I Medici
by Matteo Strukul
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Un romanzo storico potente Il migliore che leggerete quest’anno Firenze, 1429. Alla morte del patriarca Giovanni de’ Medici, i figli Cosimo e Lorenzo si trovano a capo di un autentico impero finanziario, ma, al tempo stesso, accerchiati da nemici giurati come Rinaldo degli Albizzi e Palla Strozzi, esponenti delle più potenti famiglie fiorentine. In modo intelligente e spregiudicato i due fratelli conquistano il potere politico, bilanciando uno spietato senso degli affari con l’amore per l’arte e la cultura. Mentre i lavori per la realizzazione della cupola di Santa Maria del Fiore procedono sotto la direzione di Filippo Brunelleschi, gli avversari di sempre continuano a tessere le loro trame. Fra loro c’è anche una donna d’infinita bellezza, ma dal fascino maledetto, capace di ghermire il cuore di un uomo. Nell’arco di quattro anni, dopo essere sfuggito a una serie di cospirazioni, alla peste e alla guerra contro Lucca, Cosimo finirà in prigione, rischiando la condanna a morte. Fra omicidi, tradimenti e giochi di palazzo, questo romanzo narra la saga della famiglia più potente del Rinascimento, l’inizio della sua ascesa alla Signoria fiorentina, in una ridda di intrighi e colpi di scena che vedono come protagonisti capitani di ventura senza scrupoli, fatali avvelenatrici, mercenari svizzeri sanguinari... Un grande romanzo storico​ Tra intrighi e colpi di scena, l’ascesa al potere dei Medici, la famiglia più potente del rinascimento Hanno scritto di Matteo Strukul «Matteo Strukul è una delle voci più importanti del nuovo thriller italiano: dovete assolutamente leggerlo.» Joe R. Lansdale «Le storie di Matteo Strukul rappresentano l’essenza della tradizione popolare: prevalgono azione ed emozione e in scena si muovono personaggi straordinari.» la Repubblica «Adrenalina alle stelle nei romanzi di Matteo Strukul.» Il Giornale «Matteo Strukul scrive trame avvincenti e rese ancor più realistiche dalla minuziosa ricostruzione del contesto storico.» Panorama «Matteo Strukul si conferma un vero maestro del genere riuscendo a coniugare perfettamente azione, avventura e suspense.» Il Manifesto Matteo StrukulÈ nato a Padova nel 1973. Laureato in giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto europeo, ha pubblicato il thriller storico La giostra dei fiori spezzati (2014), la trilogia dedicata alla killer veneta Mila Zago: La ballata di Mila (2011), Regina nera (2013) e Cucciolo d’uomo (2015), e nel 2015 I Cavalieri del Nord, il suo primo fantasy storico. Nel 2016 ha pubblicato Il sangue dei baroni. I suoi romanzi sono in corso di pubblicazione in 20 Paesi e opzionati per il cinema. La trilogia sui Medici sta per essere tradotta in Germania, Inghilterra, Spagna e Turchia. Scrive per le pagine culturali del Venerdì di Repubblica e vive insieme a sua moglie Silvia fra Padova, Berlino e la Transilvania.

All Reviews

65
Mauro MarconiMauro Marconi wrote a review
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Tornato in auge dopo anni di esilio letterario, il romanzo storico è oggi uno dei generi narrativi più apprezzati, insieme al noir e... Camilleri. A sentire gli entusiastici editori, sembra che le vendite siano strabilianti in tutto il mondo. E anche la copertina di questo best-seller di Matteo Strukul non può mancare di sottolinearlo con un’enfasi che a me è subito sembrata un tantino sospetta (ma io, lo riconosco, sono malfidato). Fatto sta che mi prestano il libro e, per una forma di educazione che a volte sfuma nell’autolesionismo, lo leggo senza fare troppo il difficile, anche se non è il genere che preferisco. Al contrario del mio solito, ho divorato le 370 pagine in pochi giorni. Come ho fatto? – mi sono subito chiesto. Semplice, questo libro non obbliga il lettore a pensare. Un merito o un difetto? Ognuno la pensa a modo suo, e comunque è in parte una questione di gusti. Ad ogni modo il testo scorre via che è un piacere, e forse non è un caso che l’autore (lo dichiara nella nota conclusiva) sia stato da bambino un fan di Emilio Salgari. In effetti in questa prima parte della saga medicea a tinte forti – e spesso truculente – non mancano personaggi alla Sandokan. C’è il terribile mercenario svizzero Schwartz, da spavento solo a immaginarselo davanti, che sembra, mutatis mutandis, il clone malvagio della Tigre della Malesia; c’è la bellona (e fatalona) Laura Ricci, avvelenatrice per indole e puttana per necessità, a cui la Perla di Labuan farebbe un baffo quanto a capacità ammaliatrici; lo stesso protagonista, Cosimo Medici, non sfugge ad alcuni cliché tipici del personaggio “umiliato e offeso” prima (o meglio, accusato di tirannia e perciò esiliato) e vendicatore implacabile ma anche pietoso, che non avrebbe sfigurato in uno degli avventurosi episodi dello scrittore bolognese. Ma, per carità, Strukul (ma sarà nome d’arte?) è romanziere storico, quindi pochi scherzi. E di storia dentro ce ne mette, eccome, forse anche troppa; tutti quei dettagli su Tizio e Caio, chi ha fatto questo e chi quest’altro, finiscono per appesantire perfino i dialoghi. E che dire di certe ridondanti descrizioni? Era proprio necessario, ogni volta, specificare che il tale aveva appoggiato “il calice di legno sul tavolo di legno”, o che Contessina indossava una “gamurra” che “allucciolava” (che razza di verbo, mai sentito prima) di pietre preziose? Talvolta, questa mania di puntualizzare, di precisare, rende ridicole le discussioni tra parenti, ai quali l’autore mette in bocca ovvietà come “i tuoi figli, Piero e Giacomo”, quasi essi non ricordassero i nomi! E che dire del sesso? Beh, in un romanzo “pop” da cui ci si aspetta un ritorno in termini di vendite piuttosto significativo, come possono mancare certi (scontatissimi) dettagli anatomici sulle prodezze erotiche dei condottieri famosi o dei gloriosi soldati di ventura? Ma il piatto forte sono i duelli e le battaglie; qui il nostro si scatena travolgendoci con torrenti di sangue, teste mozzate, braccia e gambe amputate, un po’ tutto il corredo di orrori che a quell’epoca caratterizzava gli scontri all’arma bianca e che Strukul precisa di aver riportato con (orripilante) fedeltà attingendo da autentici manuali d’arme del tempo. In conclusione, se avete poco tempo da dedicare alla lettura, siete di bocca buona e di stomaco robusto, e per di più non disdegnate qualche dilettevole scaramuccia d’amorosi sensi, questo libro vi potrà piacere. A chi preferisce letture più meditate suggerisco vivamente Riccardo Bacchelli, romanziere storico di somma bravura, la cui unica sfortuna è stata quella della rivalutazione postuma.
FredericFrederic wrote a review
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Carmen🌺Carmen🌺 wrote a review
02
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Mi aspettavo molto di più da questo libro.La trama non è avvincente, poiché ci sono troppi salti temporali tra un capitolo e l'altro ,come non c'è nemmeno la caratterizzazione dei personaggi,non permettendo così al lettore né di orientarsi nella storia, né di affezionarsi ad uno dei personaggi.
Mi dispiace dare solo due stelle ad un libro su cui avevo aspettative molto alte
GaggarilloGaggarillo wrote a review
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Lady GeorgianaLady Georgiana wrote a review
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Le mie aspettative per questo libro erano abbastanza alte. Un romanzo storico sui Medici? Inevitabilmente mi sono lasciata tentare. La copertina poi è spettacolare, morbida con i disegni lucidi in rilievo. Inoltre la sua fascetta lo dichiarava come il miglior romanzo storico che avrei letto quell'anno. Purtroppo le promesse non sono state mantenute.
Sicuramente non è un brutto libro, ma si è rivelata un'enorme delusione. Innanzitutto non condivido l'idea di condensare decenni di storia in 300 pagine scritte in caratteri grandi con capitoli di massimo 3 pagine. A mio avviso sarebbe stato molto più sensato dividere la storia in altri libri. Sì, ve ne sono altri della serie, ma sono concentrati su altri periodi e personaggi.
Tutti i capitoli erano estremamente corti e non vi era alcuna continuità fra l’uno e l'altro. Infatti si salta da un personaggio, un evento o un anno all'altro senza preoccuparsi di fare troppi collegamenti. La storia è molto frammentata e si salta continuamente da una parte all'altra in maniera abbastanza inconcludente. Inoltre a livello storico è estremamente riassuntivo. Ad esempio vi è una battaglia che viene raccontata in due pagine e di cui avrei gradito sapere qualcosa di più.
Essendo la storia tanto riassuntiva e spezzata non sono riuscita ad affezionarmi ad alcun personaggio. Tuttavia devo dire che i personaggi sono resi meglio rispetto a tutto il resto, Cosimo in particolare, ma secondo me non abbastanza.
Nulla da ridire sullo stile, molto scorrevole e abbastanza piacevole.