi che da scienza del dubbio diventa chiave della realtà: morto il simbolo, rimane il codice, finito l'uomo, rimane la macchina.

Quel che accomuna tutti i racconti raccolti in questa antologia non è solo il fatto di esser stati di ispirazione per una manciata di film: è il senso di sconfitta, anche quando questo senso non è evidente o pare addirittura che ci sia un "happy ending". È il riconoscimento del fallimento della teoria della cospirazione, la radicalizzazione dell'esercizio del sospetto, lo stato di guerra permanente, della capacità di percepire la realtà, del disfarsi della socializzazione, del divenire impersonale delle stesse persone, non solo delle istituzioni. L'antologia raccoglie, in nuce, molti dei temi importanti dell'opera dickiana, che ruotano intorno alle due domande fondamentali - le quali, per stessa ammissione dell'autore, sono in realtà una cosa sola- : cos'è reale? cos'è umano?

Domanda ontologico-gnoseologica e domanda antropologica, infatti, non possono venire separate. L'una decide dell'altra. Viviamo tutti nella scontata sicurezza che il mondo, o l'allucinazione collettiva, poco importa, in cui ci muoviamo, camminiamo, respiriamo, parliamo, sogniamo, sia reale. Non ci interessiamo, non ci interroghiamo, fino a che le cose funzionano. Solo quando ci accorgiamo che c'è qualcosa che non va, mettiamo in moto il desiderio di saperne di più. Ma quando la cruda impressione che tutto ciò in cui hai sempre creduto ti picchia in faccia con tutta la violenza di cui è capace, è ormai troppo tardi per arginare la spirale che si è messa in moto. Se si sfalda la realtà, si sfalda la comunità. Chi sono le persone con cui ho vissuto fino ad oggi? Per chi lavorano? Cosa vogliono da me? Sono umani? Chi sono io? Ma se si sfalda l'uomo, si sfalda la realtà. Se le persone con cui ho vissuto sino ad oggi sono in realtà delle macchine con sembianze umane, cosa ne è del mondo in cui vivo? La domanda è non solo grave ma addirittura radicale dal momento che, nell'universo dickiano, ciò che sembra mettere in discussione la realtà del mondo è anche ciò che mette in crisi l'umanità dell'uomo. Da qualsiasi parte la si voglia prendere, non c'è modo di sfuggire alla logica conseguenza: se non si recupera la fiducia, nell'uomo o nella realtà, non si possono recuperare nè l'uno nè l'altra.

Ma non ci si illuda: una volta persa questa fiducia, e instillato il dubbio radicale, siamo già al punto di non ritorno.
LilithLilith wrote a review
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